Basta un piccolo ricordo

di Mauro Vanzini
Andando verso sud, percorrevamo alcuni chilometri sulla vecchia Aurelia. Il mare era sulla destra, ci aspettava.
Era già sera, erano i profumi degli arbusti, e la nostra musica interiore, le cicale. Le file serene di alberi, ci indicavano la strada verso il nostro paradiso di sale, e i pini marittimi ci parlavano, offrendoci i loro enormi ombrelli, la loro compagnia. Eravamo insieme. Ogni istante di quel sogno, era vero, ed era eterno. Abbiamo fermato il tempo in quel luogo, in quelle sere.
Non è facile fermare il tempo. Il tempo è come una molla che oscilla avanti e indietro, senza riposo. Il tempo prima ti precede, poi ti segue veloce, attaccandosi ai tuoi pensieri esausti, trascinandoli con sé. In quel luogo, in quelle sere, volavamo sopra la sabbia…

Vai all’articolo

Nove marzo duemilaventi

Poesia di Mariangela Gualtieri

Questo ti voglio dire
ci dovevamo fermare.
Lo sapevamo. Lo sentivamo tutti
ch’era troppo furioso
il nostro fare. Stare dentro le cose.
Tutti fuori di noi.
Agitare ogni ora – farla fruttare.
Ci dovevamo fermare
e non ci riuscivamo.
Andava fatto insieme.
Rallentare la corsa.
Ma non ci riuscivamo.
Non c’era sforzo umano
che ci potesse bloccare.
E poiché questo
era desiderio tacito comune
come un inconscio volere –
forse la specie nostra ha ubbidito

Vai all’articolo

La nostra Paura più profonda

“La nostra paura più profonda non è di essere inadeguati.
La nostra paura più profonda è di essere potenti oltre ogni limite”.
“È la nostra luce, non la nostra ombra, a spaventarci di più.
Ci domandiamo: ‘Chi sono io per essere brillante, pieno di talento, favoloso?’.
In realtà chi sei tu per non esserlo?
Siamo figli di Dio.
Il nostro giocare in piccolo, non serve al mondo.
Non c’è nulla di illuminato nello sminuire se stessi cosicché gli altri non si sentano insicuri intorno a noi.
Siamo tutti nati per risplendere, come fanno i bambini.
Siamo nati per rendere manifesta la gloria di Dio che è dentro di noi.
Non solo in alcuni di noi, in ognuno di noi.
E quando permettiamo alla nostra luce di risplendere, inconsapevolmente diamo agli altri la possibilità di fare lo stesso
E quando ci liberiamo dalle nostre paure, la nostra presenza automaticamente libera gli altri”

Vai all’articolo

La Città dei Ricordi

di Mauro Vanzini
“Ci restano ancora poche occasioni, amico mio, anima del mio passato, prima che i nostri atomi si disperdano lungo le vie della città dei ricordi.
Vincere le lacrime per chiederti un abbraccio, sarebbe per me troppo difficile; dirti che ti voglio bene, quasi impossibile.
Milano ci ha abbandonati troppo presto, già in quegli anni di ragazzi tutto si sgretolava, con i nostri sogni che volavano veloci fuori dai cortili, attraverso androni e portoni, balzando sopra i lampioni delle nostre venerate poesie.
Viste dall’alto, le luci delle sere di allora, sembrano adesso le stelle di una notte ormai serena, una notte senza più paure.
Anima che mi hai sfiorato, in quegli anni di mondo, spero che ci ricorderemo di noi, spero che una sera riusciremo a sederci ancora allo stesso tavolo, alla luce di una candela, per unire finalmente i nostri occhi in un momento di eternità”.
Poesia di Mauro Vanzini

Vai all’articolo

Ti auguro tempo

“Ti auguro tempo” è una splendida poesia della poetessa tedesca Elli Michler, scomparsa nel 2014.
Questa poesia è dedicata a tutti noi, costretti spesso a dover rincorrere il tempo e a dimenticare di avere una sola vita su questa terra. Un invito ad assaporare sino all’ultima goccia della nostra vita, a poterne respirare la gioia, ma anche l’amarezza, immergendoci nella sua magia e comprendendone l’importanza.
Ti auguro tempo
Non ti auguro un dono qualsiasi,
ti auguro soltanto quello che i più non hanno.
 
Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere;
se lo impiegherai bene potrai ricavarne qualcosa

Vai all’articolo