La regolamentazione incompiuta delle Lobby in Parlamento

Nella scorsa legislatura la camera, sotto la presidenza Boldrini, introdusse un registro per le lobby. Un primo tentativo (deludente) che comunque rappresentava un inizio. Che intenzioni hanno i presidenti Fico e Casellati?
La recente discussione sulla legge di bilancio, con la riapertura della saletta dei lobbisti, ha rilanciato il tema del ruolo dei gruppi di pressione nel dibattito parlamentare. Una materia che abbiamo più volte affrontato in passato, e su cui le nostre istituzioni devono ancora fare molti passi avanti.
Uno dei problemi attualmente presenti è la mancanza di una legge nazionale che normi la materia in maniera onnicomprensiva. Questa mancanza fa sì che la regolamentazione dei portatori di interesse sia nelle mani della buona volontà di singoli amministratori e politici. Ad oggi le iniziative prese in Italia sono poco efficaci, non coordinate e oggettivamente confuse…

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Lobbisti in Parlamento come i mercanti nel Tempio

di Alessandro Montanari
Con una scelta passata in sordina, la Camera dei Deputati ha deciso di regolarizzare l’attività dei lobbisti, riservando ai “portatori di interessi” – questa la pudica denominazione adottata – una stanza dedicata e persino un registro professionale sulla propria pagina web.
Alla stessa maniera di chi ritiene di sconfiggere la droga legalizzandone il commercio e aprendo “stanze del buco”, si è scelto dunque di combattere l’influenza del denaro sulla politica, legittimandola de facto e trasferendo nei corridoi del Transatlantico gli oscuri mercimoni che prima, quantomeno, dovevano svolgersi al riparo da occhi indiscreti…

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