TFR, l’Adesione Automatica che Sposta 75 Miliardi a Wall Street

Dal primo luglio la non scelta è la norma: il salario differito dei neoassunti finisce in fondi che cedono il voto in assemblea a gestori internazionali, con l’avallo del sindacato che dovrebbe tutelarli.
Dal 1° luglio 2026 l’adesione automatica alla previdenza complementare sostituisce il vecchio silenzio-assenso sul trattamento di fine rapporto: i lavoratori neoassunti nel settore privato hanno sessanta giorni, non più sei mesi, per rifiutare la destinazione del proprio TFR a un fondo pensione di categoria.
Chi non risponde entro la scadenza vede il proprio salario differito confluire automaticamente nel fondo negoziale previsto dal contratto collettivo, in un passaggio che la Legge di Bilancio 2026 rende irreversibile: passati i sessanta giorni, chi non ha scelto non può più tornare indietro, mentre chi aveva scelto di restare in azienda può sempre cambiare idea e aderire in un secondo momento. Il meccanismo, semplicemente, vale in una sola direzione…

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Contratti collettivi scaduti: un brutto Colpo per 14 milioni di Lavoratori

di Salvatore Recupero
Mai come in questi mesi la percentuale dei contratti collettivi scaduti è stata così elevata. Un fenomeno che, secondo i sindacati, nei primi otto mesi dell’anno ha coinvolto quasi l’80% dei lavoratori dipendenti.
L’esecutivo deve intervenire, dato che le parti sociali da sole non hanno saputo trovare la quadra. Partiamo dalle cifre. Secondo l’undicesimo Report periodico dei contratti collettivi del Cnel “il 61,6% dei contratti collettivi nazionali di lavoro risulta scaduto alla data del 30 giugno 2020. Gli accordi in attesa di rinnovo sono 576 su 935″. Le cifre si avvicinano a quelle denunciate dai sindacati se consideriamo che “in attesa del rinnovo contrattuale ci sono oltre 10 milioni di lavoratori privati (il 79,2%) che salgono a più di 13 milioni se si aggiungono i circa 3,2 milioni di dipendenti pubblici. I settori interessati riguardano l’agricoltura, il florovivaismo e fioricoltura, i chimici, i metalmeccanici (l’unico di cui è in corso la trattativa), il tessile e la moda, commercio e agenti di commercio, i lavoratori dello spettacolo, la Rai, trasporto e logistica, i marittimi, i bancari, quelli della sanità” . I salari si ritrovano stretti tra l’incudine della cassa integrazione e il martello del mancato rinnovo dei contratti collettivi nazionali…

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