È giunta l’era del lavoratore povero, scemo e che non si ribella

Lavoratori poveri

di Valerio Lo Monaco
L’uomo è un animale adattabile: si adatta anche alle cose che dovrebbe ripudiare. Ci adattiamo a mangiare cibo spazzatura, a respirare veleni, a stare in coda un’ora al mattino in tangenziale per andare al lavoro e un’altra ora la sera per tornare a casa.
Ma gli adattamenti più subdoli sono quelli che riguardano stili di vita che inducono cambiamenti antropologici. Uno di questi riguarda una nuova figura sociale della nostra contemporaneità. Una figura sociale sconosciuta nella storia precedente: è la figura sociale del “lavoratore povero”.
Cioè di colui che, pur lavorando, si trova in uno stato di povertà. Pur lavorando e percependo uno “stipendio” – diciamo così – riesce a malapena a far fronte alle sue necessità di base…

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Il lavoro come mezzo di controllo sociale

Il Lavoro come mezzo di controllo sociale

di Mirco Mariucci 
In un mondo dominato dalle merci dove per sopravvivere si è costretti a procurarsi il denaro, il meccanismo di asservimento dei lavoratori si basa su di un semplice ricatto: o vendi la tua forza lavoro al capitale, oppure rischi di morire di fame.
La maggior parte degli individui non è libera di scegliere il lavoro che più gli piace e così, non avendo capitale a sufficienza per avviare l’attività che ha sempre sognato, è costretta a sottomettersi. Un normale contratto di lavoro consiste nella cessione di 8-10 ore al giorno della propria unica esistenza, che vengono messe a completa disposizione delle esigenze di profitto di altri esseri umani…

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Risveglio di Coscienze

Ragazzi che saltano

di Pierluigi e Melissa
Siamo Melissa e Pierluigi, 2 italiani che hanno scambiato una vita ordinaria con la libertà di un’alternativa nomade. In sella alle nostre bici giriamo per il mondo alla ricerca di conoscenza e libertà, riappropriandoci del nostro diritto alla vita.
Negli ultimi tempi ci siamo resi conto che l’essere umano sta attraversando un periodo di grandi cambiamenti, l’evoluzione non è mai stata così rapida e spesso ci invita ad un nuovo cammino, che ci sembra così lontano dal binario percorso sino ad oggi, da farci dubitare che sia davvero il nostro nuovo destino.
Sempre più gente si rende conto che la tanto ambita laurea, il posto in banca o nell’azienda X, non hanno nulla a che vedere con la propria vita, con il proprio talento e con la propria missione…

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Italia: costretto a urinarsi addosso per paura di perdere il lavoro

Restrooms

di Daniele Reale
Credevo di averle sentite tutte ormai, tra donne incinte licenziate, commessi costretti a lavorare 6 giorni su 7, chi si suicida a causa del troppo lavoro, chi perché non lo trova, e poi i braccianti che raccolgono pomodori a 2 euro l’ora… ma poi ho letto la notizia dell’anno: “Costretto a urinarsi addosso”.
Succede alla Sevel, stabilimento del gruppo FCA, ex Fiat di Atessa, dove un operaio dopo ripetute richieste di urgenza per recarsi in bagno, al quale è stata negata la richiesta, alla fine se l’è fatta addosso…

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L’urlo del criceto

Schiavitù da lavoro

Uno studio condotto dall’associazione dei consumatori Adoc, afferma che un italiano spende ogni giorno in media 39,40 euro e ne guadagna 47.

Questo corrisponde a un risparmio mensile di poco più di 200 euro, oppure, vedendola dal lato opposto, significa che l’84% dei propri guadagni se ne va per fronteggiare le esigenze di tutti i giorni.

Se questo studio è realistico, vuol dire che l’italiano medio guadagna in un mese esattamente quanto basta per vivere quel mese. Gli avanzano 200 euro per gestire gli imprevisti. Vuol dire anche che l’italiano medio non si può…

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A cosa servono le tasse?

Tassazione

Esiste un intreccio inestricabile di tre voci che, come tre serpenti malvagi, strozzano e soffocano la nostra vita, costringendoci a lavorare con l’ansia e l’angoscia di non riuscire ad arrivare a fine mese: Tasse, Interessi, Inflazione.
Come si sa la creazione di moneta crea inflazione, tassa sui redditi fissi e più bassi. Inoltre il fatto che questa creazione sia delegata ad organismi privati, indebita i governi che sono costretti a tassare i contribuenti, molto di più di quello che farebbero se non esistesse il debito pubblico (e relativi interessi): due terzi della raccolta…

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“Non sono più schiavo del lavoro”: la storia di Francesco e del suo cambiamento

Secchio pieno di fiori

Francesco Narmenni ha quasi quarant’anni e vive in un piccolo paesino del nord Italia immerso tra le montagne.
Studi scientifici, una laurea in fisica, qualche lavoretto saltuario e quindici lunghi anni da impiegato in una grande azienda informatica operante nel settore sanitario, con uno stipendio da 1500 euro al mese e l’illustre contratto a tempo indeterminato.
Una vita “normale”, con un lavoro “normale” e una routine “normale”. Fino a qualche anno fa, quando, grazie a un momento di illuminazione (o di pazzia), ha deciso di cambiare vita e di dedicare tutte le sue energie per fare in modo di smettere di lavorare, per vivere una vita libera, per coltivare le sue passioni e scegliere ogni giorno come impiegare il proprio tempo.

Quando hai deciso di cambiare…

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