Pasdaran Iraniani: Controllati da Londra!

Quando sembrava fatta per la pace in Iran, la parte estremista controllata da Londra (Pasdaran), quella che ha in mano anche l’ala militare del paese, dice no ad un accordo con gli USA di Trump.
Per capire cosa sta accadendo in Iran bisogna comprendere che questo paese è formato da due blocchi. Esiste un potere duale formato dai Pasdaran (ala estremista e militare) e quella formata dal governo civile (Presidenza e Parlamento). Sopra tutti c’è la guida suprema Mojtaba Khamenei, il figlio di Ali Khamenei subentrato il 9 Marzo 2026. Mojtaba è ancora più legato ai Pasdaran di quanto lo fosse suo padre. Il blocco degli estremisti, Pasdaran (Guardiani della Rivoluzione) è controllato da Londra…

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Israele ha Perso il Controllo della Guerra per l’Informazione

di Filippo Bovo
Sotto i duplici colpi di Iran ed Hezbollah, la situazione interna in Israele va facendosi sempre più caotica, con società ed istituzioni che denotano crescenti difficoltà di tenuta.
La rafforzata censura governativa su social e riprese satellitari non basta a nascondere i tanti danni sin qui provocati dalle varie ondate dell’Operazione True Promise (l’altro ieri notte v’è stata la 55esima, che ha colpito obiettivi nel cuore del paese, soprattutto Tel Aviv e l’aeroporto Ben Gurion, con missili come i Fattah, gli Emad e i Qadr, mentre nella 54esima, che ha bersagliato soprattutto basi e centri di sicurezza settentrionali, s’è visto il debutto di un nuovo e micidiale missile balistico a due stadi, il Sejjii); e del resto anche l’ordine d’evacuazione per 10mila cittadini americani, diramato da Washington, conferma l’idea che Israele si stia rapidamente trasformando in un luogo sempre meno sicuro…

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Dov’è Netanyahu?

di La Verita Rende Liberi
Nelle guerre ad alta intensità psicologica la verità raramente si offre in piena luce.
Si ricostruisce per linee indirette: traiettorie di volo, autorizzazioni diplomatiche, sequenze temporali, formule ufficiali troppo sobrie per essere innocenti. È in questa grammatica del potere che va letta la vicenda del Wing of Zion, l’aereo governativo israeliano trasferito in Germania mentre l’opinione pubblica viene rassicurata sul fatto che Benjamin Netanyahu sia ancora in Israele. Il punto non è pretendere una prova notarile in un contesto di guerra, depistaggi e saturazione mediatica. Il punto è stabilire se gli indizi, considerati nel loro insieme, consentano una conclusione probabilistica. E la risposta, per quanto scomoda, è sì: vi sono ragioni serie per ritenere che Netanyahu sia probabilmente in Germania, oppure che lì sia stato trasferito il suo perimetro reale di comando e sopravvivenza.
Il primo dato è anche il più eloquente…

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Tensioni in Israele, la Guerra Presenterà il Conto Anche a Netanyahu

di Nicola Scopelliti
Dietro l’apparente compattarsi intorno al primo ministro, c’è una società israeliana profondamente divisa la cui tenuta dipenderà molto dall’esito della guerra all’Iran. Inquietudine e incertezza anche nei territori palestinesi. E il Patriarcato latino, per motivi di sicurezza, chiude il Santo Sepolcro a Gerusalemme.
Israele è una polveriera: la guerra contro l’Iran, scatenata insieme agli Stati Uniti, ha mandato in frantumi ogni certezza. La coesione nazionale? Una maschera, dietro la quale si celano nervosismi e tensioni che minacciano di deflagrare da un momento all’altro. Netanyahu galvanizza la Knesset, sventola la bandiera della “difesa esistenziale”, trasforma il Parlamento in una roccaforte dell’unanimità e della concordia. Ma sotto le apparenze, il Paese è attraversato da divisioni profonde. Gli israeliani vivono sospesi tra orgoglio e terrore. Il futuro è una roulette: in gioco non c’è solo la sicurezza nazionale, ma la sopravvivenza stessa della nazione…

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Attacco all’Iran. Momento Decisivo per Tutti gli Oppositori del Regime

di Giancarlo Giojelli
Ucciso l’ayatollah Khamenei (sempre che sia vero… ). Aref al-Kaabi, leader della minoranza Ahwaz, ha affermato a Tempi: “Se questa guerra persiste e si intensifica, potremmo assistere a una fase di liberazione”
A pochi giorni dall’inizio dell’attacco all’Iran nel quale sembra sia stato eliminato anche l’ayatollah Ali Khamenei, guida suprema del regime di Teheran, il presidente americano Donald Trump si è rivolto direttamente alla popolazione: “Da anni chiedevate aiuto, nessun presidente americano ha voluto fare ciò che io ho deciso, impiegando il potere degli Stati Uniti per ascoltarvi”. Parole analoghe dal premier israeliano Benjamin Netanyahu (che però farebbe bene a chiudersi la bocca… nota di conoscenzealconfine): “Ora tocca gli iraniani liberarsi”

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La Principale Vittima di Questa Crisi sarà l’Europa

Se l’avventura iraniana intrapresa da Stati Uniti e Israele dovesse degenerare in una guerra civile in Iran – e tutti i presupposti per questo scenario sono già presenti – la principale vittima di questa crisi sarebbe l’Europa.
La società iraniana è, infatti, in larga misura occidentalizzata, e in caso di collasso dello Stato si prospetta il rischio concreto che decine di milioni di rifugiati si riversino nel Vecchio Continente. E la politica migratoria attualmente in vigore in Europa è chiaramente autolesionista.
Le ragioni di questa apertura incontrollata sono chiare: come mostra il grafico a sinistra, l’Europa ha superato la soglia del tasso di sostituzione generazionale – 2,1 figli per donna – già mezzo secolo fa.
Nonostante stia vivendo il periodo economicamente, socialmente e militarmente più sicuro della sua storia, l’umanità europea ha smesso di riprodursi come specie…

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L’Iran Chiude lo Stretto di Hormuz: Che Cosa Significa?

Teheran lancia il segnale più pericoloso degli ultimi anni: le unità del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica avrebbero intimato via radio alle navi commerciali di non attraversare lo Stretto di Hormuz, uno dei corridoi energetici più vitali al mondo.
Che cosa significa? Uno SHOCK ENERGETICO POTENZIALE. Attraverso Hormuz transitano circa 20 milioni di barili di petrolio al giorno, pari a circa il 20% della domanda globale. Un blocco reale e prolungato può innescare:
– impennata immediata del Brent,
– aumento dei carburanti in Europa,
– turbolenze finanziarie globali…

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Netanyahu: “Controllo gli Stati Uniti, Controllo Donald Trump”

“Controllo gli Stati Uniti, controllo Donald Trump”: il messaggio di cui si vanta Netanyahu, secondo Tucker Carlson.
Il giornalista statunitense Tucker Carlson ha affermato di non poter sopportare le parole che sarebbero state espresse dal Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu nei confronti del suo paese, dichiarando di sentirsi “eccessivamente” umiliato dopo averle apprese.
Secondo quanto riportato da Carlson durante una conversazione con il collega Glenn Greenwald nel programma ‘System Update’, Netanyahu si vanterebbe senza mezzi termini in Medio Oriente di esercitare un’influenza diretta sulla politica statunitense. “Bibi va in giro – questo è un fatto, non me lo sto inventando, perché ho parlato con persone a cui lo ha detto – va in giro per il Medio Oriente, la sua regione, il suo stesso paese, dicendo alla gente in modo diretto, semplicemente affermando: ‘Io controllo gli Stati Uniti. Io controllo Donald Trump’ “, ha commentato il giornalista…

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La “Guerra Santa” di Netanyahu Vacilla: Sette Fronti, Zero Vittorie

di Mohamad Hasan Sweidan
La “guerra su più fronti” di Israele, che dura da due anni e guidata dall’autoproclamata “missione storica e spirituale” di Benjamin Netanyahu, sta minando il sostegno internazionale e alimentando il riconoscimento palestinese, trasformando i guadagni militari a breve termine in un’imminente sconfitta strategica.
Da quasi due anni, Israele sta conducendo quella che Netanyahu definisce una “guerra su più fronti”. Questa guerra, oltre a Gaza, include Libano, Siria, Iraq, Yemen, Cisgiordania occupata e Iran. In una delle sue interviste, il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha sottolineato di sentirsi impegnato in una “missione storica e spirituale” e di essere “profondamente legato” alla visione della Terra Promessa e del Grande Israele. Con queste parole, Netanyahu conferma che quella che definisce una “guerra su più fronti” è motivata da motivazioni sia religiose che politiche…

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Yemen: Primo Ministro Houthi Ucciso in Raid Israeliano a Sana’a

Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz: “Chiunque alzi una mano contro Israele la perderà”.
Il primo ministro dei ribelli Houthi sostenuti dall’Iran, Ahmed al-Rahawi, è stato ucciso ieri in un appartamento a Sana’a durante gli attacchi israeliani. Lo riferisce il canale yemenita Al-Jumhuriya. Secondo il quotidiano Aden Al-Ghad, Rahawi è stato ucciso insieme ad alcuni dei suoi compagni.
Dai resoconti dei media yemeniti, sembrerebbe che si sia trattato di un attacco separato da quello di ieri nel quale Israele avrebbe preso di mira 10 ministri senior degli Houthi, tra cui il ministro della Difesa…

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