Il Teatrino delle Illusioni

di Massimo Mazzucco
In Palestina continua il teatrino delle illusioni.
Tredici giorni fa abbiamo avuto gli “accordi di pace” fra Israele e Hamas, che sono stati firmati da mezzo mondo, ma non da Israele nè da Hamas. E non è certo un caso che Hamas abbia appena dichiarato che “senza il ritiro totale dell’IDF da Gaza non deporremo le armi”, mentre Netanyahu ha dichiarato che “a Gaza ci siamo per restare. Dobbiamo garantire la sicurezza di Israele”.
Quindi, in sostanza, nulla di fatto. Hamas rimane, l’IDF pure, e presto troveranno un pretesto per ricominciare a combattere. Con la differenza che ora Israele avrà le mani completamente libere, perché gli ostaggi vivi sono tutti tornati a casa.
Però al mondo è stata servita la bugia della “pace in Palestina”, perché era necessario far scendere un pò il livello di indignazione nel mondo, prima che andasse fuori controllo. È stata una grande operazione di ipnosi di massa, che grazie alla connivenza dei media mainstream ha funzionato alla perfezione…

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La Crisi della Fame a Gaza è “Catastrofica” Nonostante il Cessate il Fuoco

Quarantuno organizzazioni umanitarie accusano Israele di aver respinto “arbitrariamente” gli aiuti inviati nella Striscia di Gaza colpita dalla carestia.
La crisi della fame a Gaza resta “catastrofica” a due settimane dall’entrata in vigore del cessate il fuoco, ha avvertito l’agenzia sanitaria delle Nazioni Unite, mentre i gruppi umanitari internazionali hanno chiesto a Israele di smettere di bloccare le consegne di aiuti umanitari.
I rifornimenti che entrano nell’enclave assediata non soddisfano i bisogni nutrizionali delle persone che vi risiedono, hanno annunciato giovedì le organizzazioni umanitarie, mentre il Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite ha affermato che i rifornimenti a Gaza sono ancora ben lontani dall’obiettivo giornaliero di 2.000 tonnellate, perché sono aperti solo due valichi per entrare nel territorio palestinese…

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Il Giorno Dopo

di Enrico Tomaselli
Concluso lo show più inconcludente e ridicolo degli ultimi decenni, con una ventina di leader mondiali accorsi a Sharm el Sheikh a fare da comparse nello spettacolo di Trump, ma senza i due veri protagonisti (Israele e la Resistenza palestinese), la questione all’ordine del giorno è ovviamente cosa accadrà a riflettori spenti.
Rispondere a questa domanda richiede preliminarmente capire quali sono le ragioni che hanno portato all’accordo. E innanzitutto va detto che, quanto c’è nel cosiddetto “piano dei 20 punti”, conta meno della carta su cui è scritto. E di questo sono consapevoli tutti. Lo stop al conflitto – la tregua, quindi, non certo la pace – si deve essenzialmente al fatto che Israele si è dimostrato incapace di conseguire gli obiettivi politici e militari, ma ha in compenso prodotto un’ondata di isolamento internazionale senza precedenti…

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Trump Annuncia la Firma della Prima Fase del Piano di Pace

Gaza: La firma per la prima parte del piano di pace è prevista alle 12:00 di oggi al Cairo.
“Sono molto orgoglioso di annunciare che sia Israele che Hamas hanno firmato la prima fase del nostro piano di pace. Ciò significa che TUTTI gli ostaggi verranno rilasciati molto presto, e Israele ritirerà le sue truppe su una linea concordata come primo passo verso una pace forte, duratura ed eterna.
Tutte le parti saranno trattate in modo equo! Questo è un grande giorno per il mondo arabo e musulmano, per Israele, per tutte le nazioni circostanti e per gli Stati Uniti d’America, e ringraziamo i mediatori del Qatar, dell’Egitto e della Turchia, che hanno lavorato con noi per rendere possibile questo evento storico e senza precedenti. BEATI GLI OPERATORI DI PACE!” ha detto Donald Trump sul social Truth…

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Il Testo Integrale del Messaggio di Hamas in Risposta al Piano di Pace di Trump

Il Presidente Usa: “Credo siamo pronti per una pace duratura”.
Il testo integrale inviato da Hamas con la risposta al piano di pace di Donald Trump lo ha condiviso lo stesso presidente su Truth: “Spinti dal desiderio di porre fine all’aggressione e al genocidio perpetrati contro il nostro popolo saldo nella Striscia di Gaza, e partendo da una responsabilità nazionale, nonché in difesa dei principi, dei diritti e degli interessi superiori del nostro popolo, il Movimento di Resistenza Islamica Hamas ha condotto consultazioni approfondite all’interno delle proprie istituzioni di leadership, ampie consultazioni con le forze e le fazioni palestinesi, e colloqui con fratelli, mediatori e amici, al fine di raggiungere una posizione responsabile rispetto al piano del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump

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Le Sceneggiate sulla Pelle dei Palestinesi

di Salvo Ardizzone
L’obiettivo di questo ennesimo piano di pace articolato in 20 punti è la smilitarizzazione della Striscia con il disarmo dei militanti della Resistenza che Israele non si è riuscito a piegare in due anni di combattimenti. L’altro obiettivo è economico, ovvero, realizzare un colossale business.
In pratica, è una spregevole speculazione immobiliare e finanziaria presentata come un progetto umanitario. Netanyahu ha accettato perché il piano rispecchia l’essenza degli interessi israeliani. Dubbia è invece è l’approvazione della Resistenza, minacciata da Trump di sfracelli se non si suicida sottoscrivendo il piano. Resta sempre la possibilità di un nuovo attacco di Israele all’Iran nei prossimi mesi. 
A oggi, 157 stati su 193 riconoscono la Palestina, uno stato che non esiste, né può esistere nelle condizioni poste, ovvero, vivere disarmato accanto a un’entità che ne massacra la popolazione mentre annette progressivamente i suoi territori. Un non-stato privo di qualsiasi attribuzione di uno stato vero, in primis di una qualsivoglia sovranità.
E ciò perché da sempre “Due popoli due stati” è stato ed è uno slogan ipocrita, è servito a chiudere gli occhi dinanzi allo scempio dei palestinesi in corso da decenni, oggi al genocidio…

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La Pirateria Contro la “Flottilla” e il Senso di Netanyahu per la Pace

di Davide Malacaria
Minacce, pirateria marittima, sequestro di persona, furto (delle imbarcazioni e dei beni, personali e non), e altre fattispecie di reato sono state consumate tra l’altro ieri sera e la notte scorsa dall’IDF, e dalle autorità israeliane da cui dipendono, nelle acque internazionali prospicenti Gaza.
Tutto questo mentre le autorità dei Paesi dei cittadini contro i quali venivano commessi tali reati si limitavano a chiedere, queruli, ai criminali in questione di non usare violenza.
Tale la follia dilagante nel mondo da quando il Diritto è stato bombardato a Gaza, insieme a una moltitudine di inermi. Non potendo legittimare tale barbarie, i corifei della Hasbara nostrani, interpellati sul tema, hanno tirato in ballo la guerra in corso, che renderebbe giustificabili tali azioni…

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