La prima volta del “Daspo Urbano”, usato a Bologna per punire i poveri

La sera del 21 Novembre a Bologna, sono state sanzionate dieci persone colpevoli di dormire per strada, colpevoli di non avere un tetto. È stato applicato il Daspo Urbano previsto dalla legge 48, del 18 aprile 2017, che permette di punire per legge i più deboli, per salvaguardare un astratto concetto di decoro.

Un ragazzo di venticinque anni è stato denunciato per non aver rispettato un foglio di via che aveva ricevuto nel 2016, gli altri hanno subito l’ordine di allontanamento. Una nota del Comune ha precisato che gli uomini sanzionati mentre trovavano riparo sotto il portico di via Masini, erano sdraiati su materassi e circondati da “numerose masserizie” che “impedivano di fatto la fruizione del passaggio pedonale, nelle vicinanze di infrastrutture ferroviarie”.

Se avessero dormito sull’asfalto forse sarebbero stati più decorosi agli occhi di chi plaude di fronte a certe iniziative? Che cosa possiamo pensare di chi si attiva per richiedere l’allontanamento degli indigenti? Non è una soluzione né dal punto di vista pratico né da quello umano. Non ci si domanda dove dovrebbero andare a finire queste persone? Nei Comuni confinanti in attesa di essere allontanati anche da lì? C’è chi vorrebbe che sparissero nel nulla. Ma chi la pensa in questo modo, non si rende conto che non parliamo di oggetti, ma di esseri umani. E il meccanismo psicologico generato dalla paura della miseria, come se si trattasse di qualcosa di contagioso, non può essere avallato dalla legge.

L’associazione Antigone Emilia Romagna, aveva già segnalato che i Decreti sulla Sicurezza Urbana e sull’Immigrazione, recentemente emanati dal governo italiano, con la firma del Ministro dell’Interno Marco Minniti, rispondono alla logica di contenere ed escludere una parte della popolazione.

Il discorso sulla sicurezza legittima l’utilizzo di strumenti repressivi nella gestione di problemi sociali, stigmatizzando mendicanti, senzatetto e migranti. Questo Governo si legittima per la sua capacità di punire i poveri” – scrivono i membri dell’associazione. Gli enti locali, da dispensatori di welfare diventano applicativi di dispositivi securitari, e invece di creare le condizioni per cui chi non ha una casa possa trovarla, sanzionano chi possiede solo qualche coperta e un materasso. Ma, come si dice, occhio non vede… davvero a questo sono ridotte le politiche sociali in questa città? Non possiamo non opporci al segno di una stagione buia, fatta di repressione come soluzione a domande sociali.

Fonte: http://www.dolcevitaonline.it/la-prima-volta-del-daspo-urbano-usato-a-bologna-per-punire-i-poveri/

Libri e varie...

Cimiteuro - Uscirne e Risorgere

Come ripartire dopo il collasso globale dell'economia

di Marco Della Luna

CIMITEURO - USCIRNE E RISORGERE  - LIBRO
Come ripartire dopo il collasso globale dell'economia
di Marco Della Luna

In questa nuova e straordinaria opera Marco Della Luna, famoso esperto di politica economica e autore dei bestseller Euroschiavi e Neuroschiavi, ci presenta in maniera chiara e completa l'origine e le motivazioni dietro la crisi.
 Finalmente una mappa completa dei diversi meccanismi – alcuni ancora non resi noti – che stanno generando la crisi sistemica, con le loro implicazioni sui piani monetari, finanziari, economici e sociopolitici. 
 Un nuovo e indispensabile strumento con cui orientarsi per capire e affrontare la crisi. 
 Il mondo è diventato un grande Schema Ponzi dove gli interessi sul debito già emesso vengono pagati contraendo continuamente nuovi debiti: lo scoppio è inevitabile.
 Grazie a Cimit€uro apprenderete che sono bastati due principi contabili falsi per far precipitare l'economia e la società nel buco nero di un indebitamento che non dovrebbe esistere. Quella che noi percepiamo come una crisi economico-finanziaria è invece una nuova strategia dei potenti della terra per concentrare il potere, dominare e sfruttare tutti noi, che abbiamo sempre meno potere di contrattazione, controllo e partecipazione. 
 Lo sporco lavoro dell'€uro per il predominio tedesco.
 Per i paesi "euro deboli", con l'appoggio di falsi amici (come la Germania), si varano norme e istituzioni coercitive, attraverso cui il capitale finanziario, dietro l'etichetta "Europa", li asservisce in una stabile depressione, privandoli di ogni residua libertà e autonomia, e "prendendosi" i loro soldi, la loro capacità industriale e occupazionale. In questa luce divengono comprensibili i troppi, clamorosi "errori" di politica economico-finanziaria che hanno portato all'attuale situazione, e le scelte recessive, adottate anche dal governo Monti per gestirla, che hanno messo l'Italia nella condizione di non poter risollevarsi.
 Sullo sfondo, risalta la stupidità e la corruzione della classe politica italiana. 
 Cimit€uro svela in maniera chiara e completa cosa e chi sta dietro a questa terribile crisi Le crisi economico-finanziarie sono sempre più chiaramente uno strumento costruito dai potenti della terra, per ridurre i diritti civili e politici dei cittadini, i loro redditi e la loro possibilità di partecipazione alle scelte istituzionali.
 La crisi cronica, la finanza informatizzata e il monitoraggio cibernetico della vita delle persone sono sempre più uno strumento di centralizzazione del potere e di ingegneria sociale.
 Cimit€uro ci spiega in maniera chiara e completa:
 
 - il signoraggio, la natura del debito, del credito e del denaro, e le loro origini, i falsi principi contabili delle banche, il loro impiego per dominarci;
 - come finanziare investimenti produttivi senza indebitare lo Stato e senza tassare;
 - come la produzione-regolazione del denaro (sovranità monetaria) potrebbe essere usata praticamente per il bene generale di lungo termine;
 - che ruolo hanno le illusioni, la disinformazione e gli equivoci nel sistema politico-economico in cui viviamo e in particolare nell'attuale crisi;
 - il grande inganno dell'austerità, del mercatismo, del liberismo, ma anche l'impraticabilità delle alternative economiche keynesiane e socialiste.
  Esiste una via di uscita da questa situazione? Scopri in queste pagine una possibile nuova strada, che passa per la riforma della natura della moneta e dei principi contabili.
 Anteprima - Cimiteuro Libro di Marco Della Luna Leggi in anteprima l'introduzione al libro Vi possono far pensare che la crisi "passi" o che se ne possa uscire mediante sacrifici e sviluppo, soltanto se siete inconsapevoli dei rapporti tra le grandezze in gioco e dei meccanismi sottostanti. Quando conoscerete questi e quelle, penserete molto diversamente. Iniziamo con le grandezze. Nell'agosto del 2012, l'indebitamento generante interessi passivi, nel mondo, è stimato a 1,2-1,4 milioni di miliardi di Dollari; ad esso si aggiungono debiti non direttamente produttivi d'interessi (debiti previdenziali e assicurativi, capitali sociali, circa 1,2 milioni di miliardi in derivati finanziari); questi importi sono molto incerti, perché trattasi di titoli non registrati; i titoli tossici sono stimati in oltre 1,5 milioni di miliardi).
 Il debito pubblico esplicito ammonta a circa 50.000 miliardi, e in 215.000 è stimato quello implicito (si vedrà in seguito che cosa è); il resto è debito del settore privato, finanziario, commerciale. Gli interessi annui da pagare per sostenere quanto sopra, per reggere quindi il sistema finanziario e bancario mondiale, superano ampiamente i 100.000 miliardi, mentre il prodotto lordo globale, cioè la somma di tutti i pil nazionali, è di soli 70.000 miliardi. Da qui la famelica ricerca, da parte del settore bancario e parabancario (shadow banking), di denaro, depositi, investimenti, da gettare nel fuoco del debito per reggere il gioco, evitando o rinviando lo scoppio di questa superbolla.
  Continua a leggere - Anteprima - Cimiteuro Libro di Marco Della Luna
 INDICE Cimiteuro - Uscirne e Risorgere PREFAZIONE di Claudio Pioli
 INTRODUZIONE
 PARTE PRIMA: LA SOCIETA' DELL'INFERNO FINANZIARIO
 
 - MONETA ANGELICA, MONETA DIABOLICA
 - MOSTRI DI FINANZA E DI GOVERNO
 - LA VIOLENZA DEGLI ERRORI INTENZIONALI
 - BUCHI NERI E STUPRO FINANZIARIO
 - QUANDO CEDEMMO LA SOVRANITA'
 - CINA: UN CENNO
 - LA QUESTIONE DEL TRADIMENTO
 - MONTI E IL NUOVO MODELLO SOCIALE
 - BUDGETISM, SHORT TERMISM E ALTRO
 - IL MES E L'€UROLAGER
 - GERMANIA: SCONTRO O COOPERAZIONE?
 - IL VERTICE DI BRUXELLES: ESITO PERVERSO
 - DA VERSAILLES AL MES
  PARTE SECONDA: I MECCANISMI DELL'INFERNO FINANZIARIO
 
 - IL VIVAIO DEI MOSTRI
 - I MECCANISMI IN AZIONE
 - CHE COSA DA' VALORE AL DENARO
 - TIPI DI MONETA
 - COME VIENE IN ESSERE IL DENARO
 - I QUATTRO CIRCUITI MONETARI
 - L'INFLAZIONE CHE NON C'E'
 - LA FINANZA MONCA PER L'ITALIA IN LIQUIDAZIONE
  PARTE TERZA : LA CRISI DELL'INFERNO FINANZIARIO
 
 - TECNOCRAZIA A SANGUE FREDDO
 - IL FALLIMENTO DELLE SOLUZIONI PERFETTE
 - CRITICA DELLE SPERANZE COMPARATE
 - ANCHE L'INFERNO PUO' FALLIRE
  APPENDICE
 
 - 1- LIVELLI DECISIONALI dell'Autore
 - 2- PARADIGMI A CONFRONTO di Antonino Galloni
   ...

Traditori al Governo?

Nuova Edizione. Artefici, complici e strategie della nostra rovina. Germania, Francia e finanza globale colonizzano e strangolano l'Italia per privatizzare a prezzi stracciati aziende, banche e beni pubblici.

di Marco Della Luna

TRADITORI AL GOVERNO?  - LIBRO
Nuova Edizione. Artefici, complici e strategie della nostra rovina. Germania, Francia e finanza globale colonizzano e strangolano l'Italia per privatizzare a prezzi stracciati aziende, banche e beni pubblici.
di Marco Della Luna

Traditori al Governo: come i capitalisti di Germania e Francia tramite l'Euro e gli interessi sul debito pubblico strangolano l'Italia per renderla una loro colonia...
Fin dagli anni Settanta noi italiani siamo stati abituati a pagare per l'incompetenza e gli errori inspiegabili di governi, economisti e manager bancari fallimentari. Perfino la crisi che ci attanaglia dall'entrata nell'Euro è presentata dai mass media e da tanti "esperti" con toni fatalistici: ci sono stati errori ma non ci sono colpe, ci sono state scelte discutibili ma non ci sono responsabilità. E il disastro, come sempre, non era prevedibile. Eppure continuano a dirci che l'Euro è insostituibile. Ma è davvero così?
Se analizziamo la storia economica dagli anni Settanta ad oggi, scopriamo una cosa sconcertante: quella serie di apparenti passi falsi economico-finanziari in realtà è un percorso programmato. Non è una sfortunata serie di fatalità o errori, ma una strategia definita, attuata metodicamente per un fine preciso: destabilizzare per creare emergenze che giustificano a loro volta altre misure destabilizzanti, sempre a svantaggio dei cittadini contribuenti. 
Stanno tentando dunque di strangolare e colonizzare l'Italia per giustificare e "mascherare" la svendita del suo patrimonio industriale, bancario, immobiliare, culturale e paesaggistico.
Risultato? L'Italia crolla mentre Germania, Francia, USA traggono solo vantaggi da un sistema tanto perverso da sembrare studiato a tavolino.
Viene quindi da chiedersi quali forze si sono mosse dietro al serpente monetario degli anni Settanta, allo SME e alla privatizzazione delle imprese statali e della Banca d'Italia degli anni '90. Che interessi e poteri si nascondono dietro all'entrata nell'Euro e alla recente imposizione del pareggio di bilancio nella Costituzione? Quali forze si muovono dietro ai traffici del Monte dei Paschi di Siena e della Banca Antonveneta?
Ciò che è accaduto in passato potrebbe ripetersi ancora... siamo certi di non avere traditori al governo?
Introduzione al Tradimento - Traditori al Governo
È necessario occuparsi più dei requisiti e delle incompatibilità per il Colle e per Palazzo Chigi, che per altre cariche! Un premier infedele può rovinare il Paese tradendo i suoi interessi, e un presidente infedele può minarne l'indipendenza e la Costituzione. Poiché a breve dovremo rinnovare queste due cariche, e considerate le problematiche e le denunce penali che infuriano ultimamente intorno ai titolari in carica, è urgente stabilire criteri tassativi di esclusione dei profili a rischio.
Continua a leggere in Anteprima : > Introduzione al Tradimento - Traditori al Governo
Indice
- Chi sono i proprietari della Banca d'Italia?
- Premessa: la perdita della nostra indipendenza
- Le tappe principali della nostra rovina economica e finanziaria
- Introduzione al "tradimento"
- L'Europa ha sempre ragione
- Due Agende: Monti e Tremonti
- Sacrifici senza prospettive
- Il sogno che la crisi "finisca"
- L'illusione che il mercato imponga efficienza
- Lo sporco lavoro dell'Euro
- Errori o dolo?
- L'azione di Monti
- Monte dei Paschi (PD, Monti, Draghi, Ior) Connection
- Risanare MPS, reprimere l'usura, rifinanziare l'industria
- Porcate
- Traditori e nemici
- Costituzione violata
- Manifesto massimalista
- Piano integrato per la stabilizzazione del debito pubblico e la rieducazione macroeconomica delle banche
- Il tesoro nascosto delle banche centrali
- Postfazione di Luigi Tedeschi – direttore di "Italicumo
- APPENDICI
- Denuncia penale contro il complotto 
- finanziario e i connessi atti eversivi?
- Considerazioni di un analista finanziario 
- a cura di Claudio Zanetti, Venezia
- Il programma di Nino Galloni: Cinque punti per lo sviluppo e la piena occupazione
- Lettera aperta di un commercialista a Mario Monti
- Il capitalismo di Fantomas: dal sigaro al mouse
- di Marco Cammi
- Lettera di Draghi e Trichet al Governo italiano 
- (versione originale in inglese)
- Lettera di Draghi e Trichet al Governo italiano
- Francoforte/Roma, 5 Agosto 2011
- Altri contributi aggiuntivi
- Bibliografia

Premessa
Dai tempi di Kohl e Mitterand, oltre vent'anni fa, Germania e Francia — o meglio, i capitali dominanti di questi paesi - si sono accordati per eliminare la concorrenza italiana, che diventava ogni anno più preoccupante per il modello di sviluppo cui essi lavoravano. La passione e la moda dell'europeismo, assieme all'aspettativa, tipicamente italiana, che i paesi più forti ci avrebbero aiutati, offrivano un utile camuffamento; ma, per far passare questo piano in Italia, avevano bisogno di collaboratori interni, meglio se incon­sapevoli. Probabilmente qualcuno capiva quello che si stava facendo... però si è chiesto che senso avrebbe avuto resistere...
I passaggi principali alla base dell'attuale crisi finanziaria e, soprattutto, della depressione economica dell'Italia, del drastico peggioramento delle condizioni e prospettive di vita, sono stati rivolti a privare l'Italia della sovranità monetaria in favore di interessi esterni, e si posso­no così riassumere:
- La progressiva e totale privatizzazione della proprietà e della gestione della Banca d'Italia, con l'affidamento ai mercati speculativi del nostro debito pubblico e del finanziamento dello Stato (operazione avviata con Ciampi e Andreatta negli anni'80);
- L'immediato, conseguente raddoppio del debito pubblico (da 60 a 120% del pil) a causa della moltiplicazione dei tassi, e la creazione di una ricattabilità politica strutturale del Paese da parte della finanza privata;
- La svendita ad amici del palazzo, stranieri e italiani, delle industrie che facevano capo allo Stato e che erano le più temibili concorrenti;
- La privatizzazione, con modalità molto "riservate", ma col favore di quasi tutto l'arco politico, della Banca d'Italia durante la privatizzazione delle banche di credito pubblico (Banca Com­merciale Italiana, Banco di Roma, Banca Nazionale del Lavoro, Credito Italiano, con le loro quote di proprietà della Banca d'Italia);
- L'adesione a tre successivi sistemi monetari - negli anni '70, '80 e '90 - che impedivano gli aggiustamenti fisiologici dei cambi tra le valute dei paesi partecipanti - anche l'Euro non è una moneta, ma il cambio fisso tra le preesistenti monete - con l'effetto di far perdere competitività, industrie e capitali ai paesi meno competitivi in favore di quelli più competitivi, che quindi accumulano crediti verso i primi, fino a dominarli e commissariarli.
- personaggi istituzionalmente più esposti nel corso di questa strategia trentennale sono stati Beniamino Andreatta, Carlo Azeglio Ciampi, Giuliano Amato, Mario Draghi (Goldman & Sachs), Romano Prodi (Goldman & Sachs); essi sanno, e dovrebbero essere costretti a svelare (tolto Andreatta, che è morto), chi fu ad imporla e quali mezzi adoperò per farsi obbedire.
In quest'ultimo trentennio della storia d'Italia, le maggioranze politiche, i governi e soprat­tutto le più alte cariche politiche, economiche e finanziarie, inclusi certi vertici di Banca Italia, sono stati e continuano ad essere gli complici consapevoli o inconsapevoli della rovina socioeconomica in cui stiamo cadendo, come appare da diversi scandali aperti. Ma non trascuriamo il ruolo della Banca Centrale Europea e delle massime banche italiane europee e internazionali che appaiono sempre più registi e beneficiari della riduzione dell'Italia a loro servile colonia.
Oggi Germania e Francia, insieme alla Banca Centrale Europea (BCE) guidata da Mario Draghi e dalle principali banche di questi due stati, col pretesto di voler far uscire l'Italia dal suo indebitamento, le tolgono la liquidità necessaria per investire, lavorare e produrre, crean­do le condizioni per una recessione gravissima, che sta producendo il crollo di tante attività, e così il nostro debito aumenta sempre, e presto saremo obbligati a vendere ai nostri creditori, a prezzo di realizzo, le ricchezze del nostro Paese, frutto delle capacità produttive e creative di generazioni e generazioni.
Come da tempo spiegano molti esperti, l'Italia, per ritrovare competitività, capacità di investire e consumare, libertà dall'attacco della speculazione, quindi anche indipendenza e dignità politica, ha una chiara e oggettiva necessità di tornare alla Lira, nazionalizzare Bankitalia, ora di proprietà di poche banche private, e togliere il debito pubblico italiano dai mercati speculativi, altrimenti resterà ricattabile e priva dei soldi per lavorare, produrre, inve­stire, pagare i debiti; infatti senza denaro in circolazione, non si ha domanda e il patrimonio pubblico e privato continuerà a svalutarsi.
Il carattere portante e unificante della storia europea, in contrapposizione a quello della storia asiatica, è l'uso della ragione per smantellare dogmi e superstizioni, oppressioni e sfrut­tamenti. Perciò l'atto più europeista oggi possibile è sbaraccare le strutture di questo dispoti­smo bancario e coloniale che sta prendendo possesso del continente europeo. È un'esigenza razionale e oggettiva, per il bene comune dell'Europa, non certo un'espressione di ostilità verso questa o quella nazione o popolo.
L'alternativa, per conservare l'Euro e la UE senza che ci distruggano, sarebbe riformarne l'architettura come segue:
1) Imporre ai paesi membri con avanzo commerciale verso altri paesi membri di investire nell'economia reale di questi paesi gran parte dell'avanzo;
2) Unificare il debito pubblico dei paesi membri;
3) Incaricare la BCE di comprare sul mercato primario i titolo del debito pubblico europeo che rimangano invenduti alle aste;
4) Separare le banche di credito e risparmio da quelle di azzardo e speculazione.
Senza questa riforma, l'Italia può salvare se stessa soltanto lasciando l'Euro e il mercato unico....

Non c'è Povertà dove non c'è Ricchezza

State attenti: un giorno rischierete di essere sepolti dai vostri rifiuti

di Luigi Arnaboldi

NON C'è POVERTà DOVE NON C'è RICCHEZZA - LIBRO
State attenti: un giorno rischierete di essere sepolti dai vostri rifiuti
di Luigi Arnaboldi

A partire dalla saggezza antica di un proverbio africano: "Non c'è povertà dove non c'è ricchezza", proponiamo in questo volume l'acuto e dettagliato studio di Majid Rahnema sulla 'povertà modernizzata' che caratterizza il mondo di oggi.
 "La povertà globale è una creazione del tutto nuova e moderna.
 I materiali di base con cui è stata costruita sono essenzialmente l'economicizzazione della vita e l'integrazione forzata delle società vernacolari nell'economia mondiale".
 L'analisi è rigorosa e 'scomoda', ma si apre su un orizzonte di speranza:
 "L'era economica, come tutte quelle che l'hanno preceduta, non è una condizione compiuta ed eterna.
 Le crisi profonde che attraversa in tutti i campi stanno forse già preparando l'avvento di una nuova era.
 La fioritura di forme nuove e più elevate di povertà conviviale possono dunque apparire come l'ultima speranza di una creazione di società diverse, basate sulle gioie dell'essere di più invece che sull'ossessione dell'avere di più"
 (Majid Rahnema).
 Un breve articolo di Arrigo Chieregatti e un testo di Enzo Scandurra sulla situazione delle periferie italiane completano il volume....

Plotone di Tassazione

Cosa è bene sapere per difendersi dalle Tasse

di Monia Benini

PLOTONE DI TASSAZIONE  - LIBRO
Cosa è bene sapere per difendersi dalle Tasse
di Monia Benini

Parlare di tasse è ormai come assistere a una partita di calcio con opposte tifoserie: se sei contro l'evasione, allora sei di sinistra; se sei per una riduzione delle tasse, allora sei di destra. In base alla 'curva' nella quale si prende posto, si troveranno canti, inni e slogan opposti: 'parassiti' contro 'vessati', 'luridi evasori' contro 'tasse immonde'.
L'obiettivo di questo testo è analizzare le tasse, la loro morsa, l'impunità dei grandi evasori; dal sistema costituzionale che prevede il pagamento dei tributi sulla base della propria capacità contributiva, al pozzo di San Patrizio dei 'prelievi forzosi' nelle nostre tasche.
L'emergere di profonde ingiustizie e l'inefficacia delle tasse si palesano attraverso racconti, testimonianze e interviste che dimostrano quanto sia stretto il cappio attorno al collo dei contribuenti e come si sia ormai raggiunto un livello insostenibile per i cittadini e per le imprese italiane.
Ma questo libro vuole essere anche uno strumento utile per difendersi, per sopravvivere e per abbozzare – per i lettori che osano oltre ogni struttura pre-costituita - un sistema diverso, al di fuori degli schemi mentali e di potere oggi dominanti.
Indice
Introduzione
- I guelfi e i ghibellini delle tasse
- Il loro paradiso. Il nostro inferno
- Sempre più in alto
- Le gabelle nascoste
- Senza fiato
- Un'antica storia
- Gli studi di settore: ovvero come soffocare i pesci piccoli e lasciar sguazzare i piranha
- Il redditometro, strumento 'detestabile'
- Sotto stretta sorveglianza
- Urla nel silenzio
- Il paese di Bengodi
- Tassati a morte
- Tradimenti immorali
- Vessazioni italiane ed europee
- L'Euro-zavorra
- La storia insegna, ma siamo pessimi scolari
- "Il buon pastore deve tosare le pecore, non scorticarle"
- Prove tecniche di resistenza: lo sciopero fiscale
- Quindici per cento? Si può!
- Per chi osa oltre

Conclusione
Appendice
Ringraziamenti
L'autrice
Bibliografia
Leggi un'anteprima di "Plotone di Tassazione" libro di Monia Benini
Un conoscente, sapendo del lavoro di analisi che mi accingevo a svolgere per questo libro, mi aveva ironicamente suggerito la produzione di un testo intitolato "Tutto quello che c'è da sapere sulle tasse", che sarebbe stato pieno di pagine bianche con una sola parola alla fine: paga!
Questa è la percezione del prelievo fiscale oggi: una ghigliottina che ci lascia senza fiato. Una corda che stringe il collo di chi non arriva a fine mese, di chi oggi sceglie di permettersi solo il pane, perché non ci sono i soldi per comprare la pasta. Un cappio che si stringe attorno alla gola di chi pure vorrebbe fare il proprio dovere, ma si dispera perché non ha i soldi per farlo, mentre le ricchezze di branchi di squali s'involano verso qualche paradiso fiscale.
Allora, è questo lo stato democratico che merita il nostro 'sangue'?
In questo libro ho voluto lasciare, come Pollicino, qualche briciolina qua e là, perché ciascuno decida di compiere la sua battaglia e trovare una via d'uscita.
Ma se a cercare una soluzione fossimo in tanti, potremmo rivolgere il pensiero alla rivoluzione fiscale di Gandhi che dovrebbe pur averci insegnato qualcosa, a cominciare dalla forza di non arrendersi mai.
Per continuare a leggere, clicca qui:
> Leggi un'anteprima di "Plotone di Tassazione" libro di Monia Benini
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Schiavi Senza Catene

L'arte di pensare con la propria testa per vivere bene in un mondo difficile - Il seguito di "Non prendeteci per il PIL!"

di Andrea Bizzocchi

SCHIAVI SENZA CATENE - LIBRO
L'arte di pensare con la propria testa per vivere bene in un mondo difficile - Il seguito di "Non prendeteci per il PIL!"
di Andrea Bizzocchi

L'attesissimo seguito di "Non prendeteci per il PIL" Il mondo-Matrix in cui viviamo genera perlopiù "stordimento" da un lato (vedi i divertimenti, lo shopping, ecc.) e lamentela dall'altro. Nel libro ci occuperemo dell'uno e dell'altra, ma il vero problema è che nessuno, o quasi, si assume la responsabilità della propria Vita, il che, indipendentemente dalla situazione contingente in cui ci troviamo, equivale ad essere uomini liberi. Non ci sono catene che ci tengono schiavi, ma solamente quegli schemi di pensiero a cui siamo quotidianamente condizionati sin dalla nascita.
 "Schiavi senza catene" è in qualche modo un libro di Magia perché la Magia più grande è quella di assumersi la totale responsabilità della propria Vita per trasformarla in meglio. Quindi ho scritto questo libro per infonderti coraggio e fornirti strumenti per aiutarti a cambiare. La mia è una promessa. Se vivi da Mago, ovvero se ti assumi la totale responsabilità della tua Vita, questa cambierà inevitabilmente in meglio. Però non è un libro per schiavi né per lamentanti. Essere uno schiavo o un lamentante è una scelta, deliberata o meno non importa, che ciascuno di noi compie. E tu che scelta compi?
 Del resto quel 90% delle persone che preferiscono lamentarsi anziché cambiare, non rappresentano altro che un numero, un puro dato statistico; tu fregatene della statistica e abbassa la media. In altre parole decondiziona il tuo pensiero per cominciare a pensare, agire e vivere da uomo libero....

La Favola della Crisi

Sull'economia e sull'opportunità di farne a meno

di Hernan Casciari, Andrea Bizzocchi

LA FAVOLA DELLA CRISI  - LIBRO
Sull'economia e sull'opportunità di farne a meno
di Hernan Casciari, Andrea Bizzocchi

Hernán Casciari, utilizzando la metafora favolistica, ci racconta i grandi temi dell'attualità come la crisi economica e la dilagante insoddisfazione. Andrea Bizzocchi, nel suo saggio, ci illustra i meccanismi nascosti di un processo di sviluppo che ha finito per occultare i bisogni primari dell'individuo.
  Questo pamphlet ci porta alla scoperta di uno stile di vita con la "v" maiuscola, in armonia con la natura e con noi stessi....
NON C'è POVERTà DOVE NON C'è RICCHEZZA - LIBRO
State attenti: un giorno rischierete di essere sepolti dai vostri rifiuti
di Luigi Arnaboldi

A partire dalla saggezza antica di un proverbio africano: "Non c'è povertà dove non c'è ricchezza", proponiamo in questo volume l'acuto e dettagliato studio di Majid Rahnema sulla 'povertà modernizzata' che caratterizza il mondo di oggi.
 "La povertà globale è una creazione del tutto nuova e moderna.
 I materiali di base con cui è stata costruita sono essenzialmente l'economicizzazione della vita e l'integrazione forzata delle società vernacolari nell'economia mondiale".
 L'analisi è rigorosa e 'scomoda', ma si apre su un orizzonte di speranza:
 "L'era economica, come tutte quelle che l'hanno preceduta, non è una condizione compiuta ed eterna.
 Le crisi profonde che attraversa in tutti i campi stanno forse già preparando l'avvento di una nuova era.
 La fioritura di forme nuove e più elevate di povertà conviviale possono dunque apparire come l'ultima speranza di una creazione di società diverse, basate sulle gioie dell'essere di più invece che sull'ossessione dell'avere di più"
 (Majid Rahnema).
 Un breve articolo di Arrigo Chieregatti e un testo di Enzo Scandurra sulla situazione delle periferie italiane completano il volume....

Non c'è Povertà dove non c'è Ricchezza

State attenti: un giorno rischierete di essere sepolti dai vostri rifiuti

di Luigi Arnaboldi

A partire dalla saggezza antica di un proverbio africano: "Non c'è povertà dove non c'è ricchezza", proponiamo in questo volume l'acuto e dettagliato studio di Majid Rahnema sulla 'povertà modernizzata' che caratterizza il mondo di oggi.

"La povertà globale è una creazione del tutto nuova e moderna.

I materiali di base con cui è stata costruita sono essenzialmente l'economicizzazione della vita e l'integrazione forzata delle società vernacolari nell'economia mondiale".

L'analisi è rigorosa e 'scomoda', ma si apre su un orizzonte di speranza:

"L'era economica, come tutte quelle che l'hanno preceduta, non è una condizione compiuta ed eterna.

Le crisi profonde che attraversa in tutti i campi stanno forse già preparando l'avvento di una nuova era.

La fioritura di forme nuove e più elevate di povertà conviviale possono dunque apparire come l'ultima speranza di una creazione di società diverse, basate sulle gioie dell'essere di più invece che sull'ossessione dell'avere di più"

(Majid Rahnema).

Un breve articolo di Arrigo Chieregatti e un testo di Enzo Scandurra sulla situazione delle periferie italiane completano il volume.

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Un commento

  1. Certo, i nostri poveri vanno puniti! A che c erano perché nn fustigarli in pubblica piazza? Il sindaco, il comandante dei vigili o chiunque altro abbia dato l ordine, è cosciente di ciò che ha fatto? Invece di punirli perché nn cercavano una sistemazione “decorosa”? Magari del tipo di quella riservata alle “risorse”?!?!? Buon Natale sindaco. Buon Natale anche a tutti coloro che decidono ed amministrano, con la augurio che le vostre menti si aprano alla Luce!

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