L’Intelligenza piena è “Spirituale”

La premurosa misurazione delle capacità cognitive dei bimbi in difficoltà con la scuola, da parte dello psicologo Alfred Binet, nei primi del Novecento, potrebbe segnare l’inizio di una storia dell’intelligenza dell’età moderna.
A tale metodo, infatti, intorno agli anni ’40, David Wechsler s’ispirò per la costruzione delle prime versioni del cosiddetto test del ‘QI’ (quoziente intellettivo), basato fondamentalmente su quesiti di natura logico- matematica. Quando comparve sulla scena l’intelligenza artificiale che presto, proprio sul piano dell’esecuzione di regole e calcoli, prese a umiliare gli umani, si cominciò a congetturare che l’intelligenza non fosse propriamente o esclusivamente, soluzione di problemi di logica.
Howard Gardner coniò l’espressione “intelligenza multipla” e individuò ben sette tipi specifici di intelligenza, che poi estese al numero di otto e mezzo (quella accettata solo a metà riguarda proprio l’oggetto di questo articolo). Daniel Goleman, con un’opzione poi assai diffusa, contrappose più schematicamente all’intelligenza logica, specifica dell’emisfero sinistro del cervello, l’ “intelligenza emotiva”, del lobo destro…

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