Basi USA in Italia: storia di una sottomissione palese

di Simone Nasazzi
Da Paese uscito sconfitto dal secondo conflitto mondiale, e con una importanza geopolitica rilevante, all’Italia è stata imposta una presenza massiccia di basi militari su tutto il territorio nazionale.
Con l’adesione al Patto Atlantico di difesa miliare NATO del 4 aprile 1949, l’Italia entra e si posiziona ufficialmente all’interno del blocco occidentale contrapposto a quello sovietico e del Patto di Varsavia, diventando un’importante base logistico-militare per le truppe alleate, sopratutto per quelle americane.
Basti pensare che dal dopoguerra in poi, la presenza militare americana ha garantito a Washington un controllo capillare nel Mediterraneo, che doveva essere difeso, a detta del Pentagono, dalla minaccia sovietica…

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Intelligence Usa, la Sicilia è la sua culla!

Sicily Hub

di Salvo Ardizzone
La Sicilia è fulcro di una marea di comunicazioni, collegamenti e infrastrutture. E di questo tesoro, da 70 anni, approfitta a piene mani lo “Zio Sam”, senza che le amministrazioni locali né lo stato italiano dicano una parola…
La Sicilia è il centro focale della Intelligence Usa non solo per il Muos, ma anche (e soprattutto) per quel mega hub di connessioni, cuore di Internet per vastissima parte del pianeta, chiamato Sicily Hub.
Che l’Isola sia da sempre considerata una base essenziale per gli interessi degli Stati Uniti e per il suo braccio operativo euro-atlantico, la Nato, è storia antica: le antenne del Muos completano uno scenario che comprende fra l’altro Sigonella, divenuta la più importante base dello Zio Sam nel Mediterraneo allargato, il porto di Augusta, l’aeroporto di Birgi, le assai poco conosciute stazioni radar a Lampedusa e nelle Eolie e molto altro ancora…

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