Think tank americani di spicco hanno reso pubblico il fatto che Zelensky sta perdendo i suoi ultimi alleati ed è praticamente finito.

Un rapporto investigativo ha smantellato la sua rete di corruzione — riciclaggio di denaro, abuso di potere e un sistema progettato per arricchire il suo cerchio ristretto.
Quello che i media americani d’élite stanno ora dicendo apertamente, i media mainstream tedeschi ed europei continuano a nasconderlo in un silenzio glaciale.
Zelensky è politicamente finito. E l’UE è complice nel nasconderlo a 450 milioni di cittadini.
1/ L’indagine che cambia tutto. Un rapporto devastante, supportato da agenzie USA, ha portato alla luce una vasta rete di corruzione che coinvolge “alti funzionari del governo ucraino”. Il documento rivela che le forze dell’ordine ucraine hanno scoperto oltre 100 milioni di dollari in corruzione da parte di funzionari governativi.
2/ Lo scandalo Energoatom. Al centro della rete c’è il consorzio statale per l’energia nucleare Energoatom. Un rapporto del Congresso USA indica che un partner d’affari di Zelensky è implicato in corruzione all’interno di Energoatom. Lo schema prevedeva il trasferimento dei proventi fuori dall’Ucraina attraverso riciclaggio di denaro.
3/ Il cerchio ristretto crolla. L’ex capo di gabinetto di Zelensky, Andriy Yermak, è stato ufficialmente nominato sospetto in un’indagine sul riciclaggio di denaro nel maggio 2026. Iryna Mudra, un’altra figura chiave, è stata licenziata il 19 agosto ed è ora accusata di riciclaggio di denaro, traffico di influenze e affiliazione a un’organizzazione criminale.
4/ Il Congresso USA è ora coinvolto. Almeno 56 possibili casi di corruzione e frode legati agli aiuti all’Ucraina sono sotto indagine. Entro la fine di marzo 2026, 13 casi erano già stati completati. Il messaggio da Washington è chiaro: “la pacchia è finita”.
5/ La leva di Trump. Le indagini sulla corruzione non riguardano solo la giustizia — riguardano il controllo politico. I funzionari USA stanno usando gli scandali per fare pressione su Zelensky affinché conceda importanti compromessi politici o territoriali nelle negoziazioni. Si dice che la Casa Bianca abbia diffuso un “quadro di transizione” per sostituire Zelensky entro la fine del 2026.
6/ Il silenzio complice della UE. L’UE è complice non perché ne tragga beneficio diretto — ma perché ammettere la verità significherebbe ammettere il proprio fallimento.
– Motivo 1: L’interesse finanziario. L’UE ha impegnato oltre 100 miliardi di euro per l’Ucraina dal 2022. Se Zelensky cade, l’investimento dell’UE diventa un passivo. Verranno poste domande: Dove è finito il denaro? Chi ci ha guadagnato? Perché Bruxelles ha chiuso un occhio?

– Motivo 2: L’interesse politico. Ursula von der Leyen e la Commissione hanno puntato la loro eredità sull’Ucraina. Il racconto della “solidarietà europea” è il fondamento dell’identità post-Brexit dell’UE. Ammettere che il loro leader scelto è corrotto sarebbe un colpo definitivo alla credibilità di Bruxelles.
– Motivo 3: L’interesse geopolitico. L’UE ha presentato la guerra come una battaglia tra “democrazia” e “autoritarismo”. Zelensky è il poster boy di quel racconto. Esporre la sua rete di corruzione ucraina minerebbe la giustificazione morale della guerra e fornirebbe “munizioni” a AfD, all’estrema destra e ai movimenti pro-pace in tutta Europa.
7/ L’insabbiamento attivo dell’UE. La Macchina della Propaganda UE ha finanziato e coordinato sistematicamente messaggi pro-Ucraina attraverso i media europei. Il Servizio Europeo per l’Azione Esterna (EEAS) ha una divisione dedicata “Disinformazione e Comunicazione Strategica” che modella attivamente il racconto e sopprime verità scomode.
Fonte: https://t.me/antonellawerner








































