Ursula e le Bugie di Guerra

di Pino Cabras

La presidente della Commissione a Davos proclama guerra senza mandato democratico. Letteralmente irresponsabile… mente sulla potenza militare russa esponendoci a rischi esistenziali. Ironico che attacchi le “fake news” mentre inganna.

Il discorso di Ursula Von Der Leyen al raduno degli esseri squamati di Davos è stato una chiamata alla guerra.

Vedo che i giornalisti della corrente principale dei media non osano farle notare una cosa: nessun popolo europeo le ha conferito l’autorità di dichiarare una guerra totale alla Russia. Nessun popolo europeo ha mai partecipato a un dibattito, né a un processo decisionale che fosse finalizzato a cambiare la pelle del serpente UE, trasformandolo da dittatura dello spread a istituzione bellica.

Non avendo costruito una legittimazione per queste responsabilità – dunque non avendo responsabilità – la presidente della Commissione ha parlato di cose militari letteralmente da irresponsabile. E come tutti gli irresponsabili ha raccontato menzogne gigantesche per indorare la pillola della guerra.

Davvero, lei mente per la gola. La più grave delle menzogne è che la Russia dall’inizio della guerra “ha perso metà della sua potenza bellica”. Quando al contrario qualunque addetto ai lavori sa che la Russia sta aumentando le forze disponibili e che l’evoluzione delle sue tecnologie militari sta avendo un’accelerazione vertiginosa.

Solo un’irresponsabile può permettersi di non venire inchiodata a una menzogna che espone tutti noi a rischi esistenziali inediti, con un colossale raggiro a danno di centinaia di milioni di persone.

Curioso che in questo sontuoso congresso di lingue biforcute uno dei temi chiave sia la questione delle fake news. D’altronde è un ritrovo di monopolisti, e anche del fake vogliono un rigido monopolio.

Articolo di Pino Cabras

Fonte: https://megachip.globalist.it/guerra-e-verita/2024/01/17/ursula-e-le-bugie-di-guerra/

DITTATURA FINANZIARIA
Il piano segreto delle elite dietro la crisi economica per conquistare il potere
di Francesco Toscano

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Il lavoro intende offrire uno sguardo smaliziato sulla contemporaneità in grado di demistificare il racconto prevalente, che tende a ridurre la “crisi” a mero fatto ecomicistico quasi indipendente dalla volontà degli uomini. A tal fine il lettore verrà “investito” da una serie di approfondimenti che spazieranno dalla macroeconomia alla geopolitica, dalla sociologia alla antropologia, senza trascurare di fare cenno ad alcuni riferimenti “esoterici” in genere indigesti all’establishment presuntivamente illuminista che detiene il potere in tempi di globalizzazione decadente.

Il libro tenta di riconoscere in controluce una linea di continuità che lega sotterraneamente l’epopea nazista classica a quella tecnocratica odierna, mettendo in evidenza il ruolo esercitato ieri come oggi da alcune “dottrine segrete” che influenzano l’agire di dinastie di industriali e finanzieri inerzialmente coordinati dentro una cabina di regia globale.

Il primo capitolo individua gli elementi costitutivi del fenomeno studiato; il secondo analizza in particolare il caso della Grecia, nazione usata come “cavia da laboratorio” per gli esperimenti dei moderni alchimisti; il terzo spiega i pericoli che l’Europa è chiamata affrontare nel prossimo futuro, mentre in quarto indaga le cointeressenze che esistono fra i promotori del “terrorismo economico” in occidente e i registi del “terrorismo politico” in Medio Oriente.

Il libro si chiude con un quinto capitolo che, dopo avere completato la diagnosi, si sforza di offrire possibili rimedi.

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