Tu non sei normale!

di Francesco Grandis

Non esiste la normalità assoluta. Se il normale è stupido, ingiusto o profondamente sbagliato, essere anormali è un dovere.

Essere fuori dagli schemi
“Essere normali” vuol dire essere adattati a un insieme di regole, abitudini o convenzioni
. Se questo insieme non è definito o almeno sottointeso, “normale” non vuol dire nulla.

Non esiste una normalità assoluta: per gli argentini è normale uscire alle quattro di notte, per gli inglesi è normale mettersi in coda alla fermata dell’autobus, per gli indiani è normale non rispettare le precedenze guidando, per gli italiani è normale dividere la prima portata dalla seconda.

Ogni persona potrà valutare sé stessa o le proprie scelte, solo misurandosi rispetto ad un riferimento; cambiando questo, la stessa persona potrebbe essere considerata “normale” o “strana” o “del tutto anormale” allo stesso tempo.

Allora perché diamo tanto peso alla normalità? Perché cerchiamo di avere una vita normale, fare scelte normali, avere un lavoro normale e vestiti normali? Per il senso di appartenenza: in quanto persone normali, siamo riconosciuti come membri del gruppo che usa lo stesso riferimento di normalità.

Libri e varie...

Schiavi Senza Catene

L'arte di pensare con la propria testa per vivere bene in un mondo difficile - Il seguito di "Non prendeteci per il PIL!"

di Andrea Bizzocchi

SCHIAVI SENZA CATENE - LIBRO
L'arte di pensare con la propria testa per vivere bene in un mondo difficile - Il seguito di "Non prendeteci per il PIL!"
di Andrea Bizzocchi

L'attesissimo seguito di "Non prendeteci per il PIL" Il mondo-Matrix in cui viviamo genera perlopiù "stordimento" da un lato (vedi i divertimenti, lo shopping, ecc.) e lamentela dall'altro. Nel libro ci occuperemo dell'uno e dell'altra, ma il vero problema è che nessuno, o quasi, si assume la responsabilità della propria Vita, il che, indipendentemente dalla situazione contingente in cui ci troviamo, equivale ad essere uomini liberi. Non ci sono catene che ci tengono schiavi, ma solamente quegli schemi di pensiero a cui siamo quotidianamente condizionati sin dalla nascita.
 "Schiavi senza catene" è in qualche modo un libro di Magia perché la Magia più grande è quella di assumersi la totale responsabilità della propria Vita per trasformarla in meglio. Quindi ho scritto questo libro per infonderti coraggio e fornirti strumenti per aiutarti a cambiare. La mia è una promessa. Se vivi da Mago, ovvero se ti assumi la totale responsabilità della tua Vita, questa cambierà inevitabilmente in meglio. Però non è un libro per schiavi né per lamentanti. Essere uno schiavo o un lamentante è una scelta, deliberata o meno non importa, che ciascuno di noi compie. E tu che scelta compi?
 Del resto quel 90% delle persone che preferiscono lamentarsi anziché cambiare, non rappresentano altro che un numero, un puro dato statistico; tu fregatene della statistica e abbassa la media. In altre parole decondiziona il tuo pensiero per cominciare a pensare, agire e vivere da uomo libero....

La Fabbrica della Manipolazione

Come i poteri forti plasmano le nostre menti per renderci sudditi del nuovo ordine mondiale

di Enrica Perucchietti , Gianluca Marletta

LA FABBRICA DELLA MANIPOLAZIONE
Come i poteri forti plasmano le nostre menti per renderci sudditi del nuovo ordine mondiale
di Enrica Perucchietti
                                  ,                          Gianluca Marletta

Chi controlla il tuo immaginario controlla la tua volontà!
 I grandi cambiamenti culturali che l'umanità affronta da decenni non sono né spontanei né casuali ma sapientemente "fabbricati" dai Poteri Forti.
 Alla base della società contemporanea vi è l'utilizzo costante e scientifico di tecniche sempre più sofisticate di manipolazione per plagiare le menti e ottenere il consenso. Il controllo si presenta sotto forma di "mode" e tendenze culturali apparentemente spontanee, attraverso cui gli architetti del mondialismo plasmano la mentalità e il pensiero della masse.
 "Chi controlla il passato controlla il futuro: chi controlla il presente controlla il passato", scriveva profeticamente George Orwell in 1984.
 Dopo il successo di Governo Globale, gli autori Enrica Perucchietti e Gianluca Marletta tornano ad approfondire le tappe ideologiche del mondialismo, spiegando gli influssi e le tecniche di condizionamento utilizzate dai Poteri Forti per costruire mode e tendenze volte a influenzare e pilotare la mentalità delle masse.
 Dai primi esperimenti di manipolazione mentale del dopoguerra alla "rivoluzione culturale" degli anni '60; dalla "nuova morale sessuale" all'ideologia di genere; dalla nascita dell'arte contemporanea alla genesi delle rivoluzioni "democratiche" nei paesi dell'est europeo e del Medio Oriente; dal sorgere della "nuova spiritualità" allo sviluppo dei Fondamentalismi Religiosi, questo saggio ripercorre una "storia altra" dell'età contemporanea, tanto misconosciuta quanto inquietante....

Tu Sei Unico e Insostituibile

di Francesco Campione

TU SEI UNICO E INSOSTITUIBILE - LIBRO
di Francesco Campione

Francesco Campione mostra ai lettori come tutti noi siamo unici e abbiamo un dono che soltanto noi possediamo.
 Chi è unic* non può essere misurato, classificato, categorizzato ed etichettato e quindi posseduto, usato e …sostituito. E anche tu sei unic* e insostituibile, ma non per ciò che sei, chi sei o come sei, bensì perché lo sei solo tu e solo tu lo puoi esprimere.
 Tu sei unic* e insostituibile perché non sei solo materia finita, ma perché porti in te l'idea dell'infinito ed esprimi agli altri il desiderio dell'impossibile.
 Perché essere unici - e insostituibili - è meglio di essere normali - e sostituibili!...

Tu sei Unico e Irripetibile

Scopri e libera le tue risorse interiori

di Serenella Ballore

TU SEI UNICO E IRRIPETIBILE
Scopri e libera le tue risorse interiori
di Serenella Ballore

Caro essere umano,
 questo libro è dedicato a te che sei UNICO e irripetibile, che hai un compito UNICO e irripetibile e nel profondo del tuo cuore sai di essere un co-creatore di un "mondo migliore"
 Queste poche ma dense pagine offrono un percorso che ognuno può affrontare a suo modo e nei suoi tempi, utile a divenire abili a orientarsi in questo meraviglioso viaggio della vita.
 Il mio desiderio è solo quello di farti venire la voglia di conoscere te stesso e amarti fino al punto di riconoscerti nella tua essenza di Luce, per cominciare cos'i a creare la tua meritata realta di Amore e Prosperità.
 "La vita è una continua scelta fra il buio e la luce".
 TU che cosa SCEGLI?
 Buon viaggio
 SERENELLA
  ...

Sei Unico!

Vivi la vita che vale la pena di essere vissuta

di Mari Ruti

SEI UNICO! - LIBRO
Vivi la vita che vale la pena di essere vissuta
di Mari Ruti

Un saggio molto particolare, dove in termini semplici viene spiegato perché ricordarci che siamo unici è l'unico modo per vivere appieno la nostra vita.
 Un'idea che va davvero in senso contrario rispetto al pensiero dilagante che ritiene che un pensiero positivo sempre e comunque sia la chiave per migliorare la nostra vita.
 Essere tristi o vivere una vita "tormentata" a volte è l'unico modo per vivere una vita che sia davvero nostra, senza l'ossessione di dover seguire ciò che fanno tutti quanti.
 Il testo spiega che la ricerca forzata di un significato nella vita, o i tentativi più o meno pragmatici di 'normalizzare' gli esseri umani e ricondurli a modelli precostituiti, non sono possibili e neppure realistici e che ciò che conta non è la nostra abilità di evadere dalle situazioni dolorose con soluzioni tampone che anestetizzano le nostre incertezze, ma il coraggio di scontrarsi con le avversità.
 Mari Ruti sostiene anche che stiamo perdendo la capacità di affrontare le complessità, le ambiguità, il disorientamento, le delusioni o la malinconia e quindi tendiamo a escludere un insieme di sentimenti che fanno parte della vita e non si possono cancellare.
 Ascoltare la voce della nostra personalità significa essere consapevoli della nostra inimitabilità e unicità....

Discorso sull'Infinito

di Igor Sibaldi

DISCORSO SULL'INFINITO  - LIBRO
di Igor Sibaldi

La trascrizione di una delle più interessanti conferenze di Igor Sibaldi, finalmente disponibile in cartaceo, per coloro che non potevano essere a Roma ad ascoltare il "Discorso sull'Infinito". 
E anche per coloro che vogliono risentire quelle parole dentro di sé
 Adattarsi alla vita significa morire ogni giorno: adattarsi all'Italia vuol dire potenziare soltanto l'emisfero sinistro del cervello, ossia adeguarsi al conformismo brutale e disperato che dirige le energie dei cittadini fuori di sé, verso un gruppo ristretto di personaggi disinteressati al bene comune. Cosa fare? Il tema più utile e rivoluzionario della nostra cultura, spiega Sibaldi, sarà a breve l'infinito.
 In questo eclettico pamphlet l'autore, novello Virgilio, conduce i ricercatori del presente nel ricchissimo mondo del futuro, in quella dimensione esperibile tramite le facoltà dell'emisfero destro fatta di scoperte, slanci e abbondanza.
 Tra Il Conte di Montecristo e l'Albero della Vita, da Shakespeare al crollo della mente bicamerale, Sibaldi mostra – con un'invettiva sfrontata ed elegante – la strada che collega una vita ordinaria e modesta a un'esistenza infinita e esaltante.
 Il volume è arricchito da 12 illustrazioni di Michela Filippini.
 Cos'è questo? E perchè lo è?
 Chiederselo senza credere di sapere già le risposte:
basterebbe a restare vivi, dentro
 Anteprima del Libro Abitiamo in un Paese decisamente sinistro, neurologicamente parlando; in un Paese molto "finito"; molto "credente" in tante cose (nella bontà di un papa, nella pubblicità, nella politica, nella malevolenza della magistratura, nella promessa che tra un po' le cose andranno meglio) ma privo di fiducia nei singoli individui che vi abitano. Adattarsi a questo Paese, potenziando il più possibile l'emisfero sinistro, è oggi tanto faticoso quanto umiliante.
 Adattarsi a cosa, propriamente?
 A una morale falsa.
 Purtroppo la morale italiana è molto falsa e molto forte al tempo stesso: ovvero, il peggior tipo di morale che ci si possa figurare – un conformismo brutale e disperato, come non se ne ricordava l'uguale dai tempi del basso impero romano.
 Adattarsi a un'economia il cui unico scopo non è certamente quello di far arricchire i cittadini (scordatevelo, per qualche decennio), bensì di deviare le loro risorse verso un gruppo ristretto di persone che le adoperano e le adopereranno male.
 Adattarsi a una cultura silenziosa, acquiescente, debole e ben decisa a rimanerlo, intimorita dal nuovo, ovunque asservita a qualche gruppo di potere, oppure costernata dinanzi alla propria inutilità e alla sempre più evidente incapacità della gente di intenderla.
 - - - - - -
 A tanti capita di pensare che sia dannoso parlare in termini esclusivamente umani (psicologici, neurologici) di argomenti che secondo le religioni sarebbero invece divini. Qualcuno reagisce con indignazione – sia tra le persone religiose, sia tra i cosiddetti atei.
 Ed è facile intuire perché: quella che in Occidente si chiama "fede" è infatti un'obbedienza, un adeguamento – cioè un'espressione dell'emisfero sinistro.
 Non per nulla la maggioranza dei "credenti" conoscono poco o nulla delle loro Sacre Scritture; e credono che nei Vangeli e nella Bibbia si trovino scritte cose di cui invece in quei libri non c'è traccia. Lo credono soltanto perché così è stato detto loro da persone autorevoli; e, sorprendentemente, se leggono qualche riga dei Vangeli o della Bibbia, si obbligano automaticamente ad avere l'impressione che quelle righe confermino la loro "fede": che cioè ci sia scritto ciò che tanti dicono che ci sia scritto...
 - - - - - -
 Il termine "finito" indica tutto ciò che è in qualche modo scisso, separato da un intero di cui fa parte; "infinito" si applica a ciò che non è separato da tutto il resto.
 Nella nostra psiche, noi siamo in una dimensione "finita" ogni volta che – a voler proprio parlare con un neurologo – utilizziamo soltanto le facoltà dell'emisfero sinistro, e siamo "infiniti" quando estendiamo la nostra attività cosciente anche all'emisfero destro: allora ognuno di noi, nel suo nutshell, nel suo guscio di noce, comincia a diventare re di uno "spazio infinito".
 "Certo, di uno spazio infinito interiore!" potrebbe obiettare un timoroso.
 "Fuori, nella vita concreta, per un re simile non cambierebbe un bel nulla. 
D'altronde si sa che dopotutto la filosofia lascia sempre le cose come stanno."
 Quest'affermazione sull'inefficacia della filosofia risale al filosofo austriaco Ludwig Wittgenstein, ma su questo punto l'impulsivo Wittgenstein aveva preso un granchio.
 Può darsi che le teorie filosofiche lascino tutto come sta, per alcuni anni dopo la loro formulazione, in particolar modo tra coloro che non vogliono sentir parlare di filosofia; ma i principali cambiamenti prodottisi nella storia dell'umanità sono stati annunciati e largamente determinati – a volte con l'anticipo di qualche decennio, a volte di meno – proprio dalle opere di filosofi; si pensi ad Aristotele, a Gesù, a Paolo di Tarso, a Marx e via dicendo.
 Nel caso nostro, poi, non si tratta neppure di filosofia, ma di ordinaria percezione del reale: cambiare questa percezione è possibile, certo, solo in interiore homine, ma le conseguenze di tale cambiamento si estendono immediatamente a tutto l'universo circostante.
 Sta a noi, poi, se valutarle come un modo di sentirci outsider rispetto al mondo comprensibile, oppure re di uno spazio infinito....

Altri, al contrario, cercano di comportarsi in maniera non normale, e lo fanno per distinguersi in qualche misura rispetto al gruppo di cui fanno comunque parte; per limitare, attraverso un moderato individualismo, l’effetto uniformante della normalità. Neanche un anticonformista può però permettersi di violare troppe regole, l’eccesso porterebbe infatti al suo graduale isolamento fino al totale allontanamento.

La normalità dei membri è importante anche per il gruppo stesso, perché ne determina la sua stabilità. Più normali e omogenei sono i componenti di un gruppo, più questo sarà stabile, e la stabilità, come ben sapete, è rassicurante per tutti.

Perché questo discorso sulla normalità?

Tu non sei normale!Perché molti di noi hanno litigato almeno una volta con i criteri della normalità. Almeno una volta si sono sentiti dire “tu non sei normale”. A questo abbiamo spesso associato un senso di colpa o di inadeguatezza: “cos’ho che non va? Perché non sono come tutti gli altri?”

Siamo stati educati a pensare che la normalità sia un bene assoluto, al punto che di fronte a un nostro pensiero “non normale”, pensiamo di aver sbagliato in qualcosa, addirittura di essere noi stessi sbagliati.

Invece nutrire dubbi, fare domande scomode e concepire pensieri anormali non sono sintomi di inadeguatezza, ma di conflitto – conflitto con il gruppo di cui, magari senza volerlo o saperlo, abbiamo accettato le regole di normalità – e poiché, come abbiamo visto, non esiste una normalità assoluta, di fronte a un malessere interiore, non dovremmo chiederci solamente se c’è qualcosa di sbagliato in noi, ma se per caso non ci sia qualcosa di sbagliato nella normalità che abbiamo accettato come riferimento. In altre parole, siamo noi ad andare contromano, o sono tutti gli altri? La risposta non è così scontata.

Invece critichiamo la normalità solo raramente. “Tutti gli altri sono o fanno così” ci diciamo, come se questo fosse un motivo sempre valido per fare altrettanto, dimenticando però che la storia non è mai stata fatta da chi ha seguito la folla lungo le strade normali. I cambiamenti sono sempre conseguenza di un ideale non comune, di un pensiero innovativo, di una persona folle che un giorno ha pensato di cambiare il mondo e – guarda un po’ – ci è pure riuscito. Non c’è cambiamento senza ribellione allo status quo, non c’è progresso senza una critica alla normalità.

Io la mia posizione l’ho trovata tanto tempo fa. Rispetto a una società che reputo profondamente ingiusta, essere anormale è un dovere morale. Preferisco essere strano tra i normali, o normale tra gli strani, che crogiolarmi nel senso di appartenenza ad un mondo che ritengo sbagliato.

E quando mi diranno ancora: “tu non sei normale”, io risponderò: “In un mondo di idioti essere normali non è un pregio”.

Articolo di Francesco Grandis

Fonte: http://www.wanderingwil.com/

Libri e varie...

Primo, non Curare chi è Normale

Contro l'invenzione delle malattie - La ribellione di uno Psichiatra contro l'eccesso di diagnosi, il DMS-5, Big Pharma e la medicalizzazione della normalità

di Allen Frances

PRIMO, NON CURARE CHI è NORMALE  - LIBRO
Contro l'invenzione delle malattie - La ribellione di uno Psichiatra contro l'eccesso di diagnosi, il DMS-5, Big Pharma e la medicalizzazione della normalità
di Allen Frances

Considerato dagli psichiatri di tutto il mondo il testo imprescindibile di riferimento, il DSM (Diagnostic and Statistical Manual), pubblicato dalla American Psychiatric Association e tradotto in decine di lingue, è la fonte primaria che definisce il limite tra ciò che è normale e ciò che è patologico in relazione alla psiche.
 Passato attraverso quattro edizioni, il manuale è giunto ora alla quinta stesura, il DSM-5, ma questa volta la pubblicazione ha scatenato feroci e allarmanti polemiche.
 A capo dei critici più agguerriti si trova Alien Frances, l'autore di questo libro, scienziato autorevole e psichiatra tra i più apprezzati, che sa bene di cosa parla, dal momento che proprio lui aveva diretto la redazione del precedente DSM-IV. Secondo la sua analisi, precisa e convincente, la nuova edizione del manuale diagnostico rischia di fare più male che bene.
 L'impostazione del volume allarga infatti a tal punto lo spettro delle patologie psichiche da lasciare ben poco spazio alla "normalità", che quasi scompare.
 Siamo tutti malati: un regalo alle industrie degli psicofarmaci e una resa di fronte alla crescente medicalizzazione della società, divenuta sempre meno capace di gestire serenamente fenomeni comuni, che sono sempre esistiti, come il lutto, l'invecchiamento o la naturale vivacità dei giovani. Si moltiplicano invece le diagnosi di patologie per ogni comportamento, perdendo in questo modo la visione pluralista dell'universo psichico......

Il Nuovo Conformismo

Troppa psicologia nella vita quotidiana

di Frank Furedi

IL NUOVO CONFORMISMO  - LIBRO
Troppa psicologia nella vita quotidiana
di Frank Furedi

Bambini di nove o dieci anni affermano di sentirsi "stressati" e spesso viene loro diagnosticato uno stato di depressione o di trauma.
 Delusioni quotidiane - un rifiuto, un insuccesso, il sentirsi ignorati - vengono visti come una minaccia all'autostima.
 Sempre più si incoraggiano le persone a vedersi come impotenti e insicure e a esternare la propria fragilità interiore.
 Esempi estremi li vediamo sullo schermo televisivo negli innumerevoli reality e talk show o nelle esibizioni da parte di uomini politici della propria umana debolezza. Questo nuovo conformismo emotivo è per Furedi una forma di gestione sociale, un governo delle anime più sottile e pervasivo di quanto le religioni e le ideologie del passato siano mai riuscite a fare....

Discorso sull'Infinito

di Igor Sibaldi

DISCORSO SULL'INFINITO  - LIBRO
di Igor Sibaldi

La trascrizione di una delle più interessanti conferenze di Igor Sibaldi, finalmente disponibile in cartaceo, per coloro che non potevano essere a Roma ad ascoltare il "Discorso sull'Infinito". 
E anche per coloro che vogliono risentire quelle parole dentro di sé
 Adattarsi alla vita significa morire ogni giorno: adattarsi all'Italia vuol dire potenziare soltanto l'emisfero sinistro del cervello, ossia adeguarsi al conformismo brutale e disperato che dirige le energie dei cittadini fuori di sé, verso un gruppo ristretto di personaggi disinteressati al bene comune. Cosa fare? Il tema più utile e rivoluzionario della nostra cultura, spiega Sibaldi, sarà a breve l'infinito.
 In questo eclettico pamphlet l'autore, novello Virgilio, conduce i ricercatori del presente nel ricchissimo mondo del futuro, in quella dimensione esperibile tramite le facoltà dell'emisfero destro fatta di scoperte, slanci e abbondanza.
 Tra Il Conte di Montecristo e l'Albero della Vita, da Shakespeare al crollo della mente bicamerale, Sibaldi mostra – con un'invettiva sfrontata ed elegante – la strada che collega una vita ordinaria e modesta a un'esistenza infinita e esaltante.
 Il volume è arricchito da 12 illustrazioni di Michela Filippini.
 Cos'è questo? E perchè lo è?
 Chiederselo senza credere di sapere già le risposte:
basterebbe a restare vivi, dentro
 Anteprima del Libro Abitiamo in un Paese decisamente sinistro, neurologicamente parlando; in un Paese molto "finito"; molto "credente" in tante cose (nella bontà di un papa, nella pubblicità, nella politica, nella malevolenza della magistratura, nella promessa che tra un po' le cose andranno meglio) ma privo di fiducia nei singoli individui che vi abitano. Adattarsi a questo Paese, potenziando il più possibile l'emisfero sinistro, è oggi tanto faticoso quanto umiliante.
 Adattarsi a cosa, propriamente?
 A una morale falsa.
 Purtroppo la morale italiana è molto falsa e molto forte al tempo stesso: ovvero, il peggior tipo di morale che ci si possa figurare – un conformismo brutale e disperato, come non se ne ricordava l'uguale dai tempi del basso impero romano.
 Adattarsi a un'economia il cui unico scopo non è certamente quello di far arricchire i cittadini (scordatevelo, per qualche decennio), bensì di deviare le loro risorse verso un gruppo ristretto di persone che le adoperano e le adopereranno male.
 Adattarsi a una cultura silenziosa, acquiescente, debole e ben decisa a rimanerlo, intimorita dal nuovo, ovunque asservita a qualche gruppo di potere, oppure costernata dinanzi alla propria inutilità e alla sempre più evidente incapacità della gente di intenderla.
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 A tanti capita di pensare che sia dannoso parlare in termini esclusivamente umani (psicologici, neurologici) di argomenti che secondo le religioni sarebbero invece divini. Qualcuno reagisce con indignazione – sia tra le persone religiose, sia tra i cosiddetti atei.
 Ed è facile intuire perché: quella che in Occidente si chiama "fede" è infatti un'obbedienza, un adeguamento – cioè un'espressione dell'emisfero sinistro.
 Non per nulla la maggioranza dei "credenti" conoscono poco o nulla delle loro Sacre Scritture; e credono che nei Vangeli e nella Bibbia si trovino scritte cose di cui invece in quei libri non c'è traccia. Lo credono soltanto perché così è stato detto loro da persone autorevoli; e, sorprendentemente, se leggono qualche riga dei Vangeli o della Bibbia, si obbligano automaticamente ad avere l'impressione che quelle righe confermino la loro "fede": che cioè ci sia scritto ciò che tanti dicono che ci sia scritto...
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 Il termine "finito" indica tutto ciò che è in qualche modo scisso, separato da un intero di cui fa parte; "infinito" si applica a ciò che non è separato da tutto il resto.
 Nella nostra psiche, noi siamo in una dimensione "finita" ogni volta che – a voler proprio parlare con un neurologo – utilizziamo soltanto le facoltà dell'emisfero sinistro, e siamo "infiniti" quando estendiamo la nostra attività cosciente anche all'emisfero destro: allora ognuno di noi, nel suo nutshell, nel suo guscio di noce, comincia a diventare re di uno "spazio infinito".
 "Certo, di uno spazio infinito interiore!" potrebbe obiettare un timoroso.
 "Fuori, nella vita concreta, per un re simile non cambierebbe un bel nulla. 
D'altronde si sa che dopotutto la filosofia lascia sempre le cose come stanno."
 Quest'affermazione sull'inefficacia della filosofia risale al filosofo austriaco Ludwig Wittgenstein, ma su questo punto l'impulsivo Wittgenstein aveva preso un granchio.
 Può darsi che le teorie filosofiche lascino tutto come sta, per alcuni anni dopo la loro formulazione, in particolar modo tra coloro che non vogliono sentir parlare di filosofia; ma i principali cambiamenti prodottisi nella storia dell'umanità sono stati annunciati e largamente determinati – a volte con l'anticipo di qualche decennio, a volte di meno – proprio dalle opere di filosofi; si pensi ad Aristotele, a Gesù, a Paolo di Tarso, a Marx e via dicendo.
 Nel caso nostro, poi, non si tratta neppure di filosofia, ma di ordinaria percezione del reale: cambiare questa percezione è possibile, certo, solo in interiore homine, ma le conseguenze di tale cambiamento si estendono immediatamente a tutto l'universo circostante.
 Sta a noi, poi, se valutarle come un modo di sentirci outsider rispetto al mondo comprensibile, oppure re di uno spazio infinito....

Sei Unico!

Vivi la vita che vale la pena di essere vissuta

di Mari Ruti

SEI UNICO! - LIBRO
Vivi la vita che vale la pena di essere vissuta
di Mari Ruti

Un saggio molto particolare, dove in termini semplici viene spiegato perché ricordarci che siamo unici è l'unico modo per vivere appieno la nostra vita.
 Un'idea che va davvero in senso contrario rispetto al pensiero dilagante che ritiene che un pensiero positivo sempre e comunque sia la chiave per migliorare la nostra vita.
 Essere tristi o vivere una vita "tormentata" a volte è l'unico modo per vivere una vita che sia davvero nostra, senza l'ossessione di dover seguire ciò che fanno tutti quanti.
 Il testo spiega che la ricerca forzata di un significato nella vita, o i tentativi più o meno pragmatici di 'normalizzare' gli esseri umani e ricondurli a modelli precostituiti, non sono possibili e neppure realistici e che ciò che conta non è la nostra abilità di evadere dalle situazioni dolorose con soluzioni tampone che anestetizzano le nostre incertezze, ma il coraggio di scontrarsi con le avversità.
 Mari Ruti sostiene anche che stiamo perdendo la capacità di affrontare le complessità, le ambiguità, il disorientamento, le delusioni o la malinconia e quindi tendiamo a escludere un insieme di sentimenti che fanno parte della vita e non si possono cancellare.
 Ascoltare la voce della nostra personalità significa essere consapevoli della nostra inimitabilità e unicità....

Tu sei Unico e Irripetibile

Scopri e libera le tue risorse interiori

di Serenella Ballore

TU SEI UNICO E IRRIPETIBILE
Scopri e libera le tue risorse interiori
di Serenella Ballore

Caro essere umano,
 questo libro è dedicato a te che sei UNICO e irripetibile, che hai un compito UNICO e irripetibile e nel profondo del tuo cuore sai di essere un co-creatore di un "mondo migliore"
 Queste poche ma dense pagine offrono un percorso che ognuno può affrontare a suo modo e nei suoi tempi, utile a divenire abili a orientarsi in questo meraviglioso viaggio della vita.
 Il mio desiderio è solo quello di farti venire la voglia di conoscere te stesso e amarti fino al punto di riconoscerti nella tua essenza di Luce, per cominciare cos'i a creare la tua meritata realta di Amore e Prosperità.
 "La vita è una continua scelta fra il buio e la luce".
 TU che cosa SCEGLI?
 Buon viaggio
 SERENELLA
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Tu Sei Unico e Insostituibile

di Francesco Campione

TU SEI UNICO E INSOSTITUIBILE - LIBRO
di Francesco Campione

Francesco Campione mostra ai lettori come tutti noi siamo unici e abbiamo un dono che soltanto noi possediamo.
 Chi è unic* non può essere misurato, classificato, categorizzato ed etichettato e quindi posseduto, usato e …sostituito. E anche tu sei unic* e insostituibile, ma non per ciò che sei, chi sei o come sei, bensì perché lo sei solo tu e solo tu lo puoi esprimere.
 Tu sei unic* e insostituibile perché non sei solo materia finita, ma perché porti in te l'idea dell'infinito ed esprimi agli altri il desiderio dell'impossibile.
 Perché essere unici - e insostituibili - è meglio di essere normali - e sostituibili!...
TU SEI UNICO E INSOSTITUIBILE - LIBRO
di Francesco Campione

Francesco Campione mostra ai lettori come tutti noi siamo unici e abbiamo un dono che soltanto noi possediamo.
 Chi è unic* non può essere misurato, classificato, categorizzato ed etichettato e quindi posseduto, usato e …sostituito. E anche tu sei unic* e insostituibile, ma non per ciò che sei, chi sei o come sei, bensì perché lo sei solo tu e solo tu lo puoi esprimere.
 Tu sei unic* e insostituibile perché non sei solo materia finita, ma perché porti in te l'idea dell'infinito ed esprimi agli altri il desiderio dell'impossibile.
 Perché essere unici - e insostituibili - è meglio di essere normali - e sostituibili!...

Tu Sei Unico e Insostituibile

di Francesco Campione

Francesco Campione mostra ai lettori come tutti noi siamo unici e abbiamo un dono che soltanto noi possediamo.

Chi è unic* non può essere misurato, classificato, categorizzato ed etichettato e quindi posseduto, usato e …sostituito. E anche tu sei unic* e insostituibile, ma non per ciò che sei, chi sei o come sei, bensì perché lo sei solo tu e solo tu lo puoi esprimere.

Tu sei unic* e insostituibile perché non sei solo materia finita, ma perché porti in te l'idea dell'infinito ed esprimi agli altri il desiderio dell'impossibile.

Perché essere unici - e insostituibili - è meglio di essere normali - e sostituibili!

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