Le “Armi” segrete di Zelensky

di Claudio Martinotti Doria

Esattamente come Hitler nell’ultimo periodo bellico, quando ormai le sorti della guerra erano segnate, anche l’ex comico cocainomane Zelensky, ripone le sue ultime speranze nelle “armi” segrete.

In un video che ha circolato per qualche tempo in rete, poi subito fatto sparire, si è visto atterrare nell’Aeroporto Internazionale di Leopoli “Danylo Halytskyi”, un cargo C-130J Super Hercules privo d’insegne identificative e di color nero, dal quale ci si sarebbe aspettato di vedere scendere materiale bellico o forze speciali.

Con immensa sorpresa, i pochi testimoni, uno dei quali probabilmente autore del video, videro scendere alcune decine di uomini e donne con strani costumi policromatici e folkloristici, come fossero provenienti da o diretti a una festa in maschera o di Halloween, tutti portavano una molteplicità di amuleti e talismani di ogni forgia, collane, ornamenti pittoreschi, alcuni disponevano di lugubri bastoni con dei piccoli teschi al posto del pomelo.

Successivamente il video, che seppur sparito dalla rete è stato salvato in tempo da diversi internauti, è stato esaminato da alcuni esperti in discipline antropologiche, etnologiche e simbologiche, che hanno identificato i costumi come haitiani. In particolare si tratterebbe di costumi cerimoniali indossati dagli houngan e dalle mambo durante i rituali vudù. Si presume pertanto che le persone sbarcate a Leopoli fossero sacerdoti e sacerdotesse vudù.

Tutti sappiamo quale sia la principale prerogativa attribuita a tali personaggi, quale sia il loro potere, per quanto ammantato di leggenda e mitologia.

Di fronte al collasso del suo paese, al rischio di un’interruzione del sostegno occidentale, alla migrazione di decine di milioni di abitanti infreddoliti e affamati, e soprattutto di fronte a un esercito ormai decimato e allo sbando, che rischia continui ammutinamenti (seppur soffocati nel sangue dai nazisti e taciuti dai media mainstream), a Zelensky non rimane altro che far resuscitare i soldati da lui stesso fatti massacrare, per obbligarli a combattere di nuovo, in un perverso e aberrante circolo vizioso, una sorta di angosciante loop temporale, nel quale le vittime sono sempre le stesse, come pure il carnefice.

Ma la componente più inquietante di questo situazione è l’imperdonabile complicità dell’Occidente, che non solo sostiene questo osceno personaggio ma ospita moltissimi corrotti oligarchi ucraini fuggiti dalla guerra, arricchitisi depredando il loro paese e vendendo le forniture militari destinate al fronte. Un regime criminale nazista creato dagli anglosassoni con il colpo di stato del 2014 in chiave antirussa, che ha come effetto collaterale doloso il depauperamento dell’UE, eseguito dall’attuale leadership europea che agisce contro gli interessi della popolazione.

Ad ogni modo non escluderei l’ipotesi che gli zombie, una volta attivati, vedendo le folle cittadine dirigersi verso i confini europei in cerca di un pasto e un luogo di accoglienza caldo, si pongano sulla loro scia e non varchino anche loro i confini dell’UE. Aggravando in tal modo la situazione. Non dubito che anche in questo caso, per coerenza politica, i DEM di casa nostra invochino il diritto di accoglienza nei loro confronti, come profughi di guerra, che per altro, nel loro specifico caso, hanno veramente combattuto.

Articolo del Cav. Dottor Claudio Martinotti Doria – Email: claudio@gc-colibri.com 

Fonte: http://www.cavalieredimonferrato.it/

L'AGRICOLTURA NATURALE E L'ARTE DEL NON FARE
La via di Fukuoka per coltivare l'abbondanza con il minimo intervento
di Kutluhan Özdemir

L'Agricoltura Naturale e l'Arte del Non Fare

La via di Fukuoka per coltivare l'abbondanza con il minimo intervento

di Kutluhan Özdemir

L'agricoltura naturale è il vertice del progresso rivoluzionario dell'agricoltura artigiana.

Questo libro nasce dall’intento di divulgare in Italia il metodo di coltivazione del celebre agronomo giapponese Masanobu Fukuoka, pioniere dell’agricoltura naturale, che conta un vasto seguito in Italia.

Si tratta di un manuale che insegna la cosiddetta “l’agricoltura del non fare” e nello stesso tempo invita a riconnettersi con la natura, per vivere in modo più armonioso.

L'agricoltura naturale di Masanobu Fukuoka si basa sulla drastica riduzione dell'intervento umano, l'assenza di impatto sugli ecosistemi e la fiducia nella biodiversità per tenere a bada parassiti e infestanti. L'unica condizione per praticarla è il risveglio del suolo, ossia il ripristino della vita e della sostanza organica in quei terreni impoveriti dalle coltivazioni intensive, sia convenzionali che biologiche.

Seguendo le orme del celebre agronomo giapponese, Kutluhan Özdemir svela, con semplicità, i segreti per avviare, ciascuno nel suo orto, campo o frutteto, la propria personale "rivoluzione del filo di paglia".

Dopo aver conosciuto gli allievi di Fukuoka in tre diversi continenti, l'autore si è stabilito nelle Marche, dove ha fondato una fattoria naturale divenuta punto di riferimento per chi sogna di coltivare una sobria e permanente abbondanza di cibo genuino a costi irrisori.

Da qui si muove in tutto il mondo per divulgare l'arte del "non fare" attraverso i suoi laboratori.

Questo volume raccoglie e amplia il contenuto dei laboratori, offrendo l'opportunità di difendere la Terra preservando la terra: senza arare, potare, fertilizzare, diserbare e irrigare, risparmiando su macchine agricole, certificazioni e prodotti chimici, evitando monocolture e OGM.

Per affidarsi, con successo, unicamente alla natura.

"La nostra mente, ossessionata dall'idea del 'fare', così essenziale per la società industriale, ha creato una barriera fra noi e la nostra essenza di viventi.
Non vediamo più un albero come tale, ma come una macchina da cui trarre il maggior vantaggio possibile, dimenticandoci come nasce, la forma in cui si sviluppa e come si nutre.
Così percepiamo il mondo e i suoi equilibri ponendo continuamente le nostre esigenze al centro di tutto. È come guardare la vita attraverso una lente".

- Kutluhan Özdemir - 

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