Trump, la Nazionalizzazione della FED e il Colpo di Grazia all’Euro

di Cesare Sacchetti
La visita non è stata affatto gradita. L’attuale governatore della Federal Reserve Bank, Jerome Powell, non voleva che lo staff della Casa Bianca venisse in visita alla sede della banca centrale americana, e allora è venuto direttamente il comandante in capo, Donald Trump, che ha avuto in passato non pochi screzi contro l’attuale governatore.
Nei giorni scorsi se ne è avuto un altro esempio quando il presidente degli Stati Uniti, dopo che Powell ha negato che il conto della ristrutturazione della FED fosse lievitato oltre il budget previsto,  ha tirato fuori dalla tasca il conto con i numeri che smentivano il governatore della FED.
Si potrebbe dire che quello di giovedì è stato un avviso di sfratto a Powell perché Donald Trump da un po’ di tempo a questa parte ha mostrato molta insoddisfazione nei confronti di un governatore che continua a tenere alti i tassi e ad essere disallineato dalla politica economica dell’amministrazione Trump.
L’operazione che il presidente degli Stati Uniti sta portando avanti però sembra andare ben oltre la semplice nomina del governatore della più importante banca centrale al mondo…

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“Kiss my Ass”

di Paolo Desogus
Non so dire se nel “kiss my ass” di Trump ci sia del metodo. Credo di sì, anche se spesso mi sfugge la logica.
D’altra parte mi pare attenga non al ragionamento ma al bluff in un quadro strategico ancora opaco e in via di costruzione. Ad ogni modo il punto che mi preme sottolineare è un altro e non riguarda tanto il metodo quanto le sue premesse.
L’arbitrio che porta Trump a decidere se mettere o repentinamente togliere i dazi può certamente indignare o portare a credere che sia il frutto della follia. Di certo lascia sciogliere come neve al sole quella vecchia retorica che abbiamo dovuto sorbire per anni…

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La Globalizzazione è Finita, Non Andate in Pace

di Marcello Veneziani
Siamo sull’orlo di un grande precipizio, e non sappiamo se sia possibile arretrare dal baratro, o se sia destino vivere costeggiando l’abisso, o se si possa davvero precipitare dentro. Le incognite sono tante, le variabili pure…
Tre guerre mondiali spaccano e sconvolgono questo mondo di pace. In primis la guerra delle armi, delle distruzioni e dei popoli che si è concentrata in Ucraina e in Palestina ma in realtà pullula di innumerevoli focolai sparsi nel mondo; col grottesco colpo di coda europeo, che corre al riarmo per riaccendere le ostilità con la Russia. Poi la guerra dei dazi, del commercio e della finanza che sta squassando il pianeta dopo le sanzioni di Trump al mondo, in una specie di girone di ritorno dell’americanizzazione del pianeta. Infine la guerra dello spazio, dei satelliti e dell’intelligenza artificiale in cui Stati, potenze, intelligence, deep state e colossi privati si contendono il primato e l’egemonia dei mezzi di controllo, comunicazione e sviluppo tecnologico del futuro…

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