L’Europa Atlantista Prepara la Sua Eutanasia

di Alex Marquez
L’Europa atlantista prepara la sua eutanasia: il suicidio geopolitico degli orfani della Nato.
L’Europa ultra-atlantista affronta il declino con più riarmo, più subordinazione agli USA e meno autonomia strategica. Tra crisi energetica, Gaza, Ucraina e collasso industriale, le élite europee sembrano preparare un suicidio geopolitico collettivo.
Facciamo un passo indietro: nel giugno 2025, al vertice NATO dell’Aia, i governi europei avevano approvato un nuovo incremento della spesa militare mentre il prezzo del gas restava strutturalmente superiore ai livelli pre-2022, la manifattura tedesca – nel mentre – continua a perdere competitività e Washington, sotto l’apparente confusione strategica di Trump, scarica apertamente sugli alleati il costo strategico dell’Occidente. È questo il dato reale. Tutto il resto — i sermoni sull’unità euro-atlantica, la “difesa dei valori”, le liturgie a mezzo stampa sul fronte democratico — serve ormai solo a coprire un gigantesco fallimento storico…

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Israele e l’Implosione da Guerra Permanente

di Lucio Caracciolo
Israele ha intrapreso un percorso di autodistruzione.
A muoverlo è il bisogno di sicurezza inteso come costante allargamento del proprio territorio. Imperativo esaltato dagli estremisti religiosi quale adempimento del mandato divino, che vorrebbe il popolo eletto titolare dello spazio tra Nilo ed Eufrate (Genesi, 15; 18-21).
Dio non essendo cartografo lascia agli ultrasionisti religiosi qualche libertà di interpretazione circa la forma della Terra di Israele. Certo non un sogno da realizzare nel tempo visibile, almeno per i sionisti che curano il senso del limite. Diversi però, non solo ebrei — per esempio l’ambasciatore americano a Gerusalemme, Mike Huckabee — ne fanno l’ideale di riferimento…

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Cadaveri e Macerie in Mare per Cancellare l’Orrore: Benvenuti nella Nuova Gaza Turistica

di Nello Scavo
Il piano visionato da “Avvenire” prevede di inabissare i detriti per ottenere un nuovo litorale (il doppio di Rimini). Tra le rovine anche armi e corpi. E fondi per allontanare 400mila gazawi.
Nelle immagini alcune delle illustrazioni contenute nel progetto “Great” che scommette sul trasferimento di quasi un quarto dei residenti e la realizzazione di edifici residenziali e alberghieri di lusso da offrire agli stranieri a Gaza.
Il quartiere che si affacciava sul mare si è accasciato sulla bassa scogliera. Era la vista migliore di Gaza. Tra la battigia e le rovine non saranno neanche dieci metri. Verde smeraldo da una parte, polvere grigia dall’altra. “Possiamo spingerle in acqua e avremo risolto due problemi: sgomberare le macerie, ampliare la superficie”. Il tecnico che nei giorni scorsi ci mostrava la bozza del piano Trump per Gaza metteva in guardia: “Non parleranno pubblicamente di inabissare i detriti, ma è quello che faranno”. È il modo più rapido ed economico per mettere a posto le cose. Come quando bisogna ripulire la scena di un delitto…

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Gaza: Come si Pianifica un Genocidio

di Jonathan Cook (a cura di Davide Malacaria)
“La più efficace manipolazione che Israele ha messo in atto negli ultimi due anni è stata quella di imporre dei parametri del tutto infondati al ‘dibattito’ che si è svolto in Occidente riguardo la credibilità del bilancio delle vittime di Gaza, che ora ufficialmente ammonta a poco più di 70.000”.
“Non è solo che siamo rimasti impantanati in controversie senza fine sull’affidabilità delle autorità sanitarie di Gaza o su quanti di quei morti siano combattenti di Hamas (nonostante le campagne di disinformazione israeliane, l’esercito israeliano stesso ritiene che oltre l’80% dei morti siano civili); o che questi ‘dibattiti’ ignorino sempre il fatto che, fin dall’inizio, Israele ha distrutto la capacità di Gaza di contare i propri morti, distruggendo gli uffici governativi e gli ospedali dell’enclave, da cui discende che la cifra di 70.000 morti è probabilmente una drastica sottostima…

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Le Sceneggiate sulla Pelle dei Palestinesi

di Salvo Ardizzone
L’obiettivo di questo ennesimo piano di pace articolato in 20 punti è la smilitarizzazione della Striscia con il disarmo dei militanti della Resistenza che Israele non si è riuscito a piegare in due anni di combattimenti. L’altro obiettivo è economico, ovvero, realizzare un colossale business.
In pratica, è una spregevole speculazione immobiliare e finanziaria presentata come un progetto umanitario. Netanyahu ha accettato perché il piano rispecchia l’essenza degli interessi israeliani. Dubbia è invece è l’approvazione della Resistenza, minacciata da Trump di sfracelli se non si suicida sottoscrivendo il piano. Resta sempre la possibilità di un nuovo attacco di Israele all’Iran nei prossimi mesi. 
A oggi, 157 stati su 193 riconoscono la Palestina, uno stato che non esiste, né può esistere nelle condizioni poste, ovvero, vivere disarmato accanto a un’entità che ne massacra la popolazione mentre annette progressivamente i suoi territori. Un non-stato privo di qualsiasi attribuzione di uno stato vero, in primis di una qualsivoglia sovranità.
E ciò perché da sempre “Due popoli due stati” è stato ed è uno slogan ipocrita, è servito a chiudere gli occhi dinanzi allo scempio dei palestinesi in corso da decenni, oggi al genocidio…

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Il Ministro Israeliano Katz: Suore e Clero Cristiano Saranno Considerati Terroristi se Non Lasceranno Gaza

Katz: “Coloro che rimarranno a Gaza saranno considerati terroristi e sostenitori del terrorismo”.
Mercoledì il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha minacciato affermando che i residenti della città di Gaza, colpita dalla carestia, hanno un “ultima opportunità” di fuggire a sud o di essere classificati come “terroristi”, mentre l’esercito israeliano sostenuto dagli Stati Uniti continua la sua operazione di pulizia etnica volta a radere al suolo ogni edificio della città. Lo riporta LifeSite.
Con un tweet su X, Katz ha annunciato che l’esercito di occupazione israeliano (IDF) aveva quasi circondato Gaza City. “Questa è l’ultima opportunità per i residenti di Gaza che lo desiderano di spostarsi a sud e lasciare i terroristi di Hamas isolati a Gaza City, di fronte alle operazioni in corso dell’IDF a pieno regime”.
“Coloro che rimarranno a Gaza saranno considerati terroristi e sostenitori del terrorismo”,ha avvertito…

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Il Contratto di Google con Netanyahu per Insabbiare la Carestia di Gaza

Google ha stipulato un contratto da 45 milioni di dollari con Netanyahu per insabbiare la carestia di Gaza.
L’obiettivo è promuovere e diffondere il messaggio del gabinetto di Netanyahu e minimizzare la crisi umanitaria a Gaza. Google viene definita “entità chiave” nella strategia di pubbliche relazioni.
Google sta conducendo una campagna da 45 milioni di dollari per l’ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu per sostenere la propaganda del governo sulla sua brutale guerra nella Striscia di Gaza assediata, minimizzando le notizie di fame nell’enclave palestinese. L’obiettivo è promuovere e diffondere il messaggio del suo gabinetto e minimizzare la crisi umanitaria nella Striscia di Gaza devastata dalla guerra…

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Netanyahu Arruola gli Influencers: Gaza Trasformata in Set di Propaganda

di Zela Santi
A Gaza i giornalisti sono esclusi, ma il governo Netanyahu paga influencers milionari per diffondere una realtà fittizia. Una propaganda volutamente falsa che mira a dissociare coscienza e percezione, trasformando il genocidio in rumore di fondo “normale”.
Netanyahu Arruola gli Influencers
A Gaza i giornalisti non possono entrare. Le telecamere indipendenti, gli inviati di guerra, i cronisti che potrebbero documentare i massacri e raccontare con onestà la vita sotto le bombe, sono esclusi (o uccisi… ). Al loro posto, il governo israeliano guidato da Benjamin Netanyahu ha deciso di aprire le porte a un gruppo selezionato di influencer, pagati a caro prezzo per raccontare una realtà fittizia: quella di una Gaza pacifica, generosamente sostenuta da Israele, in cui la vita scorrerebbe “quasi normalmente”…

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L’Assassinio della Memoria da Parte di Israele

di Chris Hedges
La distruzione di Gaza da parte di Israele non riguarda solo la Pulizia Etnica. Riguarda la Cancellazione di un popolo, di una cultura e di una storia che smascherano le menzogne ​​usate per giustificare lo Stato israeliano.
Mentre Israele continua a spuntare la sua lista di atrocità di stampo Nazista contro i palestinesi, tra cui la Fame di Massa, si prepara a compierne un’altra: la demolizione di Gaza, una delle città più antiche del mondo. Pesanti macchinari e giganteschi bulldozer blindati stanno abbattendo centinaia di edifici gravemente danneggiati. Autobetoniere sfornano cemento per riempire i tunnel. Carri armati e aerei da combattimento israeliani bombardano i quartieri per spingere i palestinesi rimasti tra le rovine della città verso Sud.
Ci vorranno mesi per trasformare Gaza in un parcheggio. Non ho dubbi che Israele replicherà l’efficienza del Generale Nazista delle SS Erich von dem Bach-Zelewski, che supervisionò la distruzione di Varsavia. Trascorse i suoi ultimi anni in prigione. Che la storia, almeno per quanto riguarda questa nota a margine, si ripeta…

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Un Altro Bavaglio, un Altro Mattone nel Muro

di Saura Plesio (Nessie)
Ma non dovevano essere gli “identitari” che sventolavano il rosario? Ma non erano quelli che dovevano mettere al primo posto gli interessi nazionali e l’indipendenza dai poteri sovranazionali? Parlo della Lega, dei leghisti et similia.
Finalmente si dipanano le nebbie e si viene a sapere perché Salvini ha ottenuto il premio dell’amicizia Italia-Israele. Ovvio, sta lavorando per loro, per questo lo incoraggiano con un bel premio. Ho letto che il luogotenente leghista Massimiliano Romeo in Parlamento ha avviato la discussione sul disegno di legge che mira a introdurre nientemeno che “Una legge che in realtà va ben oltre la prevenzioni delle discriminazioni, con articoli che sembrano scritti apposta per criminalizzare critiche e manifestazioni contro Israele. La proposta mira infatti a introdurre la contestata definizione di ‘antisemitismo’ prodotta dall’Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto (IHRA), che identifica come tali, non solo critiche e manifestazioni contro le persone ebree, ma anche contro “le istituzioni della comunità”, e quindi contro lo Stato ebraico”

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