Funghi neri in grado di “mangiare” le radiazioni, stanno crescendo dentro il Reattore di Chernobyl

di Tatiana Maselli
Sapete che esistono specie di funghi capaci di utilizzare radiazioni per produrre energia? Questi funghi hanno incuriosito i ricercatori già nel 1991, quando hanno inviato un robot pilotato a distanza nelle inquietanti stanze della centrale nucleare abbandonata di Chernobyl.
In quell’occasione, hanno notato la presenza di vari funghi che crescevano sulle pareti del reattore nucleare n.4 e che, apparentemente, stavano distruggendo la grafite radioattiva. I funghi sembravano inoltre svilupparsi verso le fonti di radiazione, come se ne fossero attratti.
Diversi anni dopo, nel 2007, la professoressa Ekaterina Dadachova, dell’Università di Saskatchewa, insieme al suo team, studiò alcuni esemplari di Cladosporium sphaerospermum, Cryptococcus neoformans e Wangiella dermatitidis, tre specie di funghi presenti nel reattore, scoprendo la loro capacità di crescere più velocemente in ambienti ricchi di radiazioni rispetto ad altre specie di funghi…

Vai all’articolo

Chernobyl: una sconvolgente teoria a 33 anni dal Disastro Nucleare

“Chi c’era quella notte nella centrale?” Dietro il terribile disastro nucleare di Chernobyl ci sarebbe la CIA.
A 33 anni dalla catastrofe che ha segnato l’Occidente, la tv statale russa Ntv, sta realizzando una serie televisiva per ricostruire cosa portò all’esplosione del reattore, con conseguente fall-out radioattivo, diventato nel giro di pochi giorni un incubo per l’Europa e il mondo, tra omissioni, reticenze, misteri, morti e tragiche verità scientifiche.
A Mosca ne sono convinti da tempo: nel 1986 si sarebbe giocata una drammatica tappa della Guerra Fredda, sulla pelle degli abitanti della cittadina ucraina. “C’è una teoria – ha detto il regista della serie, Aleksey Muradov, secondo quanto riportato dalla Stampa – secondo cui gli americani si infiltrarono nella centrale nucleare di Chernobyl. Molti storici non escludono la possibilità che nel giorno dell’esplosione un agente dei servizi d’intelligence nemici, stesse lavorando alla centrale”

Vai all’articolo

La dura realtà dei cani di Chernobyl… fame, sete e radioattività

Anche se il governo ha cercato di uccidere tutti i cani di Chernobyl in quanto contaminati, alcuni sono sopravvissuti e vivono con problemi di fame, sete e radioattività.
Senza dubbio quella di Chernobyl è stata la più grande catastrofe ambientale della storia recente. L’esplosione del reattore nucleare della centrale elettrica russa è stata, senza dubbio, una tragedia enorme, i cui effetti negativi continuano ancora oggi.
Molti pensano che l’area intorno alla zona sia, a causa delle radiazioni, un luogo abbandonato senza alcun movimento, la verità è che è piena di vita. Ogni giorno ci sono 3500 persone che lavorano nelle vicinanze, per non parlare di tutti gli animali che hanno fatto delle case abbandonate della città, le loro case, il loro habitat…

Vai all’articolo

Da 50 anni la Basilicata custodisce le scorie nucleari americane che nessuno vuole

8.246 chilometri separano Elk River, in Minnesota, e Rotondella, in Basilicata. Tra le due città esiste però un legame quasi impossibile da sciogliere, sancito da un ‘tesoro’ maledetto: 84 barre da 1.672 chili di combustibile radioattivo, che da quasi cinquant’anni sono al centro di una contesa che coinvolge Italia e Stati Uniti.
Tra reciproche scaramucce, preoccupazioni e polemiche, una vera soluzione non è mai stata trovata. Adesso però, giurano i diretti interessati, siamo vicini a mettere la parola fine a una vicenda che esemplifica il rapporto travagliato tra gli italiani e le scorie nucleari.
Ci troviamo a Rotondella, un comune di 2.700 abitanti nella provincia di Matera. Noto come il “balcone dello Ionio” per la posizione invidiabile da cui si gode della vista di tutta la costa ionica, questo borgo è salito agli onori delle cronache per un motivo meno invidiabile: la presenza di materiale nucleare unico al mondo, barre di combustibile irraggiato uranio-torio, stoccate all’interno dell’impianto ITREC (acronimo di Impianto di Trattamento e Rifabbricazione Elementi di Combustibile) di Trisaia, da quasi mezzo secolo…

Vai all’articolo