I Paesi Più Pericolosi d’Europa per una Passeggiata Notturna

Basandosi su dati recenti del 2024-2025, testimonianze oculari e analisi di esperti, questa indagine svela come le inondazioni demografiche stiano mettendo a repentaglio la sicurezza pubblica, costringendo la gente comune a barricarsi in casa al tramonto.
Immaginate di uscire per una passeggiata notturna sotto i bagliori della Torre Eiffel, solo per sentire l’eco di passi che si avvicinano rapidamente dietro di voi. Oppure di attraversare le grandi piazze di Bruxelles, dove il brusio della storia si mescola ora al crepitio degli spari. Nei vicoli avvolti dalla nebbia di Londra, una semplice passeggiata verso casa si trasforma in una scommessa con ombre che impugnano coltelli.
Non è la trama di un thriller crudo, ma la cruda realtà per milioni di persone in tre delle nazioni più orgogliose d’Europa: Francia, Belgio e Regno Unito. Mentre i confini sono messi a dura prova da ondate di migrazioni incontrollate, le strade un tempo affascinanti si sono trasformate in labirinti pericolosi dopo il tramonto.
Allacciate le cinture: ci immergiamo nelle statistiche, nelle storie e nelle tensioni latenti che rendono questi Paesi i più rischiosi d’Europa per una passeggiata serale…

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Libertà e Insicurezza

di Giorgio Agamben
John Barclay, nel suo profetico romanzo Argenis (1621), ha definito in questi termini il paradigma della sicurezza che i governi europei avrebbero più tardi progressivamente adottatto: “O rendi agli uomini la loro libertà o dai ad essi la sicurezza, per la quale abbandoneranno la libertà”.
Libertà e sicurezza sono cioè due paradigmi di governo antitetici, fra i quali lo Stato deve ogni volta operare la sua scelta. Se vuole promettere ai suoi sudditi sicurezza, il sovrano dovrà sacrificare la loro libertà e, viceversa, se vuole la libertà dovrà sacrificare la loro sicurezza.
Michel Foucault ha, però, mostrato come si debba intendere la sicurezza (la sureté publique) che i governi fisiocratici, a partire da Quesnay, sono i primi ad assumere esplicitamente fra i loro compiti nella Francia del XVIII secolo. Non si trattava – allora come oggi – di prevenire le catastrofi, che nell’Europa di quegli anni erano essenzialmente le carestie, ma di lasciare che esse si producessero per poter poi subito intervenire per governarle nella direzione più utile…

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