Emma Bonino: “dobbiamo importare migranti, all’Italia ne servono 160mila l’anno”

di Niccolò Magnani
Emma Bonino lancia la solita proposta sull’ “accoglienza” migranti in contrasto con Lega e perfino Pd: “dobbiamo importare stranieri, circa 160mila all’anno, ci servono lavoratori”. “Salviamoli dalla Libia”.
In un lungo colloquio con il Corriere della Sera, la senatrice Emma Bonino affronta, ancora una volta, il tema dei migranti, dopo aver contestato a più riprese le politiche in itinere di Salvini e M5s: ma lo fa con una dichiarazione insolita, in cui ricorda al Governo come l’intento di salvare gli stranieri dalla Libia e dai centri di detenzione dovrebbe essere approntata per un mero calcolo di “forza lavoro”.
L’immigrazione non si ferma né coi muri, né coi porti chiusi, né tanto meno con le navi della Marina militare“, attacca la leader dei Radicali diretta contro Salvini e la Trenta; secondo la Bonino il fenomeno dell’immigrazione è molto complesso e non risolvibile con un “muro” o con delle limitazioni. “Un fenomeno complesso come quello migratorio non può essere fermato, men che meno costruendo muri e blocchi navali, ma va governato. Per farlo c’è bisogno di soluzioni diversificate, a breve e lungo termine, in grado di rispondere all’insieme di cause e fattori che lo determinano“…

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Milioni di euro dagli speculatori globali al partito della Bonino

“+Europa”, l’ultima incarnazione dei Radicali, è la dimostrazione di come anche gli speculatori finanziari possano dimostrarsi dei pessimi investitori.
Soros è stato un grande finanziatore dell’ultimo flop di Bonino, l’ennesimo… Ma Soros non è l’unico miliardario a finanziare Emma Bonino. Altri 100mila euro sono arrivati da Peter Baldwin, marito di Lisbet Rausing, erede dell’impero svedese della “Tetra Pak”, nonché fondatore dell’ “Arcadia Fund”.
Baldwin ha anche finanziato direttamente altri candidati boniniani, per un totale di almeno 1,6 milioni di euro. Nello specifico, 260mila euro sono stati regalati al solo Benedetto Della Vedova…

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“Io i bambini li frullo”, ecco chi è il medico abortista candidato con “+Europa”

In Piemonte è un volto noto della sinistra. Ginecologo abortista, sostenitore lgbt, dell’eutanasia e della legalizzazione delle droghe.
È questo il curriculum “eccellente” di Silvio Viale, medico torinese, noto alle cronache locali per le sue battaglie laiciste e lontane da ogni valore. Lui stesso si è più volte definito “un frustrato” e sembrerebbe davvero difficile dargli torto. Dalla proposta di istituire i “Giochi olimpici gay” alla distribuzione di pillole abortive davanti le scuole, le sue più note affermazioni riguardano proprio le interruzioni di gravidanza da lui praticate: “Io i bambini li frullo, sì li frullo e non ho paura a dirlo”

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Gli Infiltrati

di Andrea Indini
Le trame non vengono mai tessute da un giorno all’altro. Molto spesso, sottendono rapporti che aspettano il momento più opportuno per sferrare l’attacco. Che sull’Italia gravino in continuazione le mire dei Paesi che comandano a Bruxelles, è una drammatica realtà che da tempo paghiamo sulla nostra pelle.
Mentre fino a qualche anno fa gli strateghi di questi disegni operavano dietro le quinte e di loro non si sentiva parlare, se non quando avevano assestato il colpo mortale, oggi escono allo scoperto, delineando una nuova strategia. L’intento, però, resta il medesimo: correggere a loro piacimento il voto popolare.
Quando nel 2011 fu sovvertito il voto degli italiani, spingendo sotto la minaccia dello spread Silvio Berlusconi a lasciare Palazzo Chigi a Mario Monti, Nicolas Sarkozy e Angela Merkel poterono contare sull’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Analisti e politici parlarono di “golpe bianco”.
Negli anni che seguirono, le pressioni dell’asse franco-tedesco aumentarono e, anche grazie a governi targati piddì a dir poco compiacenti, trovarono a Roma terreno fertile per le proprie scorribande. Oggi, però, le alleanze si stanno ridisegnando e trovano nelle imminenti elezioni europee il banco di prova per un nuovo scontro…

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