L’UE si Sta Preparando al Conflitto con la Russia?

di Giuseppe Masala
Con il divampare della guerra nel Golfo Persico per l’appunto una coltre di silenzio è calata sul conflitto ucraino; ma non è errato sostenere che si tratta di un silenzio che prepara la tempesta.
Uno dei fenomeni più pericolosi della guerra mondiale a pezzi, è certamente quello che ogni volta che uno dei “conflitti locali” divampa in maniera molto violenta, i mass media, e di conseguenza le opinioni pubbliche, tendono a concentrare su questo la loro attenzione, trascurando ciò che accade negli altri conflitti.
Un fenomeno pericoloso che da un lato non fa vedere il fenomeno nella sua interezza ma porta a concentrarsi sul singolo teatro e soprattutto tende a sottovalutare l’importanza delle fasi di “stanca” che si verificano in un quadrante quando in realtà sono quelle nelle quali viene preparata la prossima escalation.
Con il divampare della guerra nel Golfo Persico per l’appunto una coltre di silenzio è calata sul conflitto ucraino; ma non è errato sostenere che si tratta di un silenzio che prepara la tempesta. Infatti le élites europee hanno trasformato l’Europa intera nella retroguardia del fronte ucraino, diventando de facto parte diretta del conflitto, come sostengono ormai apertamente i russi. Gli assi fondamentali di questa evoluzione dello status europeo in relazione al conflitto, a detta di chi scrive, sono sostanzialmente quattro:…

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La Guerra dei Droni Smaschera la Finzione Europea: Ora Siamo Tutti un Bersaglio

di Pino Cabras
Mosca indica le fabbriche europee come bersagli, l’UE arma Kiev con filiere industriali integrate: la nuova evoluzione industriale-militare dei droni cancella ogni finzione e porta il continente dentro il fronte.
La guerra dei droni ha fatto saltare l’ultima finzione utile con cui l’Europa ha raccontato a sé stessa il conflitto ucraino. Fino a ieri il continente poteva ancora recitare la parte del sostenitore esterno: aiuti, forniture, addestramento, denaro, sanzioni, intelligence. Oggi quella rappresentazione non regge più. Quando Germania, Regno Unito, Norvegia, Paesi Bassi e adesso anche l’Italia entrano nella produzione congiunta di droni con Kiev, non siamo più davanti a una “guerra per procura” nel senso classico del termine. Siamo davanti a una “cobelligeranza industriale, militare e d’intelligence” che Mosca ha deciso di nominare apertamente come tale…

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