Il Business dei Siti Antibufala

Si parla tanto di Fake News e Bufale e di come alcuni individui si arricchiscono con questo modello di business. È tutto vero! Ma l’affare delle fake news riguarda anche e soprattutto i siti anti bufala. Vediamo come…

Ipotizziamo di creare una Startup sul modello di ANTIBUFALAIniziamo il nostro viaggio ipotizzando la creazione di un sito antibufala. Chiameremo la nostra Startup: “Bufale un tanto alla Tonnellata…” Quindi simuliamo insieme gli step necessari per crearla e vediamo anche come è possibile poi farci dei soldi.

La messa online del sito

– Il concepimento (inception). Nasce l’idea del sito anti bufale. Si trova il nome. In questo nostro scenario lo chiameremo “Bufale un tanto alla tonnellata” e si pensa a come chiamarlo… magari “BUTAT”?

La messa online (tecnica). Si passa ai fatti. Si registra un dominio (circa 3 euro) si compra l’hosting (circa 24 euro) e ci si installa un software tipo WordPress.

Questione di Brand

– Si pensa al logo del sito e la comunicazione visiva. Il logo conterrà un bufalo? Si cercano i colori adatti per l’identità del sito…

Libri e varie...

Il tipo di comunicazione. Si decide “lo stile” di comunicazione con gli utenti. Pomposo e serio? Tecnico e giornalistico? Informale e goliardico? Crediamo che per BUTAT sceglieremo un tono goliardico e divertente! Così che tutti si identificheranno con noi.

Questione di credibilità

La creazione di Contenuti Veri. Serve una base di partenza di notizie e del materiale che può interessare agli utenti. Deve essere del Buon materiale, altrimenti la nostra Startup andrà poco lontano.

Lavoro di social marketing e SEM. Dopo che si ha un po’ di buon materiale… facciamo conoscere! Pubblicizziamo BUTAT sui social, facciamo degli annunci su google, postiamo su twitter, ottimizziamo il sito per i motori di ricerca… Insomma tutto quello che serve per farci conoscere!

Pronti per il successo e per i soldi

Ci sono tanti modi per far soldi con un sito conosciuto e ben posizionato sui motori di ricerca: ad sense, amazon, donazioni ecc. Ma queste elecate sopra sono solo Quisquilie! Vediamo la “Balena Bianca” degli introiti dei siti antibufala! Dove stanno i veri soldi?

  • Finanzianti europei. L’anno scorso in vista delle elezioni europee, è stato stanziato un milione di euro per addestrare siti di influecer tipo quello di BUTAC o del CICAP, per svolgere anche attività politica insieme ad una schiera di Troll professionisti. Il giornale The Tehegraph ha pubblicato un interessante articolo, che spiega come l’Unione Europea abbia stanziato milioni di euro per assoldare degli influencer che vadano online a commentare sui social media della rete e a disincentivare tutti coloro che non sono favorevoli alla UE. Cosa significa questo? Questo articolo è la punta dell’iceberg della questione “Influencer”. L’Unione Europea, in sostanza, con i soldi dei contribuenti europei, foraggia delle persone per manipolare l’opinione dei cittadini, facendo passare queste persone per utenti reali o siti indipendenti.
  • Finanziamenti politici. Un interessante video andato sulla tv nazionale, mostra come il PD abbia costituito un piccolo “esercito” formato da più di 1000 utent, che promuove sui social network le idee del partito politico. Nessuno sa esattamente il tipo di promozione che questi 1000 tizi sparsi per l’Italia fa. Potrebbero essere quegli utenti che sotto forma di persone normalissime attaccano tutti coloro che la pensano diversamente. Movimentare i social network somiglia molto a “Trollare” gli utenti che la pensano diversamente. Cos’è un Troll? Nel gergo di Internet, è un utente di una comunità virtuale, solitamente anonimo, che intralcia il normale svolgimento di una discussione inviando messaggi provocatori, irritanti o fuori tema.

Siamo davvero liberi di dire come la pensiamo sui social network o potremmo essere criticati da uno di questi 1000 utenti. Se vi è capitato di essere stati attaccati per le vostre idee, gli utenti che l’hanno fatto, si sono mai qualificati come “attivista del partito”? Eppure queste persone passano la giornata online… a “movimentare i social network”…

  • Finanziamenti da parte delle multinazionali (“Pig… ops… Big Pharma” in primis). E poi ci sono i GRANDI… Multinazionali che spendono miliardi di dollari e Euro per influenzare l’opinione delle masse. Si cerca di screditare studi scientifici indipendenti o cure alternative a favore delle multinazionali farmaceutiche, di tranquillizzare l’opinione pubblica sul fatto che prodotti non sono così tossici per l’ambiente e le persone come si crede, o tranquillizzare che prodotti di largo consumo non fanno male anche se recenti studi dimostrano il contrario. E tutto questo come? Semplice! Facendo passare per Bufale le recenti scoperte… quelle Vere.
  • Finanziamenti da parte di Aziende locali che vogliono influenzare il pubblico.

Facciamoci finanziare!

Se Butat avrà abbastanza visite e sarà considerata affidabile dagli utenti della rete (forte degli articoli “veri” immessi inizialmente), potrà beneficiare dei finanziamenti! Butat dovrà solo pubblicare anche articoli commissionati dalla UE e dai partiti politici di maggioranza.

Non solo!!! C’è un mondo la fuori pronto a finanziare idee, opinioni, credenze… a fornire materiale per apparire attendibile, quando poi… si tratta solo di affittare uno spazio pubblicitario sul sito. L’importante è che la notizia appaia VERA e INDIPENDENTE.

Perciò occhio a ciò che leggete e dove…

Rivisto da Conoscenzealconfine.it

Fonte: http://presadicoscienza.altervista.org/business-siti-antibufala/

Libri e varie...
Macrolibrarsi: "siamo operativi al 100% verso tutte le destinazioni in Italia, escluso la provincia di Bergamo e di Brescia".
FAKE NEWS
Dalla manipolazione dell'opinione pubblica alla post-verità: come il potere controlla i media e fabbrica l'informazione per ottenere il consenso
di Enrica Perucchietti

Fake News

Dalla manipolazione dell'opinione pubblica alla post-verità: come il potere controlla i media e fabbrica l'informazione per ottenere il consenso

di Enrica Perucchietti

«Noi siamo in gran parte governati da uomini di cui ignoriamo tutto, ma che sono in grado di plasmare la nostra mentalità, orientare i nostri gusti, suggerirci cosa pensare».

Così scriveva il padre della scienza delle Pubbliche Relazioni Edward Bernays nel 1928 nell’incipit del saggio Propaganda, spiegando che esiste un potere invisibile che dirige le opinioni e le abitudini delle masse nei sistemi democratici.

Che cosa è cambiato nei decenni e come si sono evolute le tecniche del controllo sociale? In che modo il potere fabbrica il consenso e orienta le scelte dei cittadini? Come si inserisce in questo meccanismo l’attuale battaglia sulle fake news? Si sta cercando di introdurre il reato d’opinione e di censurare l’informazione indipendente? Che cos’è la post-verità?

Dopo i successi di Governo globale, La fabbrica della manipolazione, Unisex, Enrica Perucchietti torna ad analizzare il rapporto tra i mezzi di comunicazione, il potere e le strategie del controllo sociale, mostrando come i primi a mentire all’opinione pubblica siano proprio i media mainstream. Riprendendo e attualizzando le tematiche portanti del capolavoro di George Orwell, 1984, l’autrice mostra come la battaglia contro le fake news intenda reprimere il dissenso e censurare l’informazione indipendente, introducendo - di fatto - lo psicoreato e impedendo alle persone non solo di esprimersi, ma persino di pensare.

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