Il provvedimento vale per i turisti non UE. Anche gli altri stati stanno imponendo ai viaggiatori UE controlli biometrici.

Arrivare al Passaporto Biometrico
Un comunicato stampa dell’UE ci fa sapere che dal 12 Ottobre 2025 in tutte le frontiere saranno raccolti i dati biometrici dei viaggiatori non UE che rimarranno in uno Stato dell’unione per brevi periodi, sulla base di un regolamento europeo che si può leggere qui.
Raccoglieranno l’impronta digitale e anche i dati del volto che poi leggeranno tramite IA. Chi si rifiuterà di cedere i propri dati biometrici non potrà più entrare in Europa. Il nuovo sistema si chiama Exit/Entry System (EES) e sarà applicato anche in Italia.
L’obiettivo è arrivare a rimpiazzare, gradualmente, i timbri sul passaporto con un sistema totalmente digitalizzato. Tra le ragioni di questa pratica ci sono anche la lotta al terrorismo e all’immigrazione illegale, ma sappiamo che in entrambi i casi sarà totalmente inutile, e che la vera ragione per implementare questo sistema è proprio la diffusione dei passaporti biometrici, visto che chi ne possiede uno avrà una procedura di ingresso notevolmente semplificata. Questo è anche dichiarato esplicitamente in un articolo della UE stessa chiamato “the end of paper passports?” il cui scopo è sostenere che grazie all’implementazione di questo sistema, si passerà gradualmente ai passaporti biometrici, visto che viene esplicitamente detto che il sistema EES richiederà passaporti con chip in grado di immagazzinare dati biometrici come il volto e l’impronta digitale.
La Raccolta dei Dati Biometrici è Iniziata Anche nel Resto del Mondo
I viaggiatori che vogliono recarsi negli USA in base al nuovo regolamento del Customs and Border protection, devono fornire i propri dati biometrici. A differenza dell’UE al momento viene però richiesto solo il volto, e comunque viene già implementato in tutti gli aeroporti internazionali.
A Singapore la scansione di iride, volto e impronte digitali è obbligatoria per i turisti e fortemente incoraggiata per i cittadini, i quali possono utilizzarla anche loro per abbreviare i tempi di ingresso.
In Giappone non è obbligatorio fornire i propri dati biometrici, ma è fortemente incoraggiato per evitare lunghe procedure di controllo ai confini. Anche in questo caso viene utilizzata l’impronta digitale, qui infatti è disponibile una guida sull’utilizzo dei cancelli automatici dove viene spiegato che è conveniente usarli perché sono quasi sempre vuoti e accelerano notevolmente le procedure.
Anche la Russia sta implementando un sistema regolato dal Russian Government Decree No. 1510 per effettuare controlli biometrici alle frontiere, con un programma identico a quello dell’UE: infatti è richiesta la scansione del volto e dell’impronta digitale con l’obiettivo di creare un profilo digitale del visitatore. Nel decreto è scritto anche che si possono raccogliere dati genetici del visitatore, ma fornire questi dati è facoltativo. Per consultare la fonte potrebbe essere richiesta la rete Tor (https://www.torproject.org/download/) perché alcuni browser bloccano il sito del governo russo. In Cina gli aeroporti utilizzano i dati biometrici da anni ormai.
Conclusioni
Sempre più paesi del mondo stanno imponendo la sorveglianza biometrica per i turisti, con la retorica della sicurezza dei confini. Sono una pesante violazione della privacy del turista, che si trova i propri dati biometrici nelle mani di uno Stato straniero che può farne quel che vuole. I classici controlli seppur più lenti non solo garantiscono una maggiore sicurezza, ma non prevedono il cedere per un periodo di tempo indeterminato i propri dati sensibili a terzi. Nonostante attualmente gli e-gates non siano obbligatori per coloro che possiedono una cittadinanza, anche in Italia iniziano a incentivarli pure per i cittadini stessi.
Fonte: https://t.me/dereinzigeitalia



































