Nuove Crepe nell’Edificio europeo

di Gerardo Coco
Con una sentenza inattesa esplosiva emanata il 5 maggio scorso, la Corte costituzionale federale tedesca con sede a Karlsruhe, ha inferto un duro colpo all’ordinamento giuridico dell’Ue e alla sua politica economica avviando un processo che, in teoria, potrebbe culminare nel disfacimento dell’Unione economica e monetaria europea.
La sentenza di ben 110 pagine stabilisce che, dopo un periodo transitorio di non più di tre mesi, la Bundesbank non potrà più partecipare al programma di acquisto del settore pubblico (il cosiddetto Quantitative easing), a meno che la Ue e la Banca centrale europea non dimostrino di aver esercitato solo poteri specificamente concessi dagli Stati membri e non Ultra vires, cioè al di là della propria capacità o autorità giuridica e quindi incostituzionali…

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Bce, Mario Draghi: stop al “Quantitative Easing” a dicembre 2018

Ora è ufficiale: Mario Draghi e la Bce hanno fissato la data in cui finirà il “Quantitative Easing”, il dicembre 2018.
L’EuroTower, dunque, annuncia la fine del piano di acquisto dei titoli che era stato attivato dalla Banca Centrale Europea nel 2015. E di fatto la Bce ha deciso di ridurre gli acquisti dei titoli, da ottobre e fino a dicembre, a 15 miliardi di euro. Poi gli acquisti verranno azzerati a partire da gennaio 2019. Una data cruciale, dunque, per i destini dell’Europa e dell’Italia, chiamata a stare in piedi pur senza l’aiuto del “bazooka” della Bce…

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