La scuola che il Sistema vuole per noi

di Gabriele Sannino

Da molti anni a questa parte, la scuola e’ diventata un diplomificio svuotato di ogni sostanza, dove si producono “pappagalli parlanti” che non ragionano e non si chiedono mai il perche’ delle cose.

La scuola secondo Bart

La scuola secondo Bart

E’ il sistema, verrebbe da pensare: e in effetti e’ davvero cosi’, dato che tutte le riforme della scuola, almeno negli ultimi 25 anni, hanno solo tentato di avvicinare la formazione a un sistema economico del tutto malato come quello attuale, svilendo sempre di piu’ le personalita’ degli alunni, degli insegnanti e non producendo neanche il collegamento cui si auspicava.

Il risultato oggi e’ una scuola scollegata da tutto, sia dall’uomo che dall’economia, che non contempla il reale sviluppo della personalita’ dell’individuo, che e’ il compito precipuo di qualunque organizzazione che si faccia chiamare in questo modo.

Non mi stanchero’ mai di dirlo, ma la scuola dovrebbe formare dei cittadini, e non dei lavoratori inseriti in un sistema schiavistico… dove bisogna lavorare sempre di piu’ per del denaro creato dal nulla! L’obiettivo pero’ e’ esattamente questo, ovvero annullare le persone, trasformandole in stupidi automi senza cervello: questo non avviene solo con la scuola, anche se – come si puo’ ben capire – essa resta uno degli obiettivi fondamentali, vista la pregnanza.

Una vera scuola, per esempio, dovrebbe insegnare all’individuo a gestire le proprie emozioni, non solo nozioni che dopo qualche giorno verranno dimenticate in quanto scollegate da tutto: materie come educazione civica, sessuale, spiritualita’ (che non c’entra nulla con le religioni!) cosi’ come materie pratiche di vita oltre che di lavoro, dovrebbero essere inserite in tutte le scuole, finanche nelle universita’, perche’ l’uomo e’ corpo, mente ma anche anima.

Oggi abbiamo una scuola che non forma, deforma. La prova e’ che la maggior parte degli studenti, una volta finito il percorso scolastico, non legge piu’ e non s’informa se non attraverso la tv, dato che non ha mai sviluppato l’ingrediente essenziale di qualsivoglia crescita ed evoluzione umana: la curiosita’.

La demonizzazione e la frustrazione degli insegnanti, a mio avviso, non e’ affatto una coincidenza, anzi li si sfinisce e deconcentra perche’ potenzialmente pericolosi: oggi, per esempio, abbiamo una scuola di insegnanti malpagati e giudicati fannulloni (la storia che lavorano 18 ore a settimana non regge, perche’ quelle sono solo le ore di lezione frontale, dietro le quali c’e’ tutto il lavoro di preparazione delle lezioni, cosi’ come le correzioni dei compiti, gli scrutini, i consigli scolastici e via dicendo); ma non solo, gli insegnanti precari (circa 400 mila) vengono licenziati a giugno per essere assunti a settembre, con un contratto senza diritti e tutele che alla fine, semplicemente, sfianca.

E ricordiamoci sempre, comunque, che un insegnante a tempo indeterminato si e’ laureato, ha fatto un tirocinio di formazione (TFA) e ha anche alle spalle un concorso, insomma si e’ fatto il mazzo, e un precario e’ tale solo perche’ non ha avuto la possibilita’ di concorrere a tale posizione.
Pochi sanno ma lo svilimento della posizione degli insegnanti avviene anche nelle scuole private: qui non solo ci sono i presidi sceriffi (figura che si vorrebbe creare anche nel pubblico con il ddl “buona scuola” di Matteo Renzi, istituendo una figura che possa perfino assumere e “dividere” il corpo insegnante) ma anche i genitori che “pagano” vogliono avere sempre piu’ voce in capitolo, cosa che produce paura e repressione tra gli stessi insegnanti.

C’e’ da dire che oggi i genitori finanziano anche la scuola pubblica: qui il semplice contributo della carta igienica (vista la mancanza cronica di soldi propria di un sistema economico che – ripeto – crea il denaro dal nulla e ce lo addebita, facendoci sprofondare in crisi perenni e che ora pretende pure cio’ che ci ha “prestato”!) si e’ trasformata in una vera e propria tassa occulta, con genitori che nelle scuole alberghiere finanziano perfino le ricette e gli ingredienti degli esperimenti culinari degli allievi.

Il problema principale quindi, come al solito, e’ a monte: se le scuole cadono a pezzi, se non ci sono laboratori e i PC, eppure si pretendono gli stage, se piove nelle aule e cadono i calcinacci, e se gli insegnanti precari sono ricattati (o accetti ulteriore svilimento del tuo ruolo o non ti do’ il contratto a tempo indeterminato e le varie tutele previste dalla stessa Costituzione!) e’ solo perche’ chi ci governa e’ un maggiordomo dei veri poteri, i quali desiderano ardentemente un manipolo di ignoranti.

Pochi sanno ma nel 1995, a Los Angeles, un braintrust di 500 persone – tra cui Bush senior, Margareth Thatcher e importantissime figure della finanza e aristocrazia internazionale – si riuni’ sotto l’egida della fondazione Gorbaciov per lavorare a un nuovo modello sociale, dove solo l’attuale 20% della popolazione mondiale sarebbe stato importante, mentre il restante 80% sarebbe stato semplicemente “massa eccedente”, che doveva essere distratto attraverso quello che all’epoca lo stratega politico Brzezinski defini’ “tittytainment” (dove tits sta per “tette” mentre la seconda parola – ovviamente – e’ la contrazione di entertainment, ovvero intrattenimento).

Questa massa, in sostanza, doveva essere intrattenuta col sesso, lo sport e l’infotainment, al fine di non scoraggiare troppo la sua autostima.
So che parliamo di “massimi sistemi”, ma niente di quello che si decide nel nostro paese ormai ha natura endogena: l’importante, infatti, e’ che chi ti presta i soldi abbia tutto il suo tornaconto, economico, sociale e di controllo.
Tutto il resto – mi duole dirlo – sono solo e semplicemente delle “renzate”.

Articolo di Gabriele Sannino

Sito web dell’autore, dove è possibile acquistare direttamente i suoi libri: gabrielesannino.com

 

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WABI SABI: LA BELLEZZA DELLA VITA IMPERFETTA
La via giapponese per essere felici
di Selene Calloni Williams

Wabi Sabi: la Bellezza della Vita Imperfetta

La via giapponese per essere felici

di Selene Calloni Williams

Wabi Sabi è un concetto giapponese che permette di essere a proprio agio in qualsiasi situazione, anche di fronte all'incertezza e al cambiamento. 

Infatti invita ad abbracciare le proprie imperfezioni, in quanto segnale di autenticità e spontaneità: in questo modo potrai superare i pensieri negativi che offuscano la tua visione (non ho, non sono, non posso), sabotando il tuo successo e la tua felicità! Apprezzerai la tua vita per quello che è, nella sua bellezza originale e non artificiale. 

Il coinvolgente e originale racconto di un modo di vivere e di pensare, un percorso di rituali e di pratiche affascinanti per trasformare la nostra vita in un’esistenza all’insegna della ricerca della bellezza e della felicità.

Selene Calloni Williams porta la sua voce a tutti in un modo straordinariamente semplice, accessibile da chiunque, eppure capace di rendere il messaggio originario con inalterata profondità.

Le parole dell'autrice

Le pratiche rituali che ci aiutano a trasformarci in «guerrieri wabi sabi», capaci di attingere alle proprie imperfezioni e diversità e renderle doti straordinarie.

Le pratiche che apprendiamo in questo libro hanno matrice iniziatica e psicologica allo stesso tempo, quindi risultano di facile assimilazione e di pronto utilizzo per gli occidentali, sebbene veicolino intatto il messaggio del buddismo esoterico – senza alterazioni, né edulcorazioni, né semplificazioni – il cui sviluppo è fortemente intrecciato al sentimento wabi sabi e costituisce una «psicologia estetica» che può persino rivoluzionare l’opera dei terapeuti e degli educatori.

La spiritualità è un cammino empirico, Wabi Sabi è un seminario pratico e allo stesso visionario e poetico.

Wabi sabi esprime lo stile di vita degli sciamani yamabushi e delle miko, le sciamane scintoiste, è quel carattere comune che troviamo nelle varie tradizioni misteriosofiche del Giappone, la maggior parte delle quali, ancora oggi, sono tramandate in via esclusivamente orale.

Questo libro ti dona la forza di reazione e la capacità di resilienza.

I grandi maestri di arti marziali ci hanno insegnato che per vincere bisogna non dimenticare mai di essere fragili e imperfetti.

Wabi sabi è uno stile di vita che ti aiuta ad affrontare qualsiasi sfida con un particolare atteggiamento che si può definire “la condizione di chi è imperfetto come un uomo e sereno come un dio”.

Accettare l’imperfezione previene la paura e cura l’insicurezza. Decisamente ti permette di conquistare un atteggiamento vincente, vissuto nella piena umiltà e nel non attaccamento.

Conoscere l’imperfezione equivale a sapere di non sapere. Questo ci permette di non dare per scontate le teorie della mente, ma di affidarci all’intuizione che nasce nel momento presente.

Molte persone, praticando lo stile di vita wabi sabi, hanno potuto migliorare la relazione con i loro figli o i loro allievi. Molti terapeuti hanno saputo arricchire e rendere più efficaci le loro sessioni di ascolto e di aiuto attraverso l’acquisizione di uno stile di vita, di lavoro e di un metodo di pensiero wabi sabi.

Accettare le nostre imperfezioni significa perdonarci, questo ci porta a sciogliere la rabbia e a migliorare la capacità di ascolto.

Le pratiche che guidano a instaurare un metodo di pensiero wabi sabi possono persino rivoluzionare il metodo di fare educazione e terapia.

Wabi sabi, in quanto percorso di familiarizzazione con le imperfezioni e le incertezze ci permette anche di comprendere meglio e guarire il rapporto con i nostri avi e di vivere al meglio la relazione con i nostri organi e con il corpo.

Wabi sabi è una prospettiva di osservazione del mondo concepita nel grembo dei cammini esoterici del buddhismo, dello sciamanismo shugendo, dell’animismo shinto. Il termine “esoterico” ha il significato di “riservato agli iniziati”.

Le iniziazioni contenute in questo libro alimentano il tuo fuoco psichico, la tua capacità di aspirare e di riuscire. Qualsiasi sia il campo nel quale sei impegnato, potranno essere il seme delle tue vittorie quotidiane, anche di quelle che riguardano le piccole cose, che, poi, sono il preludio delle grandi imprese.

Wabi sabi è attenzione per le piccole cose. Vincere è una esperienza nella quale bisogna esercitarsi quotidianamente, anche durante lo svolgimento delle attività più umili.

L’arte di essere imbattibile è l’arte di accettare di essere fragili e imperfetti e, stando nella propria debolezza, non arrendersi mai. Il ramoscello che è così delicato e fragile da piegarsi fino a terra può resistere nel vento meglio del possente albero che, non piegandosi, si oppone alla forza del vento e rischia di essere spezzato.

Non arrenderti mai, neppure quando di te non è rimasto più nulla, se non l’impeccabile volontà di non arrenderti.

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