La Storia del Venezuela Insegna che i Contratti si Devono Rispettare

di Ruggiero Capone
L’uomo di strada si domanda cosa abbia spinto Donald Trump a prendere possesso del Venezuela, e con una dinamica che storicamente viene definita “guerra di conquista”.
Ci rimanda al passato e forse turba la gente comune il modo in cui s’è consumata la conquista. E l’Italia conosce bene le “guerre di conquista”, meglio sarebbe dire guerre per la sua conquista, che hanno reso la nostra penisola per più di mezzo secolo (dal 1494 al 1559) il centro di dispute per varie “relazioni internazionali”: l’Italia assurgeva in quel periodo ad elemento determinante in quel gioco politico-diplomatico che aveva come obiettivo l’egemonia sull’Europa. Diciamo anche che, da allora, non ci siamo mai levati del tutto di dosso il problema.
Forse per questo un po’ ci caliamo nei panni del Venezuela: Nazione che abbiamo italianizzato migrandoci, lavorando in quelle miniere e costruendo parte delle fortune di quel lembo di terra centramericano. Ma torniamo al problema principe, ovvero che necessita un pretesto per fare una guerra, per spodestare un governante o un regnante, come anche per invadere un territorio…

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Venezuela nel Mirino: la Narrazione che Assolve gli USA

di Fabrizio Verde
Quando l’escalation militare non si chiama più aggressione…
C’è una parola che improvvisamente è scomparsa dal lessico dei media occidentali: aggressione. Dal 2022 al 2024 la stampa e la diplomazia russofoba euro-atlantica hanno ripetuto quotidianamente lo schema binario Ucraina aggredita, Russia aggressore. Era la visione unica, assoluta, obbligata. Non c’erano sfumature, esisteva solo un mantra ripetuto ossessivamente: ci sono un aggressore e un aggredito.
E tuttavia, quando gli Stati Uniti dispiegano nel Mar dei Caraibi bombardieri B-1, portaerei nucleari, sottomarini d’attacco e flotte navali a pochi chilometri dalle acque territoriali venezuelane, e quando – secondo le stesse autorità statunitensi – conducono quasi venti attacchi contro piccole imbarcazioni uccidendo più di settanta civili, allora lo schema morale improvvisamente scompare. Non più aggressore e aggredito, ma un vago, rassicurante invito a “ridurre le tensioni”, come se Caracas e Washington fossero due attori simmetrici, due metà equivalenti di un conflitto costruito a tavolino, due soggetti entrambi responsabili…

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