Le Rivoluzioni le hanno sempre fatte i Giovani. Ma questa volta no…

di Leonardo Santi

Da che mondo e mondo le rivoluzioni le hanno sempre fatte i giovani. Ma questa volta no, (almeno per ora). Lo zoccolo duro, i 50-60 enni RESISTONO. Hanno spento la TV da un pezzo ed hanno deciso di godersi la vita.

Ma guardandovi allo specchio, non vi sentite dei sopravvissuti alla marea di balle che hanno raccontato e che continuano a raccontare?

Amici, parenti, coniugi, figli, vi hanno detto peste e corna in questi anni, vi hanno isolato, umiliato, allontanato, ma nessuno vi ha detto quanto siete stati bravi, forti, e saldi in voi stessi, nelle vostre scelte. Posso dirvelo io, almeno una volta, ad ognuno di voi? Sì… mi sembra il minimo.

Se avete deciso di non mollare non è grazie a me, ma GRAZIE A VOI.  Voi che avete dato l’esempio con i fatti, e non con le parole. Voi, che quando venivate sospesi e vi chiedevano: “ma come farai a campare? Ma come farai a non andare al cinema, al ristorante, in palestra, ecc. ecc.”, avete risposto che la vostra libertà vale più di qualsiasi altra cosa.

Voi che avete disobbedito ad ordini illegittimi che non andavano eseguiti perchè era la vostra coscienza che vi urlava di non farlo, voi che avete giurato sulla Costituzione.

Voi che non vi siete dimenticati del “Giuramento di Ippocrate”, l’avete applicato curando e salvando migliaia di persone, e per questo siete stati sospesi.

Datevi dunque una pacca sulla spalla, come si fa con un vecchio amico, perchè ve la meritate. Vi meritate un sorriso, quello di chi ha deciso di continuare a sorridere senza una pezza sulla bocca, di chi ha continuato a sorridere con la preoccupazione e l’ansia nel cuore. E Dio solo sa, in questi mesi, quante ne avete passate.

Che il passato ed il presente ci servano per temprarci, perché se non avete mollato sino ad ora, se avete deciso di resistere, di fottervene delle loro assurde regole e di quello che pensano di prepararci, beh… allora non ce n’è per nessuno, perchè NOI abbiamo deciso di VIVERE, e la vita vince sempre sulla morte, come la luce sulle tenebre.

Voi siete luce, la cosa più brutta che possa capitare a chi ci vorrebbe schiacciare, la cosa che temono di più. Non dimenticatevelo mai che questa è prima di tutto una guerra spirituale, e come tale va combattuta e vinta.

Articolo di Leonardo Santi

Fonte: https://t.me/+RgVqdy7j2kM5YTE0

Libri e varie...
VACCINAZIONI: ALLA RICERCA DEL RISCHIO MINORE
Immunizzarsi della paura, scegliere la libertà
di Eugenio Serravalle

Vaccinazioni: alla Ricerca del Rischio Minore

Immunizzarsi della paura, scegliere la libertà

di Eugenio Serravalle

Un libro di dubbi, che analizza le fonti in modo scientifico, e lascia il lettore libero di dare la sua personale risposta alla domanda:

Vaccini SI o NO?

Dei 29 Paesi europei (i 27 dell'UE più Norvegia e Islanda) 15 non prevedono alcuna vaccinazione obbligatoria mentre gli altri 14 ne hanno almeno una.

L'Italia rientra in quest'ultimo gruppo, ma con la tendenza, negli ultimi anni, a un aumento del numero dei vaccini per ragioni non sempre riconducibili all'obiettivo di tutelare la salute dei bambini.

La vaccinazione dell'epatite B è stata resa obbligatoria nel 1992 dall'allora Ministro De Lorenzo, in seguito a una tangente pagata dalla ditta produttrice del vaccino; le ASL hanno di recente introdotto incentivi economici a favore dei medici per ogni vaccino somministrato; l'allarme meningite è stato lanciato l'anno in cui statisticamente si sono registrati meno casi; l'invenzione della presunta pandemia da parte di organismi internazionali preposti alla vigilanza della salute ha incrinato definitivamente la fiducia dell'opinione pubblica nella loro credibilità.

Oltre a fornire informazioni mediche che tutti i genitori dovrebbero possedere prima di vaccinare, Eugenio Serravalle ripercorre anomalie e problemi della politica sanitaria di questi ultimi decenni; a voce dei pazienti, quella di chi ha vissuto in prima persona le conseguenze devastanti di scelte sanitarie operate spesso senza cautela e senza tutele per le famiglie coinvolte.

Limitarsi alla denuncia non basta, e per questo l'autore vuole anche rispondere in modo puntuale e concreto alla domanda dei suoi pazienti: "Cosa farebbe, se fosse Ministro della Salute?"

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