L’arresto di Julian Assange segna la fine del mito della libertà della rete

di Sergio Scorza
Julian Assange è stato arrestato il 12 aprile dalla polizia inglese dopo che il presidente Lenin Moreno ha revocato l’asilo politico, in violazione del diritto internazionale ed in base a un mandato del 2012, quando, invece di consegnarsi a Scotland Yard per essere estradato in Svezia ed essere interrogato in merito alle accuse di stupro (poi archiviate), Assange si rifugiò nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra, cui chiese asilo il 19 giugno 2012.
Il predecessore di Lenin Moreno, Rafael Correa, allora, gli aveva concesso protezione perché aveva ritenuto fondate le preoccupazioni del fondatore di WikiLeaks, in ordine alla possibilità che un’eventuale arresto avrebbe portato ad una sua estradizione negli Stati Uniti dove, dal 2010, esiste un mandato di arresto coperto da segreto per divulgazione di documenti segreti “diplomatic cable”, ovvero, di rapporti ufficiali di funzionari e ambasciatori facenti capo al dipartimento di stato americano ed aventi come oggetto le relazioni tra funzionari americani e tra Stati e governi stranieri. Duecentocinquanta milioni di documenti confidenziali della diplomazia statunitense ed internazionale, in grado di fornire una visione senza veli sui capi di stato e sui leader stranieri dell’epoca e dunque sui retroscena della politica estera USA…

Vai all’articolo

HAI GIÀ VISTO I NOSTRI WEBINAR GRATUITI?
Quante volte, leggendo un libro di crescita personale, hai pensato a quale piacere sarebbe stato approfondire gli argomenti direttamente con l'autore?
Per chi si è posto/a questa domanda, abbiamo deciso di dare vita a un progetto inedito, che ti permetta di conoscere il pensiero degli autori non solo attraverso le loro straordinarie pagine, ma direttamente dalla loro voce.
È nato così "Dialogo con gli Autori". Si tratta di webinar gratuiti, durante i quali inviteremo in studio un autore o un'autrice, presenti nel nostro sito, per parlare in esclusiva di un argomento legato alla crescita personale. Ogni mese troverai i tuoi autori preferiti, quelli le cui pubblicazioni aprono la mente e portano a riflettere, a porsi domande non banali e a trovare le giuste soluzioni! Al momento, in totale si sono iscritti ai nostri webinar ben 18.176 persone.
"Dialogo con gli Autori" è un progetto innovativo avviato con la consulenza della naturopata Daniela Nuti Ignatiuk, ed è dedicato a chi ci segue sempre con attenzione: siamo davvero entusiasti di questa nuova avventura e speriamo che anche tu amerai questo progetto come noi stiamo già facendo! ›››

Julian Assange con le spalle al muro

di Sally Burch
Il cerchio si stringe intorno al fondatore di Wikileaks, Julian Assange, ancora rifugiato nell’Ambasciata dell’Ecuador a Londra. La persecuzione internazionale è in aumento e i suoi diritti vengono limitati.
A metà novembre è trapelata (pare involontariamente) l’esistenza negli Stati Uniti di un’accusa sommaria contro Assange, la cui natura non è stata ancora rivelata. Martedì 27 novembre, un giudice federale statunitense ha rinviato una decisione, richiesta dal Committee of Reporters for Freedom of the Press, per ordinare la divulgazione del contenuto dell’accusa, una volta confermata la sua esistenza. Il Dipartimento di Giustizia, da parte sua, difende il segreto fino all’arresto dell’accusato.
Nel frattempo, le autorità britanniche mantengono la loro intenzione di arrestare Assange se lascerà l’ambasciata per aver violato la libertà vigilata quando vi è entrato sei anni fa…

Vai all’articolo

Il vittimismo ipocrita dei giornali

di Tommaso Merlo
I giornali stanno cambiando strategia. Da carnefici a vittime. Un classico dei codardi che fanno gli sbruffoni arroganti, ma al momento buono piagnucolano clemenza.
Il momento buono è la riforma dell’editoria del Movimento 5 Stelle. Il culmine di una guerra latente che dura da anni. I giornali odiano il Movimento da quando è nato, da quando per primo ha denunciato i milioni di soldi pubblici che i giornali s’intascavano non per produrre informazione, ma per fare da palo alla vecchia politica.
Un vero e proprio scambio sulla pelle della povera gente, che veniva derubata due volte: la prima in soldi sonanti, la seconda in qualità dell’informazione, trasformata da diritto democratico a manipolazione a fini politici. Stesso rapporto malato che i giornali hanno costruito con le lobby, come emerso platealmente grazie alla tragedia del ponte genovese…

Vai all’articolo

Missione suicida

di Piero Cammerinesi
Fare il giornalista (libero) oggi: missione suicida.
Un tempo ci furono giornalisti che – con le loro rivelazioni – fecero dimettere un presidente degli Stati Uniti. Non avvenne secoli fa: erano solo gli anni ’70, il 1974 per la precisione. Due giornalisti del Washington Post, Bob Woodward e Carl Bernstein, con la loro inchiesta inchiodarono Richard Nixon e lo costrinsero a dimettersi.
Oggi una storia del genere sembra risalire ad un’epoca geologica remota. Ma da quell’avvenimento il Potere ha tratto notevoli insegnamenti e ha messo in atto ogni misura per impedire che un evento del genere si possa ripetere…

Vai all’articolo

Libertà di stampa: Italia in coda nella UE

Restrizione libertà di stampa

La libertà di stampa nel mondo, nel 2015, è scesa al suo punto più basso degli ultimi 12 anni.

Le pressioni indebite del potere politico, del crimine organizzato e gli attacchi del terrorismo, hanno cercato di ridurre al silenzio e, quando non ci sono riusciti, di “cooptare” i media, impegnati nel loro ruolo di “wacht-dogging” nei confronti appunto del potere.

Il giudizio conclusivo contenuto nell’ultimo Report 2016, stilato dall’autorevole istituto di Washington, Freedom House sulla libertà dei media in tutto il mondo, è sconfortante: “Le forze contro la libertà di stampa sono stati più forti in Medio Oriente e in Turchia, dove i governi e i gruppi fondamentalisti hanno messo sotto pressione giornalisti e media, al fine di farli schierare, in una sorta di

Vai all’articolo