Un Cuore “Bruciato”, Due Vite Spezzate dalla Predazione degli Organi

di Alfredo De Matteo
La vicenda del piccolo Domenico, il bambino napoletano di due anni e mezzo morto dopo il trapianto di cuore effettuato all’ospedale Monaldi di Napoli, è stata raccontata dai media come una tragica fatalità: un errore umano, un organo conservato male, un’indagine giudiziaria per accertare le responsabilità.
Si parla di ghiaccio secco, di procedure, di protocolli violati, di sei indagati e di una commissione ministeriale. Il racconto pubblico si ferma qui. Ma la storia, se analizzata fino in fondo, pone un quesito fondamentale: che cosa rende possibile un trapianto?
Il cuore che doveva salvare Domenico batteva prima di essere espiantato. Non proveniva da un cadavere nel senso comune del termine, ma da un corpo mantenuto in circolazione, caldo, perfuso, capace di preservare organi perfettamente funzionanti. È qui che entra in gioco il criterio della “morte cerebrale”…

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Dott. Byrne: la Morte Cerebrale Non Esiste

Il dott. Byrne è un medico americano, nonché professore universitario, che da decenni insiste sul fatto che la morte cerebrale non esista. “È una menzogna dall’inizio”. Ed il trapianto di organi è il vero motivo per cui “esiste”.
Quella che segue è una delle traduzioni più inquietanti che abbia mai fatto ed è solo un estratto pubblicato da una fonte, che cito a fine articolo e che merita una coraggiosa completa lettura… Resta il pensiero che, da tempo immemore, siamo dominati da un culto di morte.
Il Dott. Paul A. Byrne è un neonatologo e pediatra americano, certificato dall’Ordine. È il fondatore dell’unità di terapia intensiva neonatale del SSM Cardinal Glennon Children’s Medical Center di St. Louis, MO (Missouri-USA). È professore clinico di pediatria presso l’Università di Toledo, College of Medicine. È membro dell’American Academy of Pediatrics e della Fellowship of Catholic Scholars. Il dott. Byrne è ex presidente dell’Associazione Medica Cattolica (USA), già professore clinico di pediatria presso la St. Louis University di St. Louis, MO, e la Creighton University di Omaha, NE. È autore e produttore del film “Continuum of Life” e anche autore dei libri “Life, Life Support and Death”, “Beyond Brain Death” e “Is ‘Brain Death’ True Death?”

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Obbligati a donare organi… anche da vivi!

di Tommaso Scandroglio
L’Inghilterra modifica la legge sui trapianti: il maggiorenne che non rifiuta di essere donatore lo diventa, suo malgrado. Ma la stessa linea guida c’è anche in Italia. Col silenzio assenso c’è l’elevatissimo rischio di consegnare allo Stato persone vive, ma il cui stato di salute è così compromesso che si preferisce ucciderle per salvare altre persone che, dal punto di vista della qualità della vita, valgono di più.
“Chi tace acconsente”. In buona sintesi, questo è il principio della neo legge inglese del 20 maggio scorso, che ha modificato la disciplina normativa sul trapianto di organi. E dunque il maggiorenne che espressamente non rifiuta di essere donatore, lo diventa, magari suo malgrado. I parenti non potranno opporsi. In tal modo tutti coloro che formalmente non hanno dichiarato che non vogliono essere donatori di organi, diventano potenziali magazzini di organi per il trapianto…

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