Il Test Covid è forse un Sistema di somministrazione?

È stato fatto un esperimento/test su un pezzo di carne rossa, con cui si dimostra che un normale cotton fioc non lascia nulla sulla superficie della carne, raccogliendo solo materiale organico, mentre il bastocino utilizzato nei test Covid (tampone), lascia centinaia di punte di nylon quando incontra i tessuti molli orofaringei.
Un “nano worm” è inoltre rilevabile tra le fibre del bastoncino stesso e si muove quando riscaldato, proprio come già rilevato in molte mascherine. Sulla confezione del test è infatti (guarda caso… ) consigliato di riscaldarlo prima dell’uso. Si tratta forse di un altro sistema di somministrazione medica proprio come una siringa? E per la consegna di cosa? Sicuramente… di fibre sintetiche e nanospazzatura.
Anche la dottoressa Antonietta Gatti, ha analizzato i test anti-covid al microscopio portando i risultati delle sue ricerche alla Camera dei deputati…

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Le sconvolgenti Dichiarazioni di un’Infermiera di un reparto di Terapia intensiva Covid

di Marcello Pamio
Ho avuto la possibilità di conoscere e intervistare Maria Maddalena, un’infermiera che lavora in un reparto di Terapia intensiva Covid. Il nome ovviamente è inventato per mantenere la privacy, ma le cose che afferma sono importanti e decisamente inquietanti.
D) Grazie Maria per aver accettato l’intervista, soprattutto perché sta rischiando molto. Cosa vuol dire personalmente e professionalmente lavorare in un reparto covid?
R) Dal punto di vista infermieristico lavorare in un reparto Covid significa prendersi cura in toto di una persona gravemente ammalata e dalle funzioni vitali compromesse, quindi cura dell’igiene, della postura e della sicurezza della persona, prevenzione delle lesioni da pressione, posizionamento e gestione presidi quali sondini nasogastrici, cateteri vescicali, sonde rettali, cateteri venosi periferici, collaborazione con il medico nell’esecuzione di esami strumentali anche invasivi, esecuzione prelievi per esami ematochimici, monitoraggio continuo parametri vitali, manovre rianimatorie, comunicazione e conforto al paziente quando questi è cosciente, sostegno nelle sue funzioni vitali giornaliere quali alimentazione ed eliminazione, agevolando i suoi contatti con i familiari…

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Tampone: pratica invasiva e pericolosa

di Marcello Pamio
Il Tampone nasofaringeo è un atto di violenza estrema, un atto invasivo contro natura, un test non validato che non ha nessun significato clinico, nè tanto meno diagnostico.
Sta girando da un po’ di tempo un post secondo il quale il tampone naso-faringeo per il Sars Cov-2 è in grado di perforare la BEE, la Barriera emato-encefalica. Diciamo fin da subito che si tratta di una sciocchezza perché non è possibile arrivare fino alla BEE: con il bastoncino si può arrivare fino alla parte superiore delle vie respiratorie.
Andando in profondità si può danneggiare la lamina cribrosa dell’etmoide: un osso particolare e forellato dove ci sono dei vasi molto importanti. Questo osso funge da “stufa” per l’aria che entra, che deve essere riscaldata anche grazie alle vie nasali superiori con i peli. Quindi, quello che possono danneggiare è la lamina cribrosa, ma non si può arrivare a sfondare la BEE che si trova molto più in alto…

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