“Men in black” (M.I.B.): chi sono gli “Uomini in Nero”?

Alcuni ricercatori sono convinti che gli “Uomini in Nero” siano extraterrestri, che interverrebbero per proibire la denuncia di fatti orribili, perpetrati in combutta col Governo.
Essi rapirebbero individui per esperimenti sulla razza umana di inaudita ferocia. Roberto Pinotti (noto ufologo), sul n. 211 del “Giornale dei Misteri”, riporta la teoria di John Lear, che ha effettuato delle missioni per conto della CIA e che, tra l’altro, è figlio di William P. Lear, ex candidato al Senato per lo Stato del Nevada. Spiega Pinotti che, secondo la teoria di John Lear, gli extraterrestri effettuerebbero, sui soggetti rapiti, tutta una serie di esperimenti:
– II controllo biologico del soggetto rapito, tramite l’inserimento di un dispositivo di 3 millimetri attraverso la cavità nasale nel cervello…
– Imprimere suggestioni post-ipnotiche per realizzare una specifica, forse anche eccessiva attività, per un periodo di tempo che va dai 2 ai 15 anni seguenti. Le migliori menti scientifiche non sono state in grado di determinare la natura di tale attività.
– Uccidere alcuni soggetti per utilizzare i corpi come fonte di materiale biologico, specificatamente cibo.
– Uccidere alcuni individui che, per i “Grigi” (razza aliena molto avanzata denominata EBE cioè Entità Biologiche Extraterrestri e detti Grigi per il colore della loro pelle) rappresentano una minaccia al proseguimento della loro attività.
– Effettuare esperimenti di ingegneria genetica.
– Fecondare femmine umane ed abbreviarne la gravidanza per assicurarsi le creature nate dall’incrocio delle 2 razze…

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I “Rettiliani” di Porto Badisco

di Alfredo Lissoni
Nel gennaio 2006 moriva all’età di 68 anni Isidoro Mattioli, uno dei protagonisti di un misterioso caso UFO verificatosi in Puglia, nei pressi di Porto Badisco, nel salento.
Mattioli, un appassionato speleologo leccese, visse un’incredibile avventura negli anni Settanta, allorché stava esplorando alcuni cunicoli nei pressi della “Grotta dei Cervi”; là ebbe modo di udire uno strano rumore di sassi che rotolavano ed un misterioso suono di tamburi provenire dagli impenetrabili cunicoli. Spaventato, l’uomo decise di abbandonare l’escursione ma, nell’estate del 1985, si decise infine ad organizzare un’altra spedizione. I fenomeni, neanche a dirlo, si ripeterono: l’uomo, oltre ad udire nuovamente quegli strani rumori ed il tam-tam dei tamburi, ebbe anche modo di intravedere una figura umanoide di circa 80 cm di altezza con due luci rosse, che sembravano degli occhi infuocati…

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Stonehenge serviva per comunicare con l’Aldilà

Uno dei misteri più interessanti per gli appassionati di archeologia aliena è sicuramente quello di Stonehenge, che appassiona da tempo esperti e amanti di ufologia misto a paranormale.
Fra ricostruzioni 3D, suoni vecchi di tremila anni e vibrazioni che permetterebbero di comunicare con i defunti, ecco cosa è emerso da uno studio condotto dal Dottor Rupert Till, della University of Huddersfield.
Un’acustica fuori dal comune
Come riporta la BBC News, Stonehenge, una costruzione eretta 3000 anni fa, avrebbe un’acustica davvero fuori dal comune. Il dottor Till avrebbe ha affermato, dopo una serie di esperimenti, che le pietre potrebbero essere state erette allo scopo di diffondere meglio i suoni…

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