La Guerra che Salvò le Banche: Come il 1914 Riscrisse il Potere Globale della Finanza

di Carmen Tortora
Prima del 1914, i governi regolavano le banche; dopo il 1918 furono le banche a dettare legge agli Stati.
La versione che ci hanno insegnato è semplice: la Prima guerra mondiale distrusse un’economia mondiale prospera. In realtà, la salvò – o meglio, salvò le banche che stavano già crollando.
Nel 1913, prima che un solo colpo fosse sparato, il sistema finanziario europeo e americano era in pieno collasso: banche sovraesposte, riserve auree insufficienti, prestiti tossici a governi e progetti coloniali. Il panico era iniziato ben prima dell’attentato di Sarajevo. Cinquanta paesi avevano sperimentato fughe dai depositi e fallimenti simultanei. Il sistema era alla fine, e la guerra fornì la copertura perfetta per il più grande salvataggio bancario della storia…

Vai all’articolo

L’Epidemia di influenza del 1918 (“Spagnola”), fu una malattia causata dal vaccino

La Storia si ripete… e si ripeterà ancora fino a quando l’ingenuità e la creduloneria non cederanno il passo all’intelligenza e alla valutazione critica.
Sono molto poche le persone che si rendono conto del fatto che la peggiore epidemia che abbia mai colpito l’America, la cosiddetta Influenza “Spagnola” del 1918, è stata causata dalla massiccia campagna di vaccinazione portata avanti in tutta la federazione statunitense.
I dottori dissero alla popolazione che la malattia era causata dai germi. I virus non erano ancora noti ai tempi, altrimenti sarebbero stati incolpati loro. Germi, batteri e virus, assieme ai bacilli e ad un piccolo numero di altri organismi invisibili, sono i capri espiatori sui quali i medici amano far ricadere la colpa delle cose che non comprendono. Se un medico compie un errore nel formulare una diagnosi e prescrivere una terapia che uccide il suo paziente, può sempre dare la colpa ai germi, ed affermare che l’infezione del suo paziente non era stata precedentemente diagnosticata e che quindi era venuto da lui troppo tardi….

Vai all’articolo

Chi erano gli “Scemi di Guerra”?

di Marta Erba
Ce n’era uno quasi in ogni famiglia. Erano l’eredità (a lungo rimossa) della Prima guerra mondiale: uomini tornati dal fronte sotto shock, con gravi disturbi mentali.
Durante e dopo la Prima Guerra Mondiale migliaia di soldati furono ricoverati per disturbi mentali: negli ospedali si trovavano reduci estraniati e muti, che camminavano come automi, con i muscoli irrigiditi. La gente li chiamava ingiustamente “scemi di guerra”. Ma chi erano davvero?
Le cartelle cliniche parlavano di “tremori irrefrenabili”, di “ipersensibilità al rumore”, di “uomini inespressivi, che volgono intorno a sé lo sguardo come uccelli chiusi in gabbia, che camminano con le mani penzoloni e piangono in silenzio o che mangiano quello che capita, cenere, immondizia, terra”

Vai all’articolo