Lamorgese schiera le truppe… Contro le Mafie? No, contro gli Italiani!

di Augusto Grandi

Il “Governo degli Incapaci” schiera le sue truppe contro gli italiani…

A Natale: 70mila agenti in più per controllare chi si sposta

70mila agenti per controllare gli abbracci di Natale tra nonni e nipoti, per verificare se il bacio tra due ragazzi è frutto di una “relazione stabile”.

70mila agenti, pagati da tutti noi, che non vedono lo spaccio di droga in ogni città italiana (l’eroina forse fa bene alla salute, per gli esperti a gettone di Speranza), che non vedono furti, rapine, risse, aggressioni, violenze, omicidi. Si interviene solo per un pranzo tra parenti ed amici, per un incontro tra compagni di scuola.

Certo, è più facile reprimere la voglia di stare insieme degli anziani o degli adolescenti piuttosto di scontrarsi con la mafia nigeriana, piuttosto di impedire l’invasione di massa, piuttosto di contrastare le mafie italiane. Con 70mila agenti per strada la criminalità organizzata avrebbe enormi difficoltà a muoversi, a crescere, a prosperare. E invece si muove, cresce, prospera. Si diffonde incurante dei colori delle regioni. Corrompe e corrode.

Ma il ministro degli Interni fa guerra ai nonni, ai ragazzi, a chi si ama. Fa guerra alla socialità che è la miglior difesa contro le mafie. Meglio che gli italiani siano soli, abbandonati, tristi, terrorizzati. Così la criminalità può imporsi con facilità assoluta. “Ti proteggiamo noi, ti aiutiamo noi, ti prestiamo i soldi che ti servono per superare la crisi provocata dal governo degli Incapaci”.

Bisogna anche capirli, i ministri. Hanno troppo da fare. Per la riapertura delle scuole ci si attendeva che il ministro dei Trasporti, De Micheli, potenziasse il trasporto pubblico. Ma lei, poverina, era impegnata con la Juventus che cercava di far superare l’esame di italiano ad un calciatore sudamericano. Ci sono delle priorità e De Micheli ha capito subito qual era la sua. Non i trasporti, sicuramente.

Così come per Lamorgese. La lotta al crimine non è la sua priorità. La guerra contro gli italiani, sì.

Articolo di Augusto Grandi

Fonte: https://electomagazine.it/lamorgese-schiera-le-truppe-contro-le-mafie-no-contro-gli-italiani/

Libri e varie...
IL GRANDE FRATELLO CI GUARDA
Le armi del controllo sociale e la sorveglianza tecnologica
di Giuseppe Balena

Il Grande Fratello ci Guarda

Le armi del controllo sociale e la sorveglianza tecnologica

di Giuseppe Balena

Esiste ancora la privacy o siamo tutti controllati? Come viene violato sistematicamente e quotidianamente il nostro diritto alla riservatezza?

Telecamere, navigatori satellitari, cellulari, smart tv, controllo delle transazioni commerciali e finanziarie: siamo forse tutti sotto controllo come profetizzava in 1984 George Orwell?

Lo scopo del libro è analizzare nel dettaglio le modalità di controllo esercitate nei confronti dei cittadini, in particolare le tecniche del controllo nella vita quotidiana e come queste siano subdole, invisibili ed enormemente estese.

L'autore rintraccia le origini della sorveglianza e del controllo nei confronti di tutti noi, arrivando a individuare la linea futura di avanzamento di questo processo, analizzando il ruolo preminente dello sviluppo tecnologico e l'intreccio controverso con le grandi multinazionali del settore.

Il testo è un viaggio nell'evoluzione della sorveglianza del cittadino effettuato dai poteri forti e dai grandi colossi commerciali.

Dalla New Surveillance alle attività dell'NSA, fino alle vicende recenti di Wikileaks. Dalla tecnologia RFID al riconoscimento biologico; dal controllo effettuato tramite i social network fino allo sviluppo controverso del cosiddetto "Internet delle cose".

Leggendo questo libro scoprirai:

  • il controllo di massa tramite la tecnologia;
  • il controllo delle transazioni finanziarie (carte di credito, uso limitato del contante) e commerciali (il codice a barre, smart card, card delle promozioni);
  • i microchip e il controllo RFID nei prodotti di consumo;
  • gli scenari futuri e la deriva virtuale.
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