Esperimento sociale riuscito: ci hanno rassegnato ad essere sudditi

 di Max Del Papa

Da questi mesi allucinanti, dalla pandemia più pazza del mondo usciamo, ce ne usciamo, con alcune sconfortanti conferme: l’incapacità di un governo di avventizi, l’arroganza delle caste di potere, manager, commissari, task force, la rapacità dei virologi a tassametro: tutta gente che ha brillato per tracotanza, dalla spocchia inversamente proporzionale alla competenza.

Peggio del coronavirus, il Contevirus | GERVASONI • MACHIAVELLI

Ma fosse solo questo, passi, ci siamo abituati. Il lascito più torbido, più lugubre è la facilità con cui ci hanno ucciso la libertà. Ridevamo di questo avvocatino della profonda provincia, abituato alle frequentazioni giuste, allo slalom gigante della carriera: una volta preso il potere, questo premier di laboratorio si è rivelato spietato nel gestirlo.

Decretazione sistematica, col pretesto della situazione eccezionale; Parlamento chiuso; opposizioni di fatto private della loro funzione; conferenze stampa continue all’insegna del populismo aggressivo che è il tono inconfondibile dell’autocrate; continue bugie, spacciate per realtà; norme insane, fatte apposta per non essere comprese; cittadini repressi, controllati, schiacciati con la strategia del terrore, prima lasciati allo sbando in virtù di valutazioni sciagurate di stampo ideologico, poi incamiciate nella paura crescente.

Il potere, quando diventa regime, si esalta e si autoalimenta. Ne è derivata una serie di conseguenze spaventose: le forze dell’ordine trasformate in gendarmi, in sbirraglia, gli inseguimenti coi droni, le multe pazzesche a invalidi con una sola gamba, malati, anziani, donne col cagnolino, bagnanti in totale solitudine; la propensione degli zelanti, che non mancano mai, alla delazione, la carognaggine, i regolamenti di conti tra vicini; gli artisti a sovvenzione statale, quelli che “ci fanno tanto divertire” secondo il presidente del Consiglio, ai quali lanciare l’osso sotto al tavolo, che si sdebitano con scrupolo zdanoviano, da socialismo reale, nel vergare appelli di obbedienza al regime, nello scagliarsi contro le opposizioni imbavagliate, nel pretendere ulteriore isolamento, altre mascherine, altra psicosi, lo sdegno classista verso i poveri, senza giardini privati e seconde ville ove smaltire mollemente la clausura.

Altre conseguenze, fatali nel tempo distopico dell’angoscia: i media spalmati come non mai, le intimidazioni o la maleducazione verso i pochi che non si adeguano, che pretendono di fare domande, di eccepire, il trionfo della metastasi burocratica che complica l’impossibile, la gara a chi s’inventa espedienti concentrazionari ancora più estremi, ancora più alienati. Un giornalista va in televisione a dire che “è chiaro che c’è una sospensione della Costituzione, lo sappiamo tutti”: è roba da rivoluzione ma nessuno fiata, men che meno il presidente della Repubblica che sulla Costituzione dovrebbe vigilare. Si sentono, si leggono cose turche. Un commentatore bollito dice senza imbarazzo che Conte, premier in batteria, gli sta simpatico “perché rappresenta lo Stato”. Affermazione da fare accapponare la pelle, anche Hitler lo rappresentava. Ma forse lui pensa a Castro, a Lenin, a PolPot, a Mao.

Articolo di Max Del Papa

Fonte: https://www.nicolaporro.it/esperimento-sociale-riuscito-ci-hanno-rassegnato-a-essere-sudditi/

TAFTI LA SACERDOTESSA
Camminando dal vivo in un film
di Vadim Zeland

Tafti la Sacerdotessa

Camminando dal vivo in un film

di Vadim Zeland

"Tafti la Sacerdotessa" è il nuovo libro che stavano aspettando da tempo tutti gli ammiratori di Vadim Zeland, l'esperto di fisica quantistica che ha fatto conoscere a tutto il mondo il Transurfing, un modo nuovo di interpretare la realtà e di "governare" il proprio destino.

Nel libro sono descritte le tecniche di Tafti, "che sono molto più potenti di quelle del Transurfing". Esse si presentano come un'integrazione significativa e un livello nuovo e superiore di Transurfing.


"La Sacerdotessa Tafti non è inventata, è reale. E vi vuole bene.
E anche la sua tecnica con la treccina dell'intenzione è reale. Prendetela sul serio.
Funziona in modo ancora più potente del classico Transurfing".


Nel libro, Tafti ti presenta tre postulati:

  • Sia nel sonno, sia nella realtà che si vede a occhi aperti, tu dormi.
  • Sia il sogno che la realtà sono il movimento di un fotogramma.
  • Il movimento del fotogramma si può gestire, ma tu non lo fai.

E perché non lo fai? In primo luogo, perché sei addormentato, dice Tafti; in secondo luogo, perché non sai che ciò è possibile. Ma quando lo capirai, portai muovere la realtà!

Se è vero che ti muovi secondo la tua volontà, perché le cose non vanno come vuoi? Pensi che non funzionino perché è cosi, e basta.

In realtà, rivela Tafti, le cose non vanno perché tu comunque non agisci secondo la tua volontà ma sei guidato da una sceneggiatura. Non solo, le cose non funzionano perché, per giunta, non sai agire in modo tale che tutto funzioni.

Invece di impostare la realtà sulla pellicola del futuro imminente, combatti con la realtà del fotogramma corrente.

La realtà è ciò che non è mai stato e non sarà mai, ma solo è: una sola volta e adesso. La realtà esiste solo per il fatto che è già avvenuta.

Tu non puoi cambiare ciò che si è già compiuto anche se è proprio quello di cui ti occupi, perché tutto ciò che ti circonda è ciò che si è compiuto.

Per cambiare la pellicola del film devi svegliarti e prendere vita in essa. Tafti ti dirà come fare!

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La sacerdotessa ti spiega qualcosa che forse troverai sorprendente: la realtà e il sogno, in sostanza, sono la stessa cosa.

Dunque, per svegliarti nel sonno o nella realtà, devi distogliere l'attenzione dallo schermo esterno o interno e spostarla al centro della coscienza.

"Tremila anni fa ero una sacerdotessa del tempio di Iside. Chi sono io adesso, ve lo dirò più tardi. La cosa più importante è che io so chi siete voi. Perché infatti voi non sapete chi siete, non è vero?"

"Vi parlerò di come funziona il mondo e di cosa succede in esso. Vi dirò perché siete qui e cosa dovrete fare della vostra vita. Perché infatti è vero che non sapete cosa fare della vostra vita?"

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