Ambientalismo: le Élite contrattaccano

di Daniele Velicogna
Non c’è nulla di inaspettato nel fatto che le élite – intese come l’universo di coloro che in Occidente detengono le principali leve del potere, riconoscendosi più o meno nettamente nel paradigma liberale e globalista – messe sotto pressione dalla ventata populista e sovranista degli ultimi anni, dopo un iniziale smarrimento, siano passate al contrattacco.
Esse possono vantare svariate armi nel loro arsenale, arroccate come sono nel deep state e nei gangli dell’apparato degli stati. Tuttavia, repressioni, offensive giudiziarie, minacce di impeachment, artificiosi Russiagate e ribaltoni parlamentari non bastano: alle élite servono nuove icone da gettare nella mischia, da dare in pasto a quel popolo così riottoso e disamorato, giacché le manovre di palazzo possono essere fondamentali per mantenere o ristabilire lo status quo, ma certamente non infiammano l’entusiasmo delle masse.
Il vero asso della manica si chiama ambientalismo. Esso, con il suo eterogeneo calderone ideologico, è in grado di raccogliere la sfida sovranista mietendo consensi, cosa che ai tradizionali partiti espressione delle élite riesce ormai molto difficile.

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