La Pandemia? Colpa nostra…

di Gabriele Sannino
Se c’è una cosa che questo film di fantascienza chiamato Covid 19 ha messo in luce è il livello di consapevolezza e coscienza delle masse, e in generale di buona parte dell’umanità.
Tutto quello che sta accadendo, infatti, è una PERFETTA cartina di tornasole della vibrazione di massa e del livello di coscienza collettivo. La maggior parte della gente – purtroppo – è ancora addormentata nella coscienza, dunque viene letteralmente addomesticata e fagocitata dai programmi televisivi.
Hanno paura di un virus che uccide nello 0,01% dei casi, indossano una mascherina per proteggersi da un virus grande nanometri – la milionesima parte di un millimetro – sono pronti a farsi vaccinare con un vaccino preparato in tutta fretta che – a detta di medici e virologi – innesta geni e modifica il DNA, vale a dire modifica il nostro genoma con effetti imprevedibili nel breve, medio e lungo termine…

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Il “Popolo Coglione”

di Mincuo
Il popolo è fatto di coglioni. Il suo ruolo è da sempre quello di essere un coglione. È allevato ed educato per essere un coglione.
In migliaia di anni questo è sempre stato il suo ruolo. È un coglione anche perché non può essere altro, infatti:
– La cultura e l’informazione che ha sono completamente fasulle, ma non se ne rende conto, perché è un coglione e la cultura e gli strumenti che ha, sono appositamente fatti perché non lo capisca. La cultura e l’informazione che gli hanno servito quelli che si occupano di allevare coglioni, è appunto studiata a quello scopo… a farne un coglione.
– Non è organizzato, e se lo è non è lui che si organizza, ma lo organizza chi si occupa di organizzare dei coglioni. E i coglioni poi seguiranno quello che li organizza come dei coglioni, appunto.
– Non ha mezzi rilevanti. Se li avesse non sarebbe un coglione. Ai coglioni non si danno mezzi rilevanti, e da solo un coglione non è capace di procurarsi mezzi rilevanti…

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Ognuno di noi non è che un esemplare di automa animato…

Gurdjieff

Tratto da: “Vedute sul mondo reale” di Georges Ivanovič Gurdjieff 
“Ogni uomo viene al mondo simile a un foglio di carta bianca; ma le circostanze e le persone che gli stanno intorno fanno a gara per imbrattare questo foglio e per ricoprirlo di ogni genere di scritte”.
“Ed ecco intervenire l’educazione, le lezione di morale, il sapere che chiamiamo conoscenza, tutti i sentimenti di dovere, onore, coscienza ecc. A poco a poco il foglio si macchia, e più è macchiato di pretese «conoscenze», più l’uomo è considerato intelligente.
Più sono numerose le scritte nel posto chiamato «dovere», più il possessore è considerato onesto e così via per ogni cosa. Il foglio così sporcato, accorgendosi che le macchie vengono scambiate per meriti, le considera preziose. Ecco un esempio di ciò che chiamiamo «uomo», cui aggiungiamo spesso delle parole come «talento» e «genio». Eppure il nostro «genio» vedrà il suo umore guastarsi per tutto il giorno se al mattino, svegliandosi, non trova le pantofole accanto al letto…

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