L’Oro degli Italiani e l’Auto Rapina

di Roberto Pecchioli
Meno della metà delle riserve auree italiane sono custodite in Italia. Una parte dell’oro italiano è negli Stati Uniti a causa di decisioni storiche e strategiche prese dopo la Seconda Guerra Mondiale, legate agli accordi di “Bretton Woods” e alla necessità di garantire stabilità e fedeltà geopolitica.

Repetita iuvant: la Banca d’Italia è di proprietà privata, i suoi azionisti – detti pudicamente partecipanti – sono i maggiori istituti di credito con sede in Italia, controllati da banche estere. Non è altro che la filiale italiana della Banca Centrale Europea, di cui detiene l’11,8 delle quote, riviste al ribasso dal 2018. La BCE ha il monopolio dell’emissione di euro, valuta legale dell’area detta per questo eurozona. Il mondo distopico del debito pubblico – 350 mila miliardi di dollari – è un’invenzione del sistema delle banche centrali, che controllano e tengono al guinzaglio gli Stati e i governi attraverso la moneta debito gravata di interessi passivi composti.
La conclusione è sconfortante: il totale del debito è sempre superiore al totale della moneta disponibile, per cui vi è sempre domanda di nuovo denaro, cioè di nuovi prestiti, emessi a costo zero guadagnando il valore netto del capitale prestato. (Marco Della Luna)…

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Trump, la Nazionalizzazione della FED e il Colpo di Grazia all’Euro

di Cesare Sacchetti
La visita non è stata affatto gradita. L’attuale governatore della Federal Reserve Bank, Jerome Powell, non voleva che lo staff della Casa Bianca venisse in visita alla sede della banca centrale americana, e allora è venuto direttamente il comandante in capo, Donald Trump, che ha avuto in passato non pochi screzi contro l’attuale governatore.
Nei giorni scorsi se ne è avuto un altro esempio quando il presidente degli Stati Uniti, dopo che Powell ha negato che il conto della ristrutturazione della FED fosse lievitato oltre il budget previsto,  ha tirato fuori dalla tasca il conto con i numeri che smentivano il governatore della FED.
Si potrebbe dire che quello di giovedì è stato un avviso di sfratto a Powell perché Donald Trump da un po’ di tempo a questa parte ha mostrato molta insoddisfazione nei confronti di un governatore che continua a tenere alti i tassi e ad essere disallineato dalla politica economica dell’amministrazione Trump.
L’operazione che il presidente degli Stati Uniti sta portando avanti però sembra andare ben oltre la semplice nomina del governatore della più importante banca centrale al mondo…

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