L’invidia tedesca per la ricchezza privata degli italiani

di Gerardo Lisco
Il piano avanzato dal capo economista della Deutsche Bundesbank, Wendorff, pubblicato dal Frankfurter Allgemeine Zeitung e ripreso dal Sole24Ore, di ridurre il debito pubblico italiano attraverso l’acquisto forzoso, da parte degli italiani, di titoli del debito pubblico, pari al 20% del patrimonio netto di ciascun italiano, ha animato il dibattito.
Non si tratterebbe di un prelievo fiscale, ma di un investimento forzato per il quale lo Stato riconoscerebbe agli acquirenti un rendimento. La Budesbank per bocca del suo Presidente, Weidmann, ha sempre alzato il dito contro la ricchezza privata degli italiani, superiore al PIL prodotto, invitando i Governi italiani a rivalersi su di essa per abbattere il debito pubblico.
Le famiglie italiane, secondo i dati riportati da uno studio della stessa Bundsbank, hanno un patrimonio medio pari a tre volte una famiglia tedesca. Si parla di valore medio, il che non significa che siamo in presenza di una equa distribuzione della ricchezza. In ogni modo, il suggerimento della Germania…

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Di rigore si muore. Lo sanno… e quindi insistono!

“Pura idozia? No, peggio: è sadismo. Sanno benissimo che i tagli sono una catastrofe, ma insistono col rigore di bilancio: è il loro unico programma, il loro dogma”.
Lo ricorda la “bocconiana redenta” Ilaria Bifarini, autrice del saggio “Neoliberismo e manipolazione di massa”. “I danni dell’austerity sono noti allo stesso FMI” scrive su Twitter. “Il consolidamento del debito aumenta il livello di disoccupazione di lungo termine e il tasso di disuguaglianza. Eppure continuano a prescrivere la stessa letale ricetta. È come somministrare un farmaco letale a un paziente moribondo”, dichiara l’economista, intervistata da “Lospeciale”…

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