Rovine

di Weltanschauung Italia
Chi non appartiene a nessun ordine simbolico, chi non si riconosce in nessuna tradizione, non ha gli strumenti per percepire l’altro come qualcuno che merita rispetto.
Fino a un po’ di anni fa, se un adulto ti fermava per strada e ti diceva che stavi sbagliando, abbassavi gli occhi, magari borbottavi qualcosa, e andavi avanti con una lezione in tasca. Riconoscevi in quell’uomo esperienza, appartenenza a un ordine delle cose che anche tu, un giorno, avresti abitato.
Oggi lo stesso adulto che prova a dire qualcosa rischia di ricevere un pugno, un coltello, la morte.
Gli episodi di cronaca hanno quasi sempre un denominatore comune che i media citano in fretta o omettono del tutto:…

Vai all’articolo

La Casta Non Solidarizza con le Vittime Popolari

di Ala.de.granha
Se non hai un ruolo ufficiale non conti nulla, non hai diritto alla difesa e neppure ad un briciolo di solidarietà.
L’inquilino del Quirinale scende in campo – quasi, un po’ meno – a difesa del personale sanitario a rischio di aggressione. Giusto, perché mai qualcuno dovrebbe permettersi di aggredire chi sta lavorando per curare persone malate? E nei mesi scorsi era stata Giorgia Meloni a protestare per le forze dell’ordine vittime di violenza. Giusto anche questo.
Ma chi scende in campo, tra coloro che fanno parte della casta politica, per difendere le vecchiette derubate in metropolitana?…

Vai all’articolo

Rivolta Etnica a Milano. Partita in Italia l’Anarco-Tirannia delle “No-Go Zone”?

di Roberto Dal Bosco
A Milano è scoppiata una rivolta etnica, ma praticamente nessuno la vuole chiamare così. Né iniziare a pensare che il punto di non ritorno delle banlieue francesi è finalmene arrivato – e con esso, le “no-go zone” di immigrati all’interno delle nostre città.
Si tratta di un dato di rilevanza storica non solo per la “capitale morale”, ma per l’Italia tutta. Milano, si dice, anticipa ciò che succede nel resto del Paese: era l’idea dei socialisti craxiani, gruppone di intelligenze che riuscì ad espugnare Roma, per poi essere sterminato da un’operazione giudiziaria che veniva – si mormora, a bassissima voce, ancora – da un tentacolo atlantico.
E quindi: ecco che “Corvetto”, quartiere non così periferico (vi arriva la Metro a poche fermate dal Duomo, vi erano fino a qualche anno fa begli appartamenti per professionisti e famiglie) compaiono roghi e barricate, fuochi d’artificio sparati contro la polizia, autobus dell’ATM vandalizzati.
In verità, la stampa non lo può dire, almeno non nei titoli – per il solito effetto della Carta di Roma, il testo deontologico imposto ai giornalisti che prevede limiti di cronaca riguardo alle cose degli immigrati), nei primi articoli usciti bisognava leggere fra le righe: la protesta è praticamente composta da ragazzi nordafricani di secondo o financo terza generazione…

Vai all’articolo