“Quella scatola è stregata e deve bruciare con me”

La “Scatola Dibbuk” è una misteriosa scatola appartenuta ad una donna sopravvissuta alla seconda guerra mondiale; una scatola “maledetta” che, di volta in volta, ha determinato grandi guai (sfortuna, situazioni spiacevoli e persino morte) ai suoi possessori.
Questa scatola ha cambiato proprietà passando per diversi proprietari, e ognuno di questi ha cercato di liberarsene in ogni modo, dopo aver sperimentato le influenze negative da essa emanate. Una scatola che sembra essere solamente un porta vino atipico, senza nulla di speciale, ma che, però, presenta al suo interno simboli ebraici particolari. Questa scatolarende il nome di Dibbuk.
Il dibbuk è un essere soprannaturale legato alla tradizione ebraica. Si tratta nello specifico dell’anima di un defunto macchiatosi di tali peccati quando era in vita, da non essere degno di accedere al regno dell’aldilà. Letteralmente dibbuk significa “attaccamento” e infatti una delle facoltà di questo spirito è quella di possedere il corpo di un essere umano, il quale può ridursi a semplice guscio per l’ospite ultraterreno…

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IL PERCORSO DI RINASCITA SPIRITUALE DI UN'ALLIEVA VICINA A MAMANI, CURANDERO ANDINO!
Hernàn Huarache Mamani, Curandero e grande divulgatore della cultura andina, ci ha lasciato importanti insegnamenti. Tra questi, il legame intenso con Pachamama (la madre Terra), la sacralità dell'elemento femminile, la donna come maestra dell'amore, la capacità di dirigere l'energia e la connessione con le proprie radici.
Lisa Corrao, l'allieva a lui più vicina, ripercorre in questo nuovo libro il proprio percorso di rinascita spirituale grazie agli insegnamenti del maestro.
È un percorso di iniziazione al seguito degli insegnamenti di Mamani.
È un invito, rivolto a tutti coloro che cercano la guarigione emotiva, mentale e spirituale, ad avvicinarsi al patrimonio di sapienza antica che costituisce la preziosa eredità ricevuta da Mamani... ›››

John Bramblitt, opere e citazioni

di Lilia Zito

Noi tutti, vedenti e non vedenti, ci differenziamo gli uni dagli altri non per i nostri sensi, ma nell’uso che ne facciamo, nell’immaginazione e nel coraggio con cui cerchiamo la conoscenza al di là dei sensi“. Helen Keller
John Bramblitt è un artista statunitense che vive a Denton, in Texas. I suoi dipinti, ormai noti in tutto il mondo, sono dei veri gioielli ed emanano un’intensa luminosità che accarezza il cuore. L’uso del colore, giocato nella sua massima intensità, irradia una potente energia che dona benessere a chi osserva i suoi dipinti. Un’arte rasserenante e solare. Un’arte, incredibile a dirsi, nata dalla cecità.
Prima di dedicarsi all’arte, John studia presso l’Università del North Texas a Denton, dove si laurea con il massimo dei…

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Universi paralleli, storie di persone spuntate dal nulla

silhouette

Esistono fenomeni e teorie che sfidano le nostre conoscenze attuali, che stimolano l’immaginazione e aprono a nuove possibilità. Sono argomenti a volte controversi, per i quali l’ultima parola rimane al lettore.
Nel 1850, in una piccola città vicino a Francoforte (Germania), uno strano personaggio chiamato Jophar Vorin fu trovato per strada in stato confusionale dalle autorità e interrogato. John Timbs scrisse di Vorin nel suo “Year-Book of Facts in Science and Art” del 1852, libro che da altre riviste di quel tempo fu elogiato per l’accuratezza dei fatti riportati. Timbs ha scritto: «È confermato, nei carteggi di Berlino, che alla fine del 1850, uno straniero fu preso in custodia in un piccolo villaggio del distretto di Lebas, vicino a Francoforte sull’Oder, dove si trovava a vagar, senza che nessuno abbia potuto capire da dove fosse arrivato»…

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Si sveglia dallo “stato vegetativo” dopo 12 anni e rivela: “Ero consapevole di tutto”

Martin Pistorius e sua moglie Joanna.

La storia che stiamo per raccontarvi ha dell’incredibile…
A Martin Pistorius, un bambino di appena 12 anni, gli venne diagnosticata una meningite criptococcica, un’infezione fungina delle membrane che avvolgono il cervello e il midollo spinale (le meningi), causata dal fungo Cryptococcus Neoformans. Le sue condizioni peggiorarono a vista d’occhio, fino a quando entrò in uno stato vegetativo. Perse le sue abilità motorie, la parola e non fu più in grado di svolgere le semplici funzioni quotidiane.

I medici avvisarono i parenti che portandolo a casa, con ogni probabilità, il…

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