Nunzia Alessandra Schilirò, Vice Questore di Roma “No Green pass”, rischia il licenziamento

Nunzia Alessandra Schilirò, dopo l’intervento in piazza San Giovanni, è sotto procedimento disciplinare e rischia il licenziamento. Il suo intervento è avvenuto durante una manifestazione No Green Pass, a Roma.

Nunzia Alessandra Schilirò, vice questore, è salita sul palco durante una manifestazione No Green Pass che si è tenuta a Roma. Grazie alla divisa della Polizia di Stato, ha ottenuto davvero un grande successo tra le persone che sono contro il certificato verde. A causa di quell’intervento però è stato aperto un procedimento disciplinare nei suoi confronti e rischia il licenziamento.

Secondo Il Messaggero le si può contestare la violazione dell’articolo 5 del Dpr 25 ottobre 1981, che regola le sanzioni disciplinari per il personale della Pubblica Sicurezza, ovvero la “deplorazione”. Questa comporta “il ritardo di un anno nell’aumento periodico dello stipendio o nell’attribuzione della classe di stipendio superiore, a decorrere dal giorno in cui verrebbe a maturare il primo beneficio successivo alla data nella quale la mancanza è stata rilevata“. Il rischio di licenziamento in questo momento è molto alto.

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Nunzia Alessandra Schilirò, la poliziotta No Green pass

Il suo ruolo è ciò che ha fatto risaltare ancora di più la sua presenza alla manifestazione. Questo potrebbe diventare un punto debole nella sua importante carriera. Nunzia Alessandra Schilirò ha diretto la quarta sezione della squadra mobile di Roma, occupandosi di reati sessuali e pedofilia. Le sue capacità e le sue competenze le hanno fornito una grande credibilità e un grande rispetto per il suo ruolo.

Sul palco della manifestazione ha parlato di “Stato dispotico e corrotto“. Ha citato Gandhi, Falcone e Borsellino. La donna ha esercitato il suo diritto, partecipando alla manifestazione, come tantissimi altri cittadini, ma il “problema” è il ruolo che riveste, che non le consente di fare determinati discorsi.

La ministra dell’Interno, Lamorgese, ha dichiarato di seguire la vicenda. Hanno aperto un’azione disciplinare e potrebbe dover dire addio alla sua amata divisa. La sua carriera sembra essere incrinata, ma lei ha dichiarato a gran voce di voler continuare a portare avanti il suo pensiero.

I post e l’Associazione “OsaItalia”

Nunzia Alessandra Schilirò ha condiviso dei post sui social che esprimono perfettamnete il suo pensiero. In un post dell’11 agosto 2021, fissato in alto sul suo profilo, riporta gli stessi contenuti che ha espresso in piazza San Giovanni. La donna ha pubblicizzato anche il manifesto di un’associazione che si chiama O.S.A Italia (Operatori Sicurezza Associati Italia).

Vengono invitati a far parte dell’associazione tutti gli “appartenenti alle Forze Armate, alle Forze di Polizia e alle categorie che concorrono alla Sicurezza Pubblica e alla Giustizia della società civile“. Nel canale Telegram dell’associazione ci sono molti contenuti simili. Il vice questore esprimeva perfettamente le sue idee in pubblico, ancora prima di partecipare alla manifestazione, dove ha ribadito questi concetti.

Fonte: https://twnews.it/it-news/nunzia-alessandra-schiliro-la-poliziotta-no-green-pass-rischia-il-licenziamento

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ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE E IL DISASTRO DELLE TORRI GEMELLE
Ecco perché la versione dei fatti dell'11 settembre è una menzogna colossale
di David Icke

Alice nel Paese delle Meraviglie e il Disastro delle Torri Gemelle

Ecco perché la versione dei fatti dell'11 settembre è una menzogna colossale

di David Icke

Dal giorno degli agghiaccianti avvenimenti dell'11 settembre l'opinione pubblica mondiale si è sentita raccontare "la grande bugia" ovvero la versione ufficiale di ciò che accadde quel giorno, costellata di fantasiose menzogne, manipolazioni, contraddizioni e anomalie.

Attualissimo per gli argomenti che tratta e per le vicende ancora in corso di svolgimento, Alice nel Paese delle Meraviglie e il Disastro delle Torri Gemelle svela i retroscena del più grosso e funesto attentato della storia moderna, quello che ha portato alla distruzione del World Trade Center a New York e alla morte di oltre 3000 persone.

Chi è stato il regista di quei fatti? Chi ha permesso che ciò accadesse? Quali sono le responsabilità dei servizi di sicurezza americani? E del Presidente degli Stati Uniti? Quali furono le vere motivazioni che spinsero "qualcuno" a lanciare due aerei passeggeri contro il World Trade Center e un altro contro il Pentagono? Furono pilotati da terroristi o erano teleguidati? È veramente Osama Bin Laden il mandante degli attentati?

Rispondendo a tutte queste domande, David Icke ci presenta una realtà talmente singolare da sembrare inverosimile e talmente cupa da lasciare sgomenti. L'autore, infatti, inserisce gli accadimenti dell'11 settembre in una visione d'insieme molto più ampia da cui risulta che l'attentato e la conseguente "guerra al terrorismo" fanno parte di una strategia programmata da anni, volta a rendere l'umanità prigioniera in un mondo di terrore, con il fine di soggiogarla e controllarla.

Anche in questo volume Icke non finisce di stupirci, per ciò che racconta, ma anche per la dovizia di particolari e le documentazioni che produce a sostegno delle sue tesi.

«Il fine ultimo è il controllo sulle scelte relative al corpo, alla mente, alle emozioni e alle percezioni. È importante che chi si oppone a tutti questi problemi e ingiustizie apparentemente diverse si renda conto di essere manipolato da uno stesso gruppo per uno stesso fine ultimo: il controllo delle masse. Questo, e la cerchia di persone che vi sta dietro, è il filo rosso che lega la globalizzazione, gli additivi alimentari, i cibi geneticamente modificati, gli antiparassitari mortali usati in agricoltura, il fluoruro addizionato all'acqua, le radiazioni delle centrali nucleari, i pericoli delle vaccinazioni, la rete mondiale del narcotraffico, lo scandalo delle banche, il debito e la povertà del "terzo mondo", la distruzione delle foreste pluviali, i sempre più diffusi mezzi di sorveglianza e lo smantellamento delle libertà civili».

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