Israele e l’Implosione da Guerra Permanente

di Lucio Caracciolo
Israele ha intrapreso un percorso di autodistruzione.
A muoverlo è il bisogno di sicurezza inteso come costante allargamento del proprio territorio. Imperativo esaltato dagli estremisti religiosi quale adempimento del mandato divino, che vorrebbe il popolo eletto titolare dello spazio tra Nilo ed Eufrate (Genesi, 15; 18-21).
Dio non essendo cartografo lascia agli ultrasionisti religiosi qualche libertà di interpretazione circa la forma della Terra di Israele. Certo non un sogno da realizzare nel tempo visibile, almeno per i sionisti che curano il senso del limite. Diversi però, non solo ebrei — per esempio l’ambasciatore americano a Gerusalemme, Mike Huckabee — ne fanno l’ideale di riferimento…

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Il Proiettile delle Menzogne e la Vera Origine della Canzone “Bella Ciao”

di Gianmarco Landi
Il proiettile che uccise Kirk è una menzogna equipollente alle modalità di uccisione di JFK o al crollo delle Due Torri di New York l’11 settembre 2001.
I dettagli narrati dai Media durante le indagini sull’assassinio di Charlie Kirk, il grande attivista MAGA ucciso il 10 settembre 2025, sono falsi.
Sky TG24 e ANSA scrissero, ad esempio, che sui proiettili e sull’arma del delitto (un fucile) erano state incise diverse scritte dal killer, il 22enne Tyler Robinson: “Bella Ciao” incisa su un proiettile ed “Hey Fascist! Catch!” (Ehi fascista! Prendi!).
Le indagini sull’omicidio Kirk stabiliscono invece che i proiettili del mainstream non corrispondono a quelli che hanno tolto effettivamente la vita ad un giovane uomo politico colpevole di aver avversato i progetti di dominio globale della Grande Israele.
Chi ha ucciso Kirk? Non si sa ancora, ma…

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Sanzioni ad Israele?

di Salvatore A. Bravo 
Il Parlamento europeo si appresta a votare le sanzioni ad Israele e a due ministri del governo Netanyahu che si sono connotati per il loro l’estremismo: Itamar Ben Gvir e Bezalel Smotrich.
Estremismo definito religioso, ma in realtà di “religioso” non vi è nulla in costoro, al massimo il loro estremismo è di ordine elettivo e imperiale (La Grande Israele). Le sanzioni ipotizzate dovrebbero danneggiare l’esportazione dell’agroalimentare con i dazi. L’ipocrisia e il cinismo non conosco limiti.
Le  armi con cui gli alleati dell’occidente stanno commettendo il genocidio non sono contemplate, pertanto si continuerà ad inviare armi per uccidere uomini, donne e bambini e per radere al suolo Gaza. Gli accordi e i contratti per la vendita delle armi continueranno a sussistere.  L’abbattimento dei grattacieli a Gaza è la premessa per ricolonizzare Gaza e farne una riviera per ricchi con accordi transnazionali. Si continua in questa direzione: i palestinesi devono lasciare la loro terra. Ursula von der Leyen  ha dichiarato: “Voglio essere molto chiara: l’obiettivo non è punire Israele. L’obiettivo è migliorare la situazione umanitaria a Gaza”

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La “Guerra Santa” di Netanyahu Vacilla: Sette Fronti, Zero Vittorie

di Mohamad Hasan Sweidan
La “guerra su più fronti” di Israele, che dura da due anni e guidata dall’autoproclamata “missione storica e spirituale” di Benjamin Netanyahu, sta minando il sostegno internazionale e alimentando il riconoscimento palestinese, trasformando i guadagni militari a breve termine in un’imminente sconfitta strategica.
Da quasi due anni, Israele sta conducendo quella che Netanyahu definisce una “guerra su più fronti”. Questa guerra, oltre a Gaza, include Libano, Siria, Iraq, Yemen, Cisgiordania occupata e Iran. In una delle sue interviste, il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha sottolineato di sentirsi impegnato in una “missione storica e spirituale” e di essere “profondamente legato” alla visione della Terra Promessa e del Grande Israele. Con queste parole, Netanyahu conferma che quella che definisce una “guerra su più fronti” è motivata da motivazioni sia religiose che politiche…

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Il Ministro degli Esteri Israeliano Sa’ar in Ucraina

di Davide Malacaria
Si sta palesando una realtà inconfessabile: il legame profondo tra il genocidio palestinese e quello realizzato da Kiev per conto dei suoi sponsor d’Occidente.
La visita del ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar in Ucraina, in sé forse secondaria nel panorama degli avvenimenti recenti, ha però un alto significato simbolico, dal momento che appare un momentum di disvelamento di quanto finora relegato nell’occulto, l’appalesarsi, seppur fugace, di una realtà inconfessabile. E cioè il legame profondo tra il genocidio palestinese e quello realizzato da Kiev per conto dei suoi sponsor d’Occidente, i quali gli hanno commissionato questa guerra per procura contro la Russia fino all’ultimo ucraino.
Due guerre parallele contro lo stesso nemico, l’Oriente, nel caso ucraino la Russia e in quello mediorientale i Paesi in qualche modo influenzati dall’Iran, con il genocidio palestinese come necessario alla Grande Israele…

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