Il Proiettile delle Menzogne e la Vera Origine della Canzone “Bella Ciao”

di Gianmarco Landi
Il proiettile che uccise Kirk è una menzogna equipollente alle modalità di uccisione di JFK o al crollo delle Due Torri di New York l’11 settembre 2001.
I dettagli narrati dai Media durante le indagini sull’assassinio di Charlie Kirk, il grande attivista MAGA ucciso il 10 settembre 2025, sono falsi.
Sky TG24 e ANSA scrissero, ad esempio, che sui proiettili e sull’arma del delitto (un fucile) erano state incise diverse scritte dal killer, il 22enne Tyler Robinson: “Bella Ciao” incisa su un proiettile ed “Hey Fascist! Catch!” (Ehi fascista! Prendi!).
Le indagini sull’omicidio Kirk stabiliscono invece che i proiettili del mainstream non corrispondono a quelli che hanno tolto effettivamente la vita ad un giovane uomo politico colpevole di aver avversato i progetti di dominio globale della Grande Israele.
Chi ha ucciso Kirk? Non si sa ancora, ma…

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A Netanyahu Non Crede Più Nessuno: gli Attacchi alla Flotilla Vengono da Israele

di Alessio Mannino
In queste ore, qualche marginale voce arriva senza vergogna a sostenere la tesi di un auto-attacco da parte della Global Sumud Flotilla.
Le azioni di disturbo di qualche giorno fa alle 51 imbarcazioni, in particolare alla nave “Alma” battente bandiera britannica (già colpita da un drone lo scorso 10 settembre), sono state senza dubbio un’altra intimidazione, il cui mittente non può essere che Israele.
A certificarlo è una fonte non sospettabile di simpatizzare per l’iniziativa politico-umanitaria che naviga in direzione Gaza: il nostro ministro degli Esteri Antonio Tajani. Il titolare della Farnesina ha infatti rinnovato la richiesta al governo Netanyahu di “garantire la assoluta tutela del personale imbarcato”, fra cui ci sono molti italiani (tra i quali alcuni parlamentari del Pd, del M5S e di Avs).
Sui social, l’attivista tedesca Yasemin Acar ha definito “operazioni psicologiche” il sorvolo di droni con il lancio, questa volta, di petardi a scopo di stordimento, polveri urticanti e bombe sonore, al largo dell’isola greca di Creta…

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Gli Usa Potrebbero Esplodere?

di Matteo Brandi
All’indomani dell’omicidio di Charlie Kirk, negli USA è stato osservato un forte aumento delle menzioni del termine “civil war” sui social e nelle ricerche web.
Il tema del possibile scoppio di una guerra civile negli Stati Uniti non è mai andato in soffitta e torna ciclicamente. Parliamo di una nazione con profondissime spaccature sociali, politiche e ideologiche. Spaccature che sono diventati baratri incolmabili.
L’assassinio del noto (e seguitissimo) attivista conservatore ha gettato una secchiata di benzina su un fuoco acceso da tempo. Le reazioni del mondo dem, con milioni di commenti a favore dell’accaduto o riassumibili in “se l’è cercata”, hanno nauseato e fatto infuriare l’America profonda. Quella, per intenderci, più devota e armata…

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