Come il cervello compone le idee complesse

La capacità di creare e di comprendere idee di elevata complessità, a partire da un numero finito di concetti semplici, è gestita a livello cerebrale da alcune sottoregioni della corteccia temporale superiore dell’emisfero sinistro.

Labirinto Complessità

È in una parte della corteccia temporale superiore dell’emisfero sinistro (lmSTC) che il nostro cervello costruisce ed elabora significati complessi a partire da concetti semplici. A mostrarlo è una ricerca condotta da Steven M. Frankland e Joshua D. Greene della Harvard University.

Nel XVIII secolo il filosofo e naturalista Wilhelm von Humbolt osservò che il linguaggio naturale fa un “uso infinito di mezzi finiti”: a partire da un insieme finito di parole è in grado di esprimere efficacemente un’infinità di idee complesse. Per esempio, da idee semplici come quelle “donna, serenata ed elefante” possiamo capire il significato di una frase complessa e bizzarra come “Ieri, 30 elefanti rosa hanno fatto una serenata alla donna più alta del mondo”.

Come il cervello riesca in questa impresa non è ancora chiaro, ma è probabile che usi un sistema flessibile che gli permette di combinare gli stessi significati in modi diversi, così da produrre molti significati complessi distinti.

Per testare questa ipotesi Frankland e Greene hanno sottoposto a risonanza magnetica funzionale 40 soggetti mentre leggevano semplici frasi costruite con la stesse parole, ma di significato differente, come “il nonno ha dato un calcio al bambino” e “il bambino ha dato un calcio al nonno”.

Dall’analisi dei risultati è emerso che frasi speculari come queste attivavano in modo differente i circuiti della lmSTC secondo uno schema particolare: alcune sottoaree “rispondono” alla domanda: “Chi fa qualcosa?”, altre alla domanda “A chi viene fatto?”. In pratica, queste aree sono dedicate alla codifica di variabili semantiche differenti che permettono di costruire significati complessi distinti. Sono cioè “spazi” per variabili coinvolte in differenti operazioni, che vengono occupati di volta in volta da significati differenti.

Per confermare la capacità dei circuiti dell’area lmSTC di distinguere tra frasi dai significati speculari, i ricercatori hanno anche confrontato i modelli di attività di questa regione con quelli dell’amigdala, che gestisce il valore emotivo dei diversi stimoli.

Infatti, se sono le sottoaree della lmSTC a comporre i diversi significati, la risposta dell’amigdala allo schema di attivazione legato a frasi come “il bambino ha dato un calcio al nonno” dovrebbe essere moderata, dato che la frase esprime un comportamento deprecabile, ma in qualche misura normale. La risposta agli schemi di attivazione legati alla frase speculare “il nonno ha dato un calcio al bambino” – un atto che turba maggiormente – dovrebbe invece essere molto più sostenuta. I dati rilevati da Frankland e Greene hanno confermato esattamente questi modelli differenziali di attivazione.

Fonte: http://www.lescienze.it/news/2015/08/26/news/cervello_produzione_idee_complesse-2736835/

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di Luigi Marcello Monsellato

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Vivi oltre il caso, abbraccia la tua vitalità: la chiave della salute è nel cuore del nostro essere.

Nel 1992, grazie ai progressi della Medicina omeosinergetica, il dott Luigi Marcello Monsellato ha introdotto il termine benattia® per descrivere tutte le manifestazioni del corpo umano.

Questo termine si contrappone a "malattia", il quale porta con sé il prefisso "mal-", connotando implicitamente, come lo stesso Monsellato sostiene: "qualcosa di negativo o sbagliato, insinuando che ciò che è male ci minacci in ogni angolo, con ogni soffio di vento o, ancor peggio, ci colpisca per sfortuna".

Attraverso una combinazione di argomentazioni scientifiche, riflessioni filosofiche, aneddoti e casi clinici l'autore concentra la sua attenzione sulla profonda comprensione della Natura e delle sue leggi fondamentali.

"Nel Buio... la Luce" è un'opera strutturata in quattro parti:

  • Prima Parte: i principi universali che sottendono alla nostra vita quotidiana, rivisti alla luce della Medicina e della Filosofia omeosinergetiche e che, se conosciuti ma soprattutto applicati, possono modificare radicalmente i nostri punti di vista rispetto ai problemi o alle malattie;
  • Seconda Parte: le basi di una rivoluzione copernicana dell'attuale visione della vita biologica, con un cambio di paradigma partendo dalla psiche, vero regista della nostra vita, tramite cui si può decollare verso il mondo della percezione, della soggettività, delle credenze, delle illusioni, dell'effetto placebo e di quello nocebo;
  • Terza Parte: un focus sulla Medicina omeosinergetica, ovvero la malattia intesa come una benattia e con riferimenti al suo senso biologico e con un'analisi sugli studi rivoluzionari del dottor Hamer e sulle intersecazioni con l'Omeosinergia;
  • Quarta Parte: i centri energetici e come prendere in mano la nostra vita, con una nuova ed innovativa lettura dei sintomi per un percorso omeosinergetico che possa veramente consentire di guarire.

Leggendo questo libro, imparerai che ogni volta che si manifesta un sintomo o una malattia vuol dire che stiamo già guarendo. E che il nostro corpo sa di cosa abbiamo bisogno, sa come fare e come comunicarcelo.

"Nel Buio... la Luce" permette gradualmente al lettore di sgretolare il dominio della paura e del panico, i quali vengono accuratamente alimentati e ipnotizzati da un incessante e subdolo bombardamento mediatico riguardante la "malattia" e il "male".

L'obiettivo finale, per chi lo saprà e vorrà intendere, sarà un nuovo modo di vivere e programmarci per migliorare soprattutto la qualità e il benessere della nostra vita.

"Non aspettatevi, però, - scrive l'autore - un succinto elaborato del tipo come diventare ricchi in tre mosse o come addomesticare la moglie in una settimana o come risolvere i problemi in quindici giorni. L'effetto ultimo è una situazione complessa e difficile da gestire: la presa in carico e la responsabilizzazione di noi stessi per iniziare un percorso di crescita e di consapevolezza."

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