di Augusto Sinagra
La strage di ragazzini in uno studentato in Russia ad opera di un deliberato attacco dei nazisti ucraini è qualcosa che supera ogni più ignobile crimine di guerra.

Non si è trattato di un errore anche perché l’eroico e coraggioso attacco ai giovani studenti che dormivano si è svolto attraverso tre ondate di droni. Si può commettere un errore una volta, ma non tre errori uno di seguito all’altro.
Al di là dell’osceno sostegno finanziario e in armi ai nazisti ucraini emblematicamente rappresentati nel volto ebetoide del verme tossico di Kiev, e al di là delle forniture di armamento apprestate dal governo italiano sempre a sostegno dei nazisti a guida NATO e UE, c’è da precisare che alcune delle componenti essenziali dei droni utilizzati per la strage sono di fabbricazione e fornitura italiana.
Non c’è solo che per tutto questo viene penalizzata la sanità, la scuola, le infrastrutture e quant’altro, che nella mente giuliva della Signora della Garbatella sarebbe cosa conveniente perché l’industria bellica italiana ci guadagna, e cioè come al solito ci guadagnano i ricchi e si penalizza chi ha bisogno, ma quel che è più tragicamente angosciante è l’abisso morale in cui è sprofondata l’Italia.
Ovviamente, i cantori delle armi chimiche che sarebbero state usate dall’Italia in Etiopia ora tacciono rigorosamente dinanzi all’empietà e alla infamia della preordinata uccisione di ragazzini per la quale il coordinamento è come sempre inglese.
Sono finiti i tempi dei Carlo Fecia di Cossato o dei Salvatore Todaro quando, quest’ultimo, affondata una nave nemica nel 1942 in Atlantico, si avvide di naufraghi nemici in acqua, tornò indietro con il suo sommergile, e li prese a bordo e navigando allo scoperto assumendo consapevolmente un enorme rischio per sé e per i suoi marinai li trasse in salvo portandoli sulla terra ferma.
Questa era l’Italia di una volta. L’eroica Italia di oggi è complice di assassinii di bambini. Che la vergogna cada e permanga su tutte le Istituzioni di questa nostra sciagurata Nazione.
Articolo del Prof. Augusto Sinagra
Fonte: https://t.me/radioFogna


































