E se Dio fosse un matematico?

L’introduzione del linguaggio matematico nella ricerca del significato della realtà, ha spinto molti filosofi e matematici ad ipotizzare che ci troviamo a vivere in un “Universo Matematico”, nel quale tutte le strutture che esistono matematicamente esistono anche fisicamente.
Ciò solleva una questione di grande interesse: ma Dio ha la mente di un matematico?

Sin dai tempi più antichi, ha suscitato sempre una grande meraviglia l’esistenza della “Sezione Aurea”, o anche detta “Proporzione Divina”, espressione coniata da Frà Luca Pacioli, frate e matematico del XV secolo, con la quale si esprime un rapporto proporzionale esistente in natura e sulla quale sembrano essere modellate tutte le cose.
Dalla geometria all’architettura, dalla pittura alla musica, fino alla natura del creato possiamo osservare come tale rappresentazione corrisponda ad un rapporto che è stato definito pari a 1,618 (numero d’oro).
La Proporzione Divina viene intesa come chiave universale per penetrare i segreti della bellezza ma anche della natura ed al centro è collocato l’uomo, misura di ogni cosa.

L’uomo vitruviano acquistò popolarità grazie al disegno che ne fece Leonardo Da Vinci che fu amico di Frà Luca Pacioli, nel quale l’uomo è rappresentato come sospeso tra un quadrato ed un cerchio, volendo indicare che è possibile riscontrare la “Proporzione Divina” anche nel corpo umano.Infatti, se moltiplichiamo per 1,618 la distanza che in una persona adulta e proporzionata, va dai piedi all’ombelico, otteniamo la sua statura.Così la distanza dal gomito alla mano, moltiplicata per 1,618, dà la lunghezza totale del braccio.La distanza che va dal ginocchio all’anca, moltiplicata per il numero d’oro, dà la lunghezza della gamba, dall’anca al malleolo.Anche nella mano i rapporti tra le falangi delle dita medio e anulare sono aurei, così il volto umano è tutto scomponibile in una griglia i cui rettangoli hanno i lati in rapporto aureo.

Ma il corpo umano non è l’unica realtà naturale ad essere sviluppata sulla base della Proporzione Divina.Cosa hanno in comune una galassia, l’accrescimento biologico di alcune specie animali, la spaziatura tra le foglie lungo uno stelo e la disposizione dei petali e dei semi di girasole?Tutti questi presentano schemi riconducibili a quello della sezione aurea e alla “spirale logaritmica” detta anche “spirale aurea”.
Infine, numerose opere architettoniche, di un passato più o meno remoto, presentano proporzioni riconducibili alla Sezione Aurea.
Nei megaliti di Stonehenge, le superfici dei due cerchi concentrici di pietre stanno tra loro nel rapporto di 1,6; la piramide egizia di Cheope ha una base di 230 metri ed una altezza di 145: il rapporto base/altezza corrisponde a 1,58 molto vicino a 1,6; anche nella progettazione della Cattedrale di Notre Dame a Parigi e del Palazzo dell’ONU a New York sono state utilizzate le proporzioni del rettangolo aureo.

Filosofia e Matematica

Molti pensatori si sono chiesti se la matematica è un sistema che la mente dell’uomo ha inventato, o se invece sia di origine cosmica, una sorta di sapere divino che portiamo dentro di noi.Il primo a riflettere sull’origine divina della matematica è stato il pensatore greco del VI secolo a.C. Pitagora, autore del famoso teorema che tutti abbiamo studiato a scuola.
Secondo il filosofo di Samo, mediante i Numeri, è possibile spiegare ogni cosa: dal mondo che ci circonda al moto degli astri, al succedersi delle stagioni, dalle armonie della Musica al ciclo della vegetazione.

Per Pitagora il Numero è tutto, è l’elemento di cui tutte le cose sono costituite. Ma rispondere alla domanda se la matematica sia una invenzione umana o una scoperta di qualcosa che esiste di per sé in natura non è una cosa semplice.
Nel corso dei secoli, numerosi filosofi, matematici, fisici e psicologi hanno tentato di dare una risposta a questo dubbio amletico: invenzione o scoperta?Il neurobiologo Jean Pierre Changeux (1936) si interroga sulla questione: “Come può uno stato fisico, interno al nostro cervello, rappresentare un altro stato fisico esterno ad esso?” Bella domanda! Kurt Gödel, un famoso logico e matematico, era talmente convinto del fatto che la matematica fosse intessuta nella struttura della realtà, da formulare una dimostrazione matematica di Dio!

Nel suo libro “La prova matematica dell’esistenza di Dio”, il matematico si cimenta in una dimostrazione logica dell’esistenza di Dio: impresa che oggi potrà anche sembrare anacronistica, ma che si situa nella scia di una tradizione millenaria.

Ugualmente convinto della “oggettività matematica” del reale è l’astronomo del MIT, Max Tegmark che afferma: “Se crediamo che esista una realtà indipendente esterna alla nostra osservazione, allora si deve credere in quella ipotesi che io chiamo “Universo Matematico”.
Il nostro universo non è soltanto descritto dalla matematica: è la matematica”. (La mente di Dio, Paul Davies).

Per citare uno scienziato più vicino ai nostri giorni, è interessante l’opinione di Michio Kaku, fisico e noto divulgatore scientifico, secondo il quale Dio potrebbe in effetti essere un matematico: “La mente di Dio crea la musica cosmica, cioè le vibrazioni delle stringhe che compongono lo spazio a undici dimensioni. Questa è la mente di Dio”.

Fonte: http://gustodelproibito.blogspot.it/2014/09/e-se-dio-fosse-un-matematico.html

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Un libro che presenta l'inevitabile il capovolgimento della metodologia utilizzata dalla scienza medica sinora.

Sono trascorsi diversi anni dalla prima edizione di questo libro, era il 2007

E’ passata abbastanza acqua sotto i ponti per provare a fare un primo consuntivo e continuare a credere nell’obiettivo che mi sono proposto. Sono alla settima edizione, aggiornata e corretta, di un lavoro che amo e che ha occupato molta parte della mia vita. E’ stato un percorso entusiasmante in continua evoluzione.

La condivisione dello studio delle Leggi Biologiche insieme ad altri compagni di viaggio (medici, psicologi e specialisti in vari settori della cura della persona) ha contribuito, da una parte a verificare continuamente la scientificità delle scoperte del dr. Hamer, dall’altra a integrare con continui approfondimenti la connessione mente-corpo. Per questo ringrazio di cuore tutti coloro che hanno contribuito a questa crescita e un grazie particolare ad alcuni di loro che hanno voluto scrivere una loro testimonianza. Ho inserito il loro contribuito al termine del libro.

Non è la ricerca di un’apologia del libro, ma la gioia di testimoniare la verifica e la conferma da parte di professionisti autorevoli.

Sono sempre stato convinto che solo i medici, nella loro autorevolezza e competenza, possono consentire il riconoscimento ufficiale della connessione mente-corpo e quindi poter applicare questo capovolgimento diagnostico. Nella rivisitazione dei contenuti del testo nuove argomentazioni sono state aggiunte in merito all’infarto del miocardio, alla psoriasi, ma soprattutto al grande capitolo dei virus (pandemia Covid compresa) e ad altre patologie. Il lavoro non è finito e sicuramente si potranno apportare altri approfondimenti, ma lo schema strutturale dell’impianto diagnostico resta invariato, anzi risulta ancora più supportato e riconosciuto scientificamente. Le Leggi Biologiche non sono assolutamente una medicina alternativa e non viene prescritta alcuna terapia sostitutiva e soprattutto non sono in contrasto con la Medicina Ufficiale, anzi!

Le Leggi Biologiche sono un capovolgimento diagnostico e hanno bisogno del progresso scientifico medico per essere applicate, e la Medicina Ufficiale ha bisogno delle Leggi Biologiche per essere completa. Ora è sufficiente e necessario che aumenti il numero della massa critica per recepire e allargare il campo di azione e di riconoscimento del “nuovo”. E’ una questione di tempo. Ai medici l’autorevolezza e il coraggio di continuare un percorso straordinario di divulgazione di una rivoluzione epocale nella scienza medica, contestualmente alla nascita di un nuovo “essere umano” consapevole del senso biologico del proprio corpo. 

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