Un Burrone senza fondo…

di Fabrizio Marchi 

Qualche giorno fa su Report, forse uno dei pochissimi programmi interessanti proposti da tutto il palinsesto televisivo, è andato in onda un servizio che mi ha lasciato basito.

I figli non sono una nostra proprietà International Web Post - International Web Post

Alcuni genitori fanno dei video ai figlioletti che poi mandano su youtube e guadagnano una tot cifra ad ogni click.  La qual cosa sarebbe già allucinante di per sé ma lo diventa ancora di più nel momento in cui arrivano a commettere atti di bullismo e violenza ai danni di questi poveri ragazzini che piangono e si disperano, con conseguenze psicologiche che potete immaginare. La cosa, fortunatamente, è emersa, e anche youtube ha dovuto pagare una multa di 170 milioni di euro per essere, sia pure indirettamente, corresponsabile di un simile scempio.

Un’altra coppia invece, ha fatto “fortuna” mandando in onda i video della figliola di 6/7 anni che rompe delle grandi uova di pasqua per prendere la sorpresa. E via così. Pare che ormai sia una prassi diffusa e consolidata e, naturalmente, i genitori di questi ragazzini si rimpallano la responsabilità con youtube. Questi video sono diventati virali, milioni e milioni di visualizzazioni e parecchia gente ci sta facendo i soldi. Pornografia allo stato puro, anzi, decisamente molto peggio, perché si usano i propri figli in età giovanissima, per fare business.

Da tempo penso che questa nostra società non abbia più scampo, anche perché non c’è nessuna alternativa all’orizzonte, anche remota. È un lento disfacimento, una putrefazione senza fine. Metaforicamente parlando è come un uomo che cade in un burrone senza fondo, senza che ci sia una fine a questo suo salto nel vuoto, e ad ogni metro quel corpo si decompone sempre di più senza però morire. Una sorta di zombie però mai morto.

Abbiamo scoperto un altro grande punto di forza della società capitalista. Si decompone sempre di più – anche perché ormai priva di un’alternativa che la costringa ad interrogarsi e a produrre la famosa “coscienza infelice” – ma non muore. Non si evolve ma si involve in forme sempre più degenerate e decadenti.

Al momento non ci è dato sapere se e quando questo processo, in qualche modo, si incepperà, se e quando si interromperà questa folle discesa nel burrone.

Articolo di Fabrizio Marchi 

Fonte: http://www.linterferenza.info/editoriali/un-burrone-senza-fondo/

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