100 milioni di Nativi Americani uccisi: perché nessuno ricorda la loro memoria?

Lo sterminio di tutte le etnie “indie”, ovvero dei Nativi Americani, dal Nord America all’America Centrale, fino al Sud America, è il più immane e devastante olocausto di tutti i tempi, operato per mano degli Occidentali.

olocausto nativi americaniIl genocidio degli Indiani d’America, è conosciuto come i “500 anni di guerra” e il “Più Grande Olocausto del mondo nella storia del genere umano, come durata e perdita di vite umane”. Ecco quello che i libri di storia non dicono!

Gli Indiani d’America popolavano l’intero continente americano, dalle gelide lande dell’Alaska fino alla punta meridionale del continente, la Terra del fuoco, gelide terre in prossimità dell’Antartico. L’olocausto compiuto nei confronti di questi popoli, non fu solo lo sterminio di milioni di persone, ma fu anche qualcosa di più profondo, ovvero la totale distruzione delle loro avanzatissime culture, molto più in contatto con la natura, la conoscenza delle piante e le leggi dell’universo. Per avere un’idea della loro meravigliosa etica vedi il “Codice Etico dei Nativi Americani”.

Il massacro iniziò praticamente pochi anni dopo la scoperta del continente americano (solo Colombo ne ucccise circa mezzo milione) e si concluse alla soglia della Prima Guerra Mondiale. Quindi si sviluppò lungo un periodo di tempo molto vasto e difficilmente delimitabile. Le modalità del genocidio sono state molte e diverse, dall’eccidio vero e proprio di intere comunità, sterminate sistematicamente con le armi, da eserciti regolari o da soldataglie criminali assoldate alla bisogna per mantenere pulita l’immagine dei governi ufficiali, alla diffusione intenzionale di malattie endemiche come il vaiolo, alla distruzione delle piante e degli animali per impedire che gli indiani si nutrissero.

Libri e varie...

La Grande Storia degli Indiani d'America

Cronologia completa delle popolazioni native del nord America

di Greg O'brien

LA GRANDE STORIA DEGLI INDIANI D'AMERICA
Cronologia completa delle popolazioni native del nord America
di Greg O'brien

La grande stona degli indiani d’America propone ai lettori una visuale ampia e molto ben documentata sulla secolare epopea di questi popoli. Risalendo a prima del 1492 (anno dello sbarco di Colombo) e giungendo sino ai giorni nostri, il volume rievoca analiticamente la storia di tutte le comunità native - dai Sioux e dai Cherokee alle tribù meno conosciute - nonché dei loro laceranti rapporti con europei e americani.
 La vita quotidiana dei gruppi nativi, le loro tradizioni e i loro usi, le battaglie, le alleanze e la strenua lotta per la sopravvivenza sono raccontati nei modi di una dettagliatissima cronologia, che nella sezione inferiore delle pagine viene ulteriormente sunteggiata e scandita anno per anno, in una progressione dinamica e interrelata degli eventi.
 La ricostruzione di Greg O’Brian eccelle per rigore storiografico e ricchezza dell’informazione. Forte di un ampio corredo iconografico - dipinti, incisioni e rare fotografie -, essa disegna un portentoso quadro d’insieme dei popoli nativi, restituendone la complessità e insieme l’estrema vulnerabilità all’opera “civilizzatrice” dei conquistatori.
 ✓Accanto alle vicende delle comunità native più conosciute (Sioux, Cherokee, Cheyenne, Irochesi, Seminole, ecc.), anche quelle dei gruppi minori.
 ✓ Più di 300 immagini d’archivio tra riproduzioni di celebri dipinti, incisioni e rare foto d’epoca....

La Conoscenza Segreta degli Indiani d'America

Un mondo al contrario

di Enzo Braschi (Bisonte che corre)

LA CONOSCENZA SEGRETA DEGLI INDIANI D'AMERICA  - LIBRO
Un mondo al contrario
di Enzo Braschi (Bisonte che corre)

Un racconto scritto con miriade sapienza, da un profondo conoscitore della cultura "Indiana D'america."

 "Per noi un uomo è ciò che la natura o i suoi sogni decidono. È una cosa che riguarda solo lui" diceva un tempo un Uomo Sacro dei Lakota
  (Sioux).
 La conoscenza segreta degli Indiani d'America si focalizza sulla figura dei cosiddetti "Contrari", "Uomini Sacri" che vivevano, pensavano e agivano al contrario di tutti gli altri.
 Che li si chiami Heyoka, Chifone, Koshare, Hoxnoka, Koyemsi, i "Contrari" rappresentavano il fulcro delle culture tradizionali nativo-americane, avendo il compito di tenere in equilibrio la realtà attraverso un comportamento che solo in apparenza si mostrava illogico o assurdo.
 Essi avevano assoluto controllo sugli agenti atmosferici ed erano anche potenti guaritori.
 Per accezione più ampia, sviluppa anche il tema dei "Contrari" del mondo di sopra, i "Popoli delle Stelle", dei cerchi nel grano e di tutti quei segnali che ci stanno annunciando il loro ritorno tra noi.
 "Di tutti gli uomini sacri della nostra cultura, gli heyoka sono i più strani e misteriosi e forse i più importanti. Un tempo ce n'erano più di oggi, quando anche noi eravamo molti di più e... liberi. Oggi è sempre più difficile imbattersi in un vero contrario, ma io penso che i contrari esisteranno finché esisteremo anche noi"....

Introduzione alle Lingue degli Indiani d'America

di Franz Boaz

INTRODUZIONE ALLE LINGUE DEGLI INDIANI D'AMERICA  - LIBRO
di Franz Boaz

Da quello che è considerato il fondatore dell'antropologia americana, una storia delle lingue tutta incentrata sugli aspetti culturali del parlare. Le lingue dei nativi dell'America del nord risuonano nella profonda sapienza della natura, nel rispetto sacrale della terra e di tutte le sue creature.
 L'uomo occidentale, paladino della ragione e della sintesi, si perde affascinato dalla bellezza dei nomi. Lunghi appellativi che colgono un momento essenziale di questo eterno rapporto tra creatura e natura.
 Malgrado gli anni trascorsi questo testo mantiene inalterati il suo interesse e la sua utilità, e ancora oggi la sua lettura costituisce un passaggio per chi si interessi delle lingue e delle culture "altre"....

La Saggezza degli Indiani d'America

Versione nuova

di Kent Nerburn

LA SAGGEZZA DEGLI INDIANI D'AMERICA
Versione nuova
di Kent Nerburn

Le massime, gli insegnamenti e i discorsi dei grandi capi e delle figure più autorevoli fra i nativi americani permettono al lettore di cogliere la profondità e la purezza della loro filosofia, di apprezzareil modo in cui affrontavano i piccoli e grandi problemi dell'esistenza (il cibo, la caccia, la religione, il rapporto con la natura, la guerra e la morte), e di conoscere le vicissitudini che li hanno portati prima ad accogliere e poi a combattere l'uomo bianco, il quale li ha privati della terra e relegati nelle riserve.
 Le parole dei nativi possiedono una saggezza, un'intensità e un'energia ancora capaci di sorprenderci, rasserenarci, rinvigorirci.
 Come afferma Kent Nerburn, "esse sembrano assumere una "vita propria, nella quale i ritmi  e le cadenze creano una profusione di immagini e armonie, finchè non avvertiamo il battito del cuore dell'autore e non percepiamo la linfa vitale dell'esperienza che contengono".
 In questo libro il lettore troverà un’ampia selezione dei pensieri degli Indiani d’America, con una speciale attenzione alle parole di tre dei loro più grandi capi (Red Jacket, Joseph e Seattle), e di una delle figure più intriganti della storia indiana, Ohiyesa.
 "Tutte le cose sono legate. Ciò che accade alla terra, accade ai figli della terra"
Capo Seattle
 "Siamo tutti poveri perchè siamo tutti onesti"
Cane Rosso
 "Nerburn conosce l’anima di noi Indiani, come forse nessun altro scrittore non nativo."
Sicangu Lakota
 "Il libro di Kent Nerburn è un regalo, che siamo onorati di ricevere e obbligati a diffondere."
Steven R. Heape, cittadino della nazione Cherokee
 Kent Nerburn - Anteprima - La Saggezza degli Indiani d'America Gli indiani d'America (parte I) L'apprendimento
 Ai bambini si insegnava che la vera cortesia doveva essere espressa con le azioni piuttosto che con le parole. Era loro proibito frapporsi tra il fuoco e una persona anziana o un ospite, parlare mentre altri parlavano, prendere in giro una persona deforme o sfigurata. Se un bambino lo faceva senza volere, uno dei genitori lo rimproverava subito sottovoce.
Espressioni come «scusate», «perdonatemi» e «mi dispiace», che ora sono usate spesso alla leggera e inutilmente, non esistono nella lingua Lakota. Se per sbaglio qualcuno feriva o creava disturbo a qualcun altro, diceva la parola wanunhecun, «errore». Questo era sufficiente per indicare che non intendeva essere scortese e che ciò che era accaduto era un incidente.
 Continua a Leggere Kent Nerburn - Anteprima - La Saggezza degli Indiani d'America...

Storia degli Indiani d'America

di Philippe Jacquin

STORIA DEGLI INDIANI D'AMERICA  - LIBRO
di Philippe Jacquin

Chi erano realmente i cosiddetti "Indiani d'America"? Protagonista di romanzi e film, per lungo tempo sono stati considerati come il simbolo del selvaggio astuto e crudele, diventando un mito. 
 Questo volume vuole fare chiarezza e parlare al lettore della vita, della concezione spirituale e della cultura delle popolazioni native americane prima dell'arrivo dell'uomo bianco e della drammatica storia dei massacri e delle deportazioni che finirono con lo spezzarne la resistenza.
 Una drammatica ricostruzione in un saggio stimolante, arricchito da disegni, cartine e da un'ampia cronologia dei principali avvenimenti storici....

I simboli degli Indiani d'America

L'essenza della tradizione pellerossa

di Heike Owusu

I SIMBOLI DEGLI INDIANI D'AMERICA
L'essenza della tradizione pellerossa
di Heike Owusu

Con la descrizione di oltre 300 simboli appartenenti a 40 tribù, il Popolo Pellerossa ci parla con la semplicità di un linguaggio simbolico con profondi significati spirituali.
 La ricca panoramica delle simbologie pellerossa copre ogni aspetto dell’esistenza e, attraverso un universo di forme e figure appartenenti a rituali intrisi di profondo significato, ci ricollega alle nostre comuni origini con la Madre Terra. L’obiettivo spirituale delle credenze pellerossa è vivere in pace e in armonia con l’universo. Lungo il sentiero che conduce a questa meta, ogni tribù utilizza rituali e simboli, ereditati da tradizioni diverse, che permeano la vita di tutti i giorni: tutto è pervaso dallo spirito della vita, che si manifesta attraverso simboli di potere e conoscenza....

“L’ideazione dei campi di concentramento, così come le pratiche di genoci, devono molto agli studi di storia inglese e americana da parte di Hitler. Egli ammirava i campi per i prigionieri boeri in Sudafrica e quelli degli indiani nel selvaggio West; e spesso elogiava l’efficienza dello sterminio degli Stati Uniti – per fame e combattimenti irregolari – dei selvaggi rossi, che non potevano essere conquistati con la prigionia”. (“Adolf Hitler” di John Toland, pag. 202)

Nativi americaniUn pretesto che veniva usato contro gli Indiani, era l’accusarli di “insensato tradizionalismo” ossia la loro legittima ostilità a sottomettersi ad usi e costumi che non gli appartenevano, e di voler rivendicare diritti (se di rivendicazione si può parlare, visto che chi da millenni vive in un determinato territorio ed esercita la sua sovranità su di esso, lo può ben considerare la propria Patria) su enormi porzioni di territorio, che i coloni non potevano sfruttare. Evidentemente, la violazione della sovranità nazionale degli altri Paesi e la pretesa superiorità di uno stile di vita rispetto ad altri giudicati selvaggi, e l’intervento violento per imporre quello stile di vita, è una tradizione ben radicata nella cultura statunitense, che perdura ancora oggi!

Oggi, gli indiani sopravvissuti sono meno di 50mila, di cui la maggior parte vive in riserve, mentre quelli che si sono invece integrati nella società americana, sono considerati alla stregua di una razza inferiore. All’arrivo dei primi coloni, gli indiani fecero “l’errore” di mostrarsi piuttosto accoglienti. Quando gli immigrati furono abbastanza numerosi, cominciarono ad uccidere e rivendicare come loro tutto il continente. Le riserve divennero dei veri e propri lager, in cui venivano date appositamente coperte infette da vaiolo e le donne venivano sterilizzate “per affrettare la risoluzione della questione indiana”. Così scomparvero i popoli custodi della saggezza americana, delle grandi praterie, degli altopiani, dei ghiacci e del deserto, vittime dell’immigrazione e oggi… anche dei “vuoti di memoria” dei media di regime.

Fonte: https://www.dionidream.com/olocausto-nativi-americani/

Libri e varie...

L'universo degli Indiani d'America

Cosmologia, vita quotidiana e sopravvivenza dei popoli delle grandi pianure

di Enrico Comba, Dario Seglie

L'UNIVERSO DEGLI INDIANI D'AMERICA
Cosmologia, vita quotidiana e sopravvivenza dei popoli delle grandi pianure
di Enrico Comba, Dario Seglie

L'universo degli Indiani d'America

 Cosmologia, vita quotidiana
  e sopravvivenza dei popoli delle grandi pianure
 Guerrieri dalle lunghe trecce, dai costumi sgargianti di colori e ornati di penne su cavalli lanciati al galoppo: queste immagini si affollano inevitabilmente nella nostra mente quando pensiamo agli "indiani" americani.
 I popoli nativi delle Americhe, e in particolare quelli del Nord, hanno stimolato in misura considerevole l'immaginario europeo determinando il sorgere di storie, e di fantasie, che fin dai tempi della colonizzazione si sono accumulate nelle relazioni di viaggio e nelle opere scientifiche per diventare poi parte della cultura popolare.
 Dai "selvaggi" americani che costituirono un elemento ricorrente nella letteratura del Sei e Settecento, ai "primitivi" che sembravano costituire il campo di studio ideale per la nascente scienza antropologica, fino alle idealizzazioni del saggio "uomo in armonia con la natura" che compare nelle pubblicazioni contemporanee ispirate alla New Age, il Nativo Americano continua a rimanere celato dietro la maschera creata dalla cultura occidentale.
 Questa tende a evidenziare e contrastare soltanto alcuni tratti, mentre altri rimangono nascosti e indefiniti.Il libro intende documentare la cultura dei popoli delle Grandi Pianure, l'enorme area erbosa che attraversa, da Nord a Sud, tutto il continente e costituisce il cuore dell'America settentrionale: i Mandan, Hidatsa, Lakota, Crow, Blackfoot, Arapaho e Cheyenne.
 Per queste popolazioni, l'introduzione del cavallo, giunto in America con i primi colonizzatori spagnoli e diffusosi rapidamente e, più tardi, delle armi da fuoco, consentì il pieno fiorire di quella "Cultura delle Pianure" così come ci è stata trasmessa dalle informazioni raccolte nel corso del XIX secolo....

Il Grande Libro delle Tribù Indiane d'America

di Marco Massignan

IL GRANDE LIBRO DELLE TRIBù INDIANE D'AMERICA
di Marco Massignan

Uno studio approfondito sulla storia, gli usi e i costumi delle tribù indiane d'America: le lingue, le guerre, le tradizioni religiose e i grandi capi delle popolazioni native americane. Le leggi statunitensi e la vita sociale degli Indiani. La religione del Peyote e il furto dello Spirito... Tutto quello che si vuole sapere, raccontato dalla parte degli Indiani....

La Grande Storia degli Indiani d'America

Cronologia completa delle popolazioni native del nord America

di Greg O'brien

LA GRANDE STORIA DEGLI INDIANI D'AMERICA
Cronologia completa delle popolazioni native del nord America
di Greg O'brien

La grande stona degli indiani d’America propone ai lettori una visuale ampia e molto ben documentata sulla secolare epopea di questi popoli. Risalendo a prima del 1492 (anno dello sbarco di Colombo) e giungendo sino ai giorni nostri, il volume rievoca analiticamente la storia di tutte le comunità native - dai Sioux e dai Cherokee alle tribù meno conosciute - nonché dei loro laceranti rapporti con europei e americani.
 La vita quotidiana dei gruppi nativi, le loro tradizioni e i loro usi, le battaglie, le alleanze e la strenua lotta per la sopravvivenza sono raccontati nei modi di una dettagliatissima cronologia, che nella sezione inferiore delle pagine viene ulteriormente sunteggiata e scandita anno per anno, in una progressione dinamica e interrelata degli eventi.
 La ricostruzione di Greg O’Brian eccelle per rigore storiografico e ricchezza dell’informazione. Forte di un ampio corredo iconografico - dipinti, incisioni e rare fotografie -, essa disegna un portentoso quadro d’insieme dei popoli nativi, restituendone la complessità e insieme l’estrema vulnerabilità all’opera “civilizzatrice” dei conquistatori.
 ✓Accanto alle vicende delle comunità native più conosciute (Sioux, Cherokee, Cheyenne, Irochesi, Seminole, ecc.), anche quelle dei gruppi minori.
 ✓ Più di 300 immagini d’archivio tra riproduzioni di celebri dipinti, incisioni e rare foto d’epoca....

Civiltà Indigene d'America

Scritti da "conoscenza religiosa"

di Grazia Marchianò

CIVILTà INDIGENE D'AMERICA - LIBRO
Scritti da "conoscenza religiosa"
di Grazia Marchianò

Un saggio sulla civiltà indigena d'america.
 Tornano finalmente disponibili i testi più preziosi pubblicati da Elémire Zolla nella rivista "Conoscenza religiosa", che fondò e diresse dal 1969 al 1983 presso la storica editrice fiorentina La Nuova Italia.
 Civiltà indigene d'America accoglie una selezione di saggi che rivelarono oltre quarant'anni fa le conoscenze segrete e i riti sciamanici custoditi dagli anziani delle tribù amerindie sparse nel continente americano e oppresse da secoli.
 Elémire Zolla, Pietro Citati, Joseph Epes Brown, che negli anni Quaranta del Novecento raccolse le visioni del grande capo sioux Alce Nero, l'etnologo e esploratore Giorgio Costanzo in missione tra gli indigeni colorado in Equador, Léon Cadogan, un bianco 'adottato' dagli indiani mbyá guaraní del Paraguay, assieme a sei esperti italiani e di altri paesi, offrono in quest'opera affascinanti testimonianze storiche e etnologiche arricchite da disegni indigeni originali, e lungimiranti riflessioni sul valore impagabile dei saperi arcaici e sulla necessità di scongiurarne l'oblio nel mondo contemporaneo....

La Saggezza degli Indiani d'America

Versione nuova

di Kent Nerburn

LA SAGGEZZA DEGLI INDIANI D'AMERICA
Versione nuova
di Kent Nerburn

Le massime, gli insegnamenti e i discorsi dei grandi capi e delle figure più autorevoli fra i nativi americani permettono al lettore di cogliere la profondità e la purezza della loro filosofia, di apprezzareil modo in cui affrontavano i piccoli e grandi problemi dell'esistenza (il cibo, la caccia, la religione, il rapporto con la natura, la guerra e la morte), e di conoscere le vicissitudini che li hanno portati prima ad accogliere e poi a combattere l'uomo bianco, il quale li ha privati della terra e relegati nelle riserve.
 Le parole dei nativi possiedono una saggezza, un'intensità e un'energia ancora capaci di sorprenderci, rasserenarci, rinvigorirci.
 Come afferma Kent Nerburn, "esse sembrano assumere una "vita propria, nella quale i ritmi  e le cadenze creano una profusione di immagini e armonie, finchè non avvertiamo il battito del cuore dell'autore e non percepiamo la linfa vitale dell'esperienza che contengono".
 In questo libro il lettore troverà un’ampia selezione dei pensieri degli Indiani d’America, con una speciale attenzione alle parole di tre dei loro più grandi capi (Red Jacket, Joseph e Seattle), e di una delle figure più intriganti della storia indiana, Ohiyesa.
 "Tutte le cose sono legate. Ciò che accade alla terra, accade ai figli della terra"
Capo Seattle
 "Siamo tutti poveri perchè siamo tutti onesti"
Cane Rosso
 "Nerburn conosce l’anima di noi Indiani, come forse nessun altro scrittore non nativo."
Sicangu Lakota
 "Il libro di Kent Nerburn è un regalo, che siamo onorati di ricevere e obbligati a diffondere."
Steven R. Heape, cittadino della nazione Cherokee
 Kent Nerburn - Anteprima - La Saggezza degli Indiani d'America Gli indiani d'America (parte I) L'apprendimento
 Ai bambini si insegnava che la vera cortesia doveva essere espressa con le azioni piuttosto che con le parole. Era loro proibito frapporsi tra il fuoco e una persona anziana o un ospite, parlare mentre altri parlavano, prendere in giro una persona deforme o sfigurata. Se un bambino lo faceva senza volere, uno dei genitori lo rimproverava subito sottovoce.
Espressioni come «scusate», «perdonatemi» e «mi dispiace», che ora sono usate spesso alla leggera e inutilmente, non esistono nella lingua Lakota. Se per sbaglio qualcuno feriva o creava disturbo a qualcun altro, diceva la parola wanunhecun, «errore». Questo era sufficiente per indicare che non intendeva essere scortese e che ciò che era accaduto era un incidente.
 Continua a Leggere Kent Nerburn - Anteprima - La Saggezza degli Indiani d'America...

I simboli degli Indiani d'America

L'essenza della tradizione pellerossa

di Heike Owusu

I SIMBOLI DEGLI INDIANI D'AMERICA
L'essenza della tradizione pellerossa
di Heike Owusu

Con la descrizione di oltre 300 simboli appartenenti a 40 tribù, il Popolo Pellerossa ci parla con la semplicità di un linguaggio simbolico con profondi significati spirituali.
 La ricca panoramica delle simbologie pellerossa copre ogni aspetto dell’esistenza e, attraverso un universo di forme e figure appartenenti a rituali intrisi di profondo significato, ci ricollega alle nostre comuni origini con la Madre Terra. L’obiettivo spirituale delle credenze pellerossa è vivere in pace e in armonia con l’universo. Lungo il sentiero che conduce a questa meta, ogni tribù utilizza rituali e simboli, ereditati da tradizioni diverse, che permeano la vita di tutti i giorni: tutto è pervaso dallo spirito della vita, che si manifesta attraverso simboli di potere e conoscenza....
LA CONOSCENZA SEGRETA DEGLI INDIANI D'AMERICA  - LIBRO
Un mondo al contrario
di Enzo Braschi (Bisonte che corre)

Un racconto scritto con miriade sapienza, da un profondo conoscitore della cultura "Indiana D'america."

 "Per noi un uomo è ciò che la natura o i suoi sogni decidono. È una cosa che riguarda solo lui" diceva un tempo un Uomo Sacro dei Lakota
  (Sioux).
 La conoscenza segreta degli Indiani d'America si focalizza sulla figura dei cosiddetti "Contrari", "Uomini Sacri" che vivevano, pensavano e agivano al contrario di tutti gli altri.
 Che li si chiami Heyoka, Chifone, Koshare, Hoxnoka, Koyemsi, i "Contrari" rappresentavano il fulcro delle culture tradizionali nativo-americane, avendo il compito di tenere in equilibrio la realtà attraverso un comportamento che solo in apparenza si mostrava illogico o assurdo.
 Essi avevano assoluto controllo sugli agenti atmosferici ed erano anche potenti guaritori.
 Per accezione più ampia, sviluppa anche il tema dei "Contrari" del mondo di sopra, i "Popoli delle Stelle", dei cerchi nel grano e di tutti quei segnali che ci stanno annunciando il loro ritorno tra noi.
 "Di tutti gli uomini sacri della nostra cultura, gli heyoka sono i più strani e misteriosi e forse i più importanti. Un tempo ce n'erano più di oggi, quando anche noi eravamo molti di più e... liberi. Oggi è sempre più difficile imbattersi in un vero contrario, ma io penso che i contrari esisteranno finché esisteremo anche noi"....

La Conoscenza Segreta degli Indiani d'America

Un mondo al contrario

di Enzo Braschi (Bisonte che corre)

Un racconto scritto con miriade sapienza, da un profondo conoscitore della cultura "Indiana D'america."

"Per noi un uomo è ciò che la natura o i suoi sogni decidono. È una cosa che riguarda solo lui" diceva un tempo un Uomo Sacro dei Lakota

(Sioux).

La conoscenza segreta degli Indiani d'America si focalizza sulla figura dei cosiddetti "Contrari", "Uomini Sacri" che vivevano, pensavano e agivano al contrario di tutti gli altri.

Che li si chiami Heyoka, Chifone, Koshare, Hoxnoka, Koyemsi, i "Contrari" rappresentavano il fulcro delle culture tradizionali nativo-americane, avendo il compito di tenere in equilibrio la realtà attraverso un comportamento che solo in apparenza si mostrava illogico o assurdo.

Essi avevano assoluto controllo sugli agenti atmosferici ed erano anche potenti guaritori.

Per accezione più ampia, sviluppa anche il tema dei "Contrari" del mondo di sopra, i "Popoli delle Stelle", dei cerchi nel grano e di tutti quei segnali che ci stanno annunciando il loro ritorno tra noi.

"Di tutti gli uomini sacri della nostra cultura, gli heyoka sono i più strani e misteriosi e forse i più importanti. Un tempo ce n'erano più di oggi, quando anche noi eravamo molti di più e... liberi. Oggi è sempre più difficile imbattersi in un vero contrario, ma io penso che i contrari esisteranno finché esisteremo anche noi".

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31 commenti

  1. Io mi son sempre chiesta quando ero bambina con la storia di Colombo che ha scoperto una terra nuova, come si fa dire una nuova terra?Quelle terre erano già abitate,sono andati li a depredare tutto quello che potevano e hanno tolto persino la loro religione! Il tanto civilizzato occidente! Ed il grande Colombo non è stato altro che un grande criminale che nella storia viene elogiato!Finalmente posso dire che i miei sospetti di bambina erano giusti! Mi son sempre piaciuti gl’indiani persone etiche!Nadia

  2. gli indiani sono solo l ultima delle etnie sterminate per far posto a nuovi abitanti , se torniamo indietro nel tempo roma non era dei romani , la turchia non sarebbe dei turchi , l’Egitto non era degli egiziani e cosi via fino a quando caino uccise abele
    per quanto sia brutto da dire l terra è stata cambiata con il sangue degli innocenti a soccombere sempre per far arrivare il nuovo
    questo non assolve e non colpevolizza nessuno semplicemente cerca di ristabilìre un po’ di verità

    • E una delle leggi della natura ossia dela entita’ chiamata dio….entita’ senza la nostra morale e soprattutto spietata….vadete per caso nela storia del mondo assenze significative di crudeltà e massacri…? Allora vuol dire che l’entità li ha programmati nel suo “piano” di sviluppo…stando ben attenta che non gli fossero attribuiti direttamente…per cui ecco la storiella di Adamo …eva e la disobbedienza che avrebbe immesso ogni tipo di male nella storia de l uomo….una vera e propria furbata per discolparsi e nel contempo essere adorata( la entita )…ma tutto casca alla semplice considerazione ….che dice…”SAPEVA O NON SAPEVA LA ENTITA’ CHE ADAMO AVREBBE DISOBEDITO?? ” certo che lo sapeva…perke l’ entita’ ke ha programmato tutto …SA GIÀ TUTTO !!!! ( lo dicono anche i credenti per non guastare la sua onniscienza …e non si può non dargli ragiona )..PERCIO SE L,ENTITA’ SAPEVA QUEL KE ADAMO AVREBBE FATTO…DI KI E’ LA COLPA DI OGNI MALE?? DI KI HA HA PROGRAMMATO ASTUTAMENTE IL SUO INGRESSO NELLA STORIA DEL UOMO …O DELLA ” MAKINETTA ADAMO REGOLATA DAL PROGRAMMATORE SULLA DISOBBEDIENZA ???? amen

  3. Gli americani hanno fatto come fece Hitler nella seconda guerra mondiale e per questo io odio gli americani di quei tempi, la terra era dei indiani e loro proteggeva la loro casa e cultura poi di Colombo io non sapevo che era un criminale ed essendo di genova me ne vergogno , io sto con gli indiani .

    • Tutto giusto Aldo, ma non sono stati gli americani a fare il genocidio degli indiani…bensì gli europei…quindi oltre a vergognarti per colombo..vergognati di essere europeo e non odiare un popolo (gli americani) che ha subito l’olocausto occidentale

    • Anch’io sto con gli indiani….ma in merito a Colombo assassino ricordi quando ci furono i festeggiamenti a Genova per Colombo? De Andre’ si rifiutò di partecipare! Grande! Certo da uno che di quella storia ci ha consegnato uno splendido lp non mi aspettavo altro!

      • Sono Napoletano e non ho gioito per l’anniversario dell’unità d’Italia,frutto di stragi e violenze inenarrabili e inenarrate, saccheggi e stupri al cui confronto isis sono dilettanti.eppure …w l’Italia unita.e nessuno dice “io sono napoletano”. GRAZIR ITALIA,GRAZIE ITALIANI

  4. Non vorrei straparlare..ma come già citato all’epoca Spagna, Portogallo,Francia e Inghilterra dove andavano CONQUISTAVANO,sicuramente non con le carezze!.. I primi a partir dal nord Europa per trovare fortuna nelle Americhe erano i reietti della società del tempo..svuotarono le carceri di allora e riempirono le navi…cosa pretendi da assassini e via dicendo..anche dopo non è che tra loro fossero molto più civili i primi americani…

    • Vorrei ricordare a qualcuno, le gravissime colpe del vaticano, in particolar modo per quanto riguarda le “invasioni” spagnole e portoghesi. L’ occupazione e la sottomissione al “volere di dio” di quei popoli pagani. Pizzarro annientò gli Incas con l’ appoggio nientepocodimeno che dei “francescani”. Chissa se il loro fondatore si rivolto nella tomba

    • esatto..tipo ISIS adesso, le peggior bestie, che formano un esercito…in nome di dio..ehm allah
      azz, e via che si ricomonicia con le solite cose, l’uomo nono impara mai

  5. Moriremo tutti belli e brutti ,solo che molti senza aver conosciuto e dato ragione di sè ,altri con la presunzione di sapere tutto e nel disporre secondo concetti sgangherati .Siamo tutti uomini ,prima di tutto,non possediamo neanche noi stessi,di cui non abbiamo dominio purtroppo…Gli Abitanti ..del continente “americano”non hanno mai rivendicati il possesso del territorio..sarebbe stato contro il loro modo di essere.Quanta presunzione…

  6. una montagna di faziosità e di menzogne come le “coperte infette dal vaiolo”…..come facevano gli “untori allora a non ammalarsi?l’America era ..”il nuovo mondo dove gli europei vittime nelle loro patrie delle “pellagra”” scorbuto” vaiolo” “tifo”febbre gialla”” e di tutte le malattie infantili i quali europei scapparono in America non con lo scopo preordinato di sterminare i nativi, bensì di trovare una speranza di una vita migliore per la propria famiglia, proprio come fanno adesso i disperati che scappano dall’Africa e medio oriente, perchè il mondo è di tutti e tutti hanno il diritto…pacificamente..beninteso di stabilire la loro casa su un pezzo di pianeta che è loro…quanto nostro!!!

    • Signor Bonanni, “scapparono in America non con lo scopo preordinato di sterminare i nativi, bensì di trovare una speranza di una vita migliore per la propria famiglia” come lei afferma e quindi uno stato casuale di sterminio, giustificato, di avere una vita migliore ? non sono d’accordo

    • “…beninteso di stabilire la loro casa su un pezzo di pianeta che è loro…quanto nostro!!!” Anch’io mi trovo in una situazione disperata. Aspettami che arrivo a stabilirmi nel tuo pezzo di terra perché il mondo e di tutti e tutti hanno il diritto…
      Ma che paragoni fai!!! Agli indiani li hanno sterminati come si farebbe con una infestazione di ratti che invadono casa. Solo che che quella era casa loro e i veri ratti pestilenti erano i coloni.

    • Vincenzo Talarico

      Bene Piero Bonanni, quindi, secondo la sua logica, è legittimo che qualunque popolo invada la terra di un altro popolo, scacciandolo e uccidendolo, semplicemente per migliorare la propria qualità di vita, a discapito della vita di altri … il suo ragionamento non fa una grinza, è esattamente ciò che fanno tutti gli animali, competono per il territorio. Dopo tutto anche l’uomo è un animale “poco civilizzato”, l’unica differenza è che gli animali competono tra loro ad armi pari, l’uomo no!

      • Massimo Puzelli

        Non e’vero che gli Europei diffondevano volutamente le malattie, che furono la prima causa di morte dei nativi. Da allora nelle Americhe sono nati nuovi paesi, che hanno fatto sviluppare tanti gruppi etnici, che senza le esplorazioni degli Europei, cio’ non sarebbe mai avvenuto.La maggioranza degli storici, non afferma che ci fu una precisa volonta’di sterminio, tale per cui si tratterebbe di genocidio. Nel caso degli Ebrei, Hitler e’stato solo l’ultimo, a tentare lo sterminio, che se andiamo indietro nei secoli, e’stato tentato piu’e piu’volte in Europa, ricorrendo alle piu’grandi menzogne, pur di annientare gli Ebrei. Altro che sterminio dei nativi, immaginate in Europa quanti ebrei sono stati ammazzati negli ultimi 10 secoli, senza che a colpirli fossero le malattie a farlo, ma una precisa volonta’di sterminio. E immaginate quanti di quelli convertiti al cattolicesimo, sarebbero morti se non l’avessero fatto.

      • Libero arbitrio,questo è successo ,non siamo stati creati tipo robot.
        Le profezie bibliche sono chiare a riguardo di ciò che è successo e di ciò che succederà.

    • si può andare in cerca di fortuna in altri paesi ma non si può sterminare i nativi al solo scopo dei tuoi interessi

    • Un caso di somministrazione premeditata di coperte infette da vaiolo agli indiani di america da parte di un’Agenzia di controllo di una riserva e’ stato provato in tribunale (presieduto da “bianchi) e riconosciuto con sentenza.

    • Come in tutte le cose si tende a generalizzare; sia nel bene che nel male; in America emigrarono diversi tipi di persone; vi furono molti farabutti e assassini che fecero là quel che non potevano fare liberamente in Europa, ma anche tanti disperati, coraggiosi o speranzosi in cerca di una nuova vita; il problema semmai fu che in molti casi è stato lo stesso Governo a macchiarsi di atti ignominiosi come lo sterminio degli indios cubani o l’aperta violazione di trattati stipulati tra gli Americani e le tribù indiane.
      Certe cronache come le coperte infette di vaiolo sembrano esagerate anche secondo me (anche perchè gli stessi coloni vi morivano), però la cosa che un pò mi sconcerta è questo bersagliamento nei confronti dei soli Stati Uniti il che denota un sottofondo di propaganda politica che sinceramente non mi piace (se si parla di storia è giusto essere obiettivi); sicuramente gli States sono stati tra i protagonisti dell’annientamento della razza nativa ma non sono stati nè i primi nè tantomeno i peggiori; gli spagnoli fecero molto peggio in tutta l’America latina; gli inglesi fecero altrettanto in praticamente tutto il globo; gli stessi italiani in Africa. C ‘ è un altro punto sul quale riflettere secondo me; ogni Stato Moderno affonda le sue radici in un massacro o genocidio che dir si voglia; solo che è stato troppo indietro nel tempo perchè noi ce ne ricordiamo. Gli antichi Romani conquistarono il Mondo allora conosciuto; massacrarono e deportarono (gli Ebrei sparsi tutt’ora per il globo sono un loro lascito).Gli inglesi nacquero da uno sterminio operato dai Sassoni sui popoli locali; i francesi dalla discesa dei Franchi di Carlomagno che scacciarono le antiche tribù galliche. E’ brutto da dire ma c’è sempre stata la legge del più forte; che ovviamente non deve servire a giustificare atti criminali (anche perchè la cultura umana e il rispetto per la vita nei secoli si è evoluta) ma perlomeno deve aiutare a riflettere chi punta il dito con tanta facilità.

    • Ora signor bonanni mi informo dove lei vive poi occupo casa sua che si trova sulla fetta di mondo che appartiene a tutti e faccio questo per migliorare il mio modo di vivere….voglio proprio vedere la sua reazione….se lei si oppone costruisco un recinto e la confino dentro xome se fosse una riserva…….ma lei si rende conto della cagata che ha scritto

    • Enrico Alfonsi

      Piero Bonanni, il suo commento, tra l’altro motivato con un assunto banale, e solo il frutto della sua ignoranza. Per iniziare a colmare le sue scarsissime conoscenze le consiglio la lettura di “Tristi tropici” (Tristes tropiques, 1955) di Claude Lévi-Strauss, scritto dall’autore solo a seguito di una lunga permanenza in Brasile dove gli erastata conferita la cattedra di Sociologia presso l’università di San Paolo.
      Testo ed autore, sono a tutt’oggi considerati una colonna portante della moderna antropologia. Manco a dirlo, nel testo troverà maggiori dettagli delle pratiche di contaminazione (Vaiolo/indumenti) adottate dalla classe dominante brasiliana nei confronti delle popolazioni Indio.
      Un pò di buona cultura in più, non nuoce.

    • non so se ha mai sentito parlare del lancio di cadaveri putrescenti con catapulta dentro il castello da conquistare…la
      guerra batteriologica ha questi albori.

  7. guido tonarelli

    come mai non si parla mai di questo genocidio, mentre si parla tutti i momenti di quelli degli ebrei?,forse i pellerossa non sono importanti come gli altri? qualcuno può spiegarmi

    • Semplice, al tempo degli ebrei c’era chi documentava, riprendeva, fotografava, scriveva, i fatti attimo per attimo di quei anni bui, oltre al fatto che ci fu il boom della propaganda, dei giornali, della comunicazione, inizio della diffusione delle notizie via radio e tv, si esatto TV ed è stato proprio Hitler a portare la tv, la priva tv a tubo catodico alle Olimpiadi del 36′ se non erro, dove tutto il mondo sapeva cosa succedeva ed è rimasto impresso nelle menti di tutte le persone e tramandato di generazione in generazione con appunto le varie foto, filmati ecc a testimoniare i fatti, senza dimenticare che la mentalità del 900 era ben diversa da quella del 400/500 e via dicendo, con le varie lotte sociali per le donne, per i lavoratori, diritti d’uguaglianza, diritti civili e tutela dei cittadini ecc ecc c’era più voglia di lottare e documentare e non dimenticare.
      Fino alla fine dell’800 non c’era tutto questo.

      Questa è la mia opinione, non so quanto sia giusto il ragionamento, aperto ad altri confronti e opinioni

      • In realtà in tutto il periodo dello sterminio dei nativi americani gli ufficiali dell’esercito compilavano verbali precisi, quindi documentazione ce n’è in abbondanza.
        A Trieste c’è una persona che sta ricostruendo la storia delle campagne militari contro i nativi facendosi inviare i verbali (su microfilm) dell’epoca.
        Peraltro non ha incontrato né reticenze né rifiuti a fornire i materiali.

  8. Raffaele Donza

    L’articolo è ben fatto e sono d’accordo su tutto, tranne sulle cifre come numero di nativi presenti nel Nuovo Mondo. Su Colombo ci sarebbe da discutere, ha avuto la colpa di scoprire un continente nuovo e ricordiamicelo che in quei anni Spagna e Portogallo usavano la forza e per battezzare i nativi e poi ucciderli e lo sterminio.

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