Dal Bangladesh alla Spagna: Ecco Tutti i Paesi che Possono Transitare da Hormuz (l’Italia Non c’è!)

di Michele Crudelini
L’invito della Commissione europea ad una vita più sobria dal punto di vista energetico è arrivato in modo del tutto impersonale… come l’annuncio delle previsioni metereologiche.
E come se l’Unione europea non solo non avesse alcuna responsabilità sull’attuale crisi energetica, ma come se non avesse nemmeno mezzi per tentare di risolverla. Come al solito tutto viene scaricato sui cittadini.
Eppure il blocco dello stretto di Hormuz da parte dell’Iran non è un’imprevedibile calamità naturale, ma il risultato di una politica estera inadeguata. Quel passaggio non è infatti chiuso a tutto il mondo…

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In Bilico sul Bordo del Baratro, e Guardare Giù, con Freddezza

di Federico Mosso
1914/1939/2025: se il pericolo di un nuovo conflitto mondiale è oggi concreto, si deve considerare una differenza sostanziale, oggettiva e non politica, con le due precedenti guerre mondiali. Il consenso alla guerra delle masse, perlomeno quelle del blocco Ovest, ergo NATO, oggi viene a mancare.
Nel 1914, e nel 1939, i popoli coinvolti scesero in guerra con volontà scaturita dalla necessità percepita, se non addirittura con entusiasmo. Vuoi per patriottismo, per ideologia, per conquista o di contrasto alla conquista altrui, per sopravvivenza, per imperialismo, per difesa di un concetto di mondo rispetto ad un altro che si voleva imporre in Europa e quindi a livello globale, eccetera.
Adesso in Occidente, abbiamo sì gli eserciti, più o meno consci e preparati (insomma…) ad uno sforzo terrificante e immane che si prefigurerebbe con un confronto militare con l’Oriente, ma essi rispondono alla direttiva politica di governi che per larga parte non rappresentano assolutamente la volontà popolare, innegabile…

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