A New Delhi i Musulmani sono costretti a vivere nella Paura

di Manash Firaq Bhattacharjee

Le proteste contro la Nuova legge sulla Cittadinanza che discrimina i musulmani, organizzate a New Delhi e in altre città dell’India, avevano dato ai cittadini indiani la speranza di avere una legittimità democratica, morale e intellettuale nel mettere in discussione leggi approvate dal governo. Ma le rivolte antimusulmane avvenute nella capitale tra il 24 e il 26 febbraio hanno distrutto questa speranza.

Risultato immagini per proteste contro la Nuova legge sulla Cittadinanza a new delhi

La nuova legge (Citizenship amendment act, Caa), che garantisce una corsia preferenziale ad alcune minoranze religiose ma, fatto fondamentale, non ai musulmani, è stata vista da avvocati, attivisti e intellettuali, oltre che dalla comunità musulmana, come restrittiva e contraria al principio di uguaglianza sancito dagli articoli 14 e 15 della costituzione. Alcuni hanno visto nella misura una mossa preparatoria al registro nazionale della cittadinanza (Nrc), che è attualmente in fase di valutazione da parte del governo.

Le pacifiche proteste della comunità musulmana – spesso guidate da donne, attivisti politici e sociali, scrittori, artisti e studenti di tutte le religioni – hanno segnato un momento senza precedenti nella storia postcoloniale dell’India. Hanno sottolineato l’intensa vicinanza tra persone di fede diversa in India. I luoghi delle proteste, come Shaheen Bagh, Seelampur e Jaffrabad sono stati prevalentemente i quartieri musulmani della classe operaia, nei quali si sono viste persone di ceti diversi prendere parte alle proteste. Queste proteste non hanno solo offerto alcuni importanti spunti a proposito dell’efficacia della resistenza non violenta, ma hanno anche prodotto alcune nuove lezioni sull’armonia interreligiosa.

L’incapacità della polizia nel gestire le violenze è un segno inquietante della complicità dello Stato

Risultato immagini per violenza a new delhi

Questa articolazione democratica del dissenso, non ha però addolcito l’immagine dei manifestanti né agli occhi dell’establishment né a quelli dei sostenitori del nazionalismo indù. Tanto che Kapil Mishra, del partito al potere Bharatiya janata party (Bjp), ha tenuto un discorso in cui ha minacciato azioni di giustizia sbrigativa contro i manifestanti, alla presenza di agenti di polizia.

L’incapacità della polizia di Delhi nel gestire le violenze che si sono diffuse nei quartieri a maggioranza musulmana, è un segno inquietante ma ricorrente della complicità dello stato: colpisce la temerarietà di una folla che incendia e compie apertamente atti di violenza nelle strade della capitale. Il senso di impunità è palpabile.

Le minacce di violenza nei confronti dei manifestanti contrari alla riforma, si sono trasformate in realtà. Ad oggi almeno 47 persone sono morte durante i disordini, mentre i feriti sarebbero circa duecento, settanta dei quali per ferite da arma da fuoco. Il numero di morti e feriti dà la misura del terrore, della violenza e delle umiliazioni con cui i musulmani hanno dovuto fare i conti nella capitale dell’India in questi giorni.

Le bande di ultranazionalisti indù hanno picchiato chiunque si presentasse come un musulmano o ne avesse l’aspetto, e hanno distrutto le proprietà di molti cittadini islamici. Alcuni di coloro che hanno partecipato a questi attacchi li hanno ammessi, pur se anonimamente, sul sito d’informazione The Wire, apparendo carichi di odio. Hanno dichiarato che il loro risentimento scaturisce dal fatto che i musulmani avevano protestato contro la nuova legge. Quindi, va bene che i musulmani vivano nella paura, ma non che facciano valere i propri diritti.

Senza morale

Risultato immagini per violenza a new delhi

Una bandiera con un simbolo religioso indù è stata issata sulla cima di una moschea vandalizzata ad Ashok Nagar, uno dei quartieri nordorientali di New Delhi. Simili atti tradiscono un’interpretazione cinica della religione, la fede viene svuotata delle sue radici spirituali e i vincoli etici sono sostituiti da una barbarie senza limiti.

Babasaheb Ambedkar ha scritto nel libro Untouchables or the children of India’s ghetto (Intoccabili o i figli del ghetto indiano) che negare arbitrio morale ai dalit ha impedito alla società indù di sviluppare un senso di “coscienza sociale” o “pubblica”. Questo porta a una mancanza di senso di colpa morale. Tracciando un’analogia con le società primitive, Ambedkar ha affermato che, così come “l’illegalità contro gli stranieri è legale”, le atrocità contro le persone ritenute al di fuori del territorio della moralità non vengono considerate un crimine.

Estendendo l’analogia di Ambedkar, se una certa minoranza viene dipinta come “straniera”, ovvero estranea all’immagine culturale della nazione, allora tutte le sanzioni laiche che garantiscono l’uguaglianza delle minoranze di fronte alla legge possono essere vanificate da una legge territoriale di violenza. Nella storia del paese già abbastanza sangue è stato versato: nel 1984, nel 1992, nel 2002 e ora nel 2020. La storia postcoloniale dell’India è segnata da molte ferite.

È una tattica politica quella di diffondere dicerie contro le minoranze, preparandone la demonizzazione per rendere accettabile la violenza nei loro confronti. Le paranoie della maggioranza fanno sì che le persone abbocchino a simili trappole divisive, mentre la sicurezza che percepiscono nelle loro vita cade progressivamente preda di simili paure infondate.

Solo quando non c’è niente da perdere, si può far credere alle persone che abbiano tutto da perdere. L’orchestrazione dell’odio sfrutta paure come queste, e porta la maggioranza delle persone a perdere la ragione e una parvenza di moralità.

La politica della violenza sfrutta questo stato di tensione, ed è in situazioni del genere che una nazione rischia di perdere il suo valore.

Articolo di Manash Firaq Bhattacharjee

Traduzione: Federico Ferrone

Fonte: https://www.internazionale.it/opinione/manash-firaq-bhattacharjee/2020/03/03/new-delhi-musulmani-morti

Il Giardino dei Libri: "Al Giardino dei Libri siamo operativi e spediamo regolarmente tutti gli ordini come sempre, anche in questo periodo".
VENTUNO GIORNI PER RINASCERE
Il percorso che ringiovanisce corpo e mente
di Franco Berrino, Daniel Lumera, David Mariani

Ventuno Giorni per Rinascere

Il percorso che ringiovanisce corpo e mente

di Franco Berrino, Daniel Lumera, David Mariani

Il libro "Ventuno Giorni per Rinascere" è frutto di uno studio approfondito, condotto da tre illustri professionisti: Franco Berrino, Daniel Lumera, David Mariani.

I tre esperti hanno lavorato a stretto contatto per realizzare un vero e proprio manuale, nel quale vi sono suggerimenti di ogni genere che promuovono un comportamento mirato verso scelte consapevoli, col fine ultimo di condurre una vita di benessere, per giungere alla terza età in piena salute.

Spesso le credenze popolari ci portano a pensare che invecchiare "bene" è solo una questione di fortuna ma, in realtà, assumere sin da giovani buone abitudini, oltre a permettere di condurre una vigorosa gioventù, ci spiana la strada verso una vecchiaia serena e vitale.

I consigli più importanti degli autori sono:

  • nutrirsi in maniera corretta, preferendo alimenti biologici,
  • fare esercizio fisico,
  • coltivare la spiritualità, poiché essa è in grado di influenzare il nostro quotidiano, ma anche il nostro DNA.

In soli 21 giorni, con l'appoggio degli esperti, è possibile acquisire la giusta consapevolezza che ci spinge ad assumere comportamenti responsabili e a cambiare, qualora fosse necessario, alcune cattive abitudini che a lungo andare provocano problemi alla nostra salute (fisica e psichica).

In questo nuovo libro il dottor Franco Berrino, infatti, propone un vero e proprio percorso pratico per calare nella nostra vita quotidiana i principi della Grande Via: alimentazione, movimento e meditazione. Un programma di tre settimane da cui uscire rinnovati nel corpo e nello spirito. A questo scopo sarà affiancato da due esperti di primo piano nelle rispettive discipline:

Daniel Lumera, considerato un riferimento internazionale nella pratica della meditazione; e David Mariani, allenatore con 40 anni di esperienza nel campo del fitness.

Il percorso pratico in 21 giorni per conquistare una longevità in salute.

Esiste un cammino di tre settimane capace di renderci più giovani, più sani, più longevi, più gioiosi. Lo ha studiato Franco Berrino, noto medico ed esperto di alimentazione, assieme a Daniel Lumera, riferimento internazionale nella pratica della meditazione, e a David Mariani, allenatore specializzato nella riattivazione dei sedentari. È un percorso pratico e quotidiano fatto di ricette, esercizi fisici e spirituali. Ma anche di conoscenza, illuminazione, consapevolezza.

Se ne esce rinnovati nel corpo e nello spirito. E tre settimane, secondo studi scientifici e antiche sapienze, sono il tempo necessario per prendere un'abitudine, cambiare stile di vita. E garantirci una longevità in salute. "Arrivare in età avanzata in piena salute non è, per lo più, una fortuna dettata dal caso, ma una possibilità alla portata di tutti, che si costruisce sulle scelte quotidiane e sull'esperienza di vita dettata dalla consapevolezza. Mantenerci in salute è una scelta di giustizia: non abbiamo il diritto di far pesare le nostre malattie sugli altri, di togliere anni di vita e di felicità ai nostri figli costringendoli a occuparsi della nostra invalidità o demenza senile.

In questo libro troveremo le indicazioni per consentire al nostro organismo di sviluppare la massima capacità di autocura, e impareremo a ristabilire, quando necessario, il perduto equilibrio. Favoriremo il recupero della vitalità, intraprenderemo un viaggio di riequilibrio e armonia fisiologico e mentale che può apportare cambiamenti grandiosi nella vita di ogni giorno."

Dall'esperienza de "La Grande Via", un percorso pratico con ricette ed esercizi fisici e spirituali per ringiovanire il corpo e lo spirito e garantirci una longevità in salute.

Ventuno giorni per cambiare stile di vita e ritrovare l'equilibrio, la salute, la vitalità e la gioia.

Dalla prefazione:

" "Circa la salute non c'è nulla da imparare. Serve ricordare."
FRANCO BERRINO

"Siamo condannati alla felicità. Stiamo solo resistendo."
DANIEL LUMERA

"Tratta bene il tuo organismo: è lui che ti accompagnerà per tutta la vita."
DAVID MARIANI

L'idea di questo libro nasce in un luogo unico al mondo, la Sardegna, dove archetipi millenari e una natura originaria guidano l'essere umano nel riscoprire la sua identità perduta.

Nel giugno 2017, Enrica Bortolazzi, cofondatrice dell'associazione "La Grande Via" insieme a Franco Berrino, e Daniel Lumera, uno degli autori del presente volume, si incontrarono in Ogliastra, nella magica Sardegna, per effettuare un sopralluogo in vista di un successivo seminario estivo dell'associazione sulla prevenzione e la longevità attraverso lo stile di vita.

Chi conosce la potente terra sarda sa che qui il paesaggio di una storia arcaica si fa luogo dell'anima. I monumenti sacri dell'antica civiltà nuragica guidano i visitatori a un ritmo di vita più salutare, a una dimensione più sobria di essere umano. I pozzi e le tombe dei giganti evocano una ritualità che si perde nel tempo, i cui principi sono ancora attivi dentro di noi quali chiavi di accesso a frammenti di identità dimenticati."

Attraverso l'indice (che troverai qui sotto) è possibile notare quanto sia necessario che il cammino verso la consapevolezza debba avvenire con un approccio graduale. Infatti, nella fase iniziale vi è un avvicinamento soft al cambiamento, nel quale bisogna chiarirsi bene le idee sugli obiettivi da raggiungere e su quali siano i mezzi migliori da utilizzare. Ciò non richiede sacrifici enormi o sforzi di volontà, ma semplicemente costanza e, prima di ogni altra cosa, conoscenza.

Sapere quali sono i benefici riscontrabili nel breve e nel lungo periodo, permette di cominciare il percorso di "rinascita" con più convinzione ed energia.

  1. Il primo passo da compiere è la purificazione del corpo, della mente e dello spirito.
  2. In seguito, è importante comprendere quanto il cibo faccia la differenza nella salute delle persone.
    Esso nutre il corpo. Quindi grazie al cibo, a seconda di ciò che decidiamo di mangiare, possiamo apportare all'organismo benefici o problemi.
    Per questo è importante scegliere solo alimenti sani, biologici e di stagione, come quelli tipici della cucina macrobiotica, prediligendo il consumo di vegetali e senza eccedere con le proteine. Anche i metodi di cottura devono essere volti a preservare le sostanze nutritive dei cibi, senza comprometterne i sapori.
  3. Evitare distrazioni durante i pasti è una buona abitudine da assumere, poiché aiuta ad assaporare di più il cibo; mangiare lentamente è importante per favorire la digestione e per sentirsi sazi ingerendo anche minori quantità di alimenti; imparare a mangiare prevalentemente di giorno e di meno la sera favorisce il riposo notturno del corpo e della mente e la conseguente rigenerazione delle cellule.
  4. È buona abitudine digiunare di tanto in tanto per un breve periodo, per depurare il corpo.
  5. Dormire bene e a sufficienza è una delle cose fondamentali per rinvigorirsi.
  6. L'attività fisica e il risveglio muscolare fanno sì che il corpo non si atrofizzi e non invecchi prima del tempo, assumendo così forza e freschezza.
  7. L'essere umano è fatto anche di spirito, per questo non bisogna mai tralasciare l'importanza della meditazione.
  8. Persino il respiro deve essere compiuto come un atto consapevole per rigenerare il proprio corpo, nutrendosi di aria nuova.

Queste ed altre abitudini conducono al raggiungimento del perfetto equilibrio psicofisico e a preservarsi dall'invecchiamento e dalle malattie.

...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *