di Stefan Burns
Due giorni fa un potente terremoto di magnitudo 7.3 ha colpito il Messico meridionale, vicino al confine con il Guatemala, nella regione del Chiapas.

Il sisma, relativamente superficiale con epicentro a una profondità di circa 18,6 chilometri, è stato seguito da una serie significativa di scosse di assestamento, alcune delle quali hanno superato la magnitudo 5. Sebbene nelle ore successive all’evento fosse stato emesso un allarme tsunami, questo è stato infine revocato dopo la conferma che non sussisteva alcuna minaccia significativa.
Secondo le prime valutazioni, i danni sembrano limitati, soprattutto perché l’epicentro si trovava in una regione meno densamente popolata rispetto ai principali centri urbani del Messico. Tuttavia, sono state segnalate alcune frane, a riprova del fatto che, oltre alle scosse stesse, i terremoti possono innescare altri processi geologici che possono avere ripercussioni sulle popolazioni.
Una delle Regioni più Attive del Pianeta
Il terremoto si è verificato nella zona di subduzione, dove la placca di Cocos scorre sotto la placca nordamericana. Questa regione è nota da tempo per la sua intensa attività sismica. Inoltre, si trovava quasi nella stessa area in cui si è verificato il devastante terremoto di magnitudo 8.2 nel settembre 2017.
Questo evento dimostra che in meno di dieci anni possono accumularsi nuovamente significative tensioni tettoniche, producendo un potente terremoto. Sebbene un terremoto di magnitudo 8.2 rilasci un’energia decine di volte superiore a quella di un terremoto di magnitudo 7.3, il ripetersi di un evento di tale portata nella stessa area testimonia la natura estremamente dinamica di questo confine tra placche tettoniche.
Una Serie di Eventi che Solleva Interrogativi
Questo nuovo terremoto arriva a meno di un mese dal devastante doppio terremoto che ha colpito il Venezuela. In quel paese, due potenti terremoti si sono verificati a pochi secondi di distanza l’uno dall’altro, causando distruzioni diffuse.
Questi eventi successivi interessano diversi punti strategici della placca caraibica e potrebbero riflettere una progressiva ridistribuzione delle tensioni tettoniche su scala regionale. Si tratta tuttavia di un’interpretazione geologica basata su osservazioni sul campo e su alcune analogie storiche, e non di una certezza che consentirebbe di prevedere con precisione i futuri terremoti.
Nelle ultime settimane, sono state registrate anche diverse altre scosse di terremoto significative nel Golfo del Messico, nel Golfo di California e in altre aree della regione, creando un’attività insolita che sta attirando l’attenzione degli specialisti.
California Sotto Sorveglianza

Una delle principali preoccupazioni emerse ora riguarda la costa occidentale del Nord America. Dopo il grave terremoto messicano del 2017, la California ha subito la famosa sequenza sismica di Ridgecrest meno di due anni dopo. Pur senza affermare una relazione diretta di causa-effetto, suggerisce che certi schemi storici mostrano talvolta una propagazione delle tensioni tettoniche lungo le principali faglie dell’Oceano Pacifico.
Diverse aree attualmente meritano particolare attenzione, tra cui la faglia di Sant’Andrea, la faglia di Garlock e le principali zone di transizione tettonica in California.
Nessuna di queste osservazioni ci permette di prevedere la data o il luogo esatto di un futuro terremoto. Servono semplicemente a ricordarci di rimanere vigili in una regione in cui le principali faglie accumulano costantemente energia.
Una Riflessione sui Legami tra Attività Solare e Attività Sismica
Secondo un’ipotesi che sto esplorando da diversi anni, esiste una possibile relazione tra determinati cicli di attività solare e periodi di elevata attività sismica.
Diversi confronti storici dimostrano come certi periodi caratterizzati da una diminuzione dell’intensità del campo magnetico solare sembrino coincidere con un aumento del numero di terremoti di grande magnitudo.
Questa ipotesi, tuttavia, rimane oggetto di ricerca e non è universalmente accettata dalla comunità scientifica. Costituisce una linea di indagine che richiede ancora numerosi studi prima di poter essere confermata.
Comprendere Piuttosto che Temere
Al di là delle emozioni suscitate da quest’ultimo terremoto, questo evento ci ricorda che il nostro pianeta è un sistema dinamico in continua evoluzione. Le placche tettoniche si muovono da milioni di anni, accumulando e rilasciando gradualmente le tensioni che danno origine ai terremoti.
L’approccio migliore consiste nell’osservare attentamente i fenomeni naturali, studiare le tendenze a lungo termine e incoraggiare la preparazione delle popolazioni che vivono in zone esposte.
Articolo di Stefan Burns
Tradotto e condiviso da Galactic Press





































