Quando il Dissenso Diventa Colpa: il Caso Merz e la Trasformazione dell’UE

di Patrizio Ricci
Il contesto dello scontro: Budapest ha esercitato il proprio diritto di veto, previsto dai Trattati per decisioni di particolare rilevanza.
Le dichiarazioni del cancelliere tedesco Friedrich Merz, arrivano al termine di un Consiglio Europeo segnato da uno stallo significativo. Al centro dello scontro vi è il blocco, da parte dell’Ungheria, di un pacchetto di circa 90 miliardi di euro di prestiti destinati all’Ucraina, insieme all’apertura di nuovi capitoli nei negoziati di adesione di Kiev all’Unione Europea. Budapest ha esercitato il proprio diritto di veto, previsto dai Trattati per decisioni di particolare rilevanza.
È in questo contesto che Merz ha parlato di “atto di grave slealtà”, evocando “conseguenze ben oltre questo singolo episodio” e lasciando intravedere la possibilità di rimettere in discussione il principio dell’unanimità in favore della maggioranza qualificata. Parole che non si limitano a fotografare una crisi politica contingente, ma che aprono interrogativi più profondi sulla natura stessa dell’Unione Europea…

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L’Opportunità che Nessuno è in Grado di Cogliere

di Riccardo Paccosi
Si sta presentando l’opportunità storica di vedere dissolversi Unione Europea e NATO.
Comunque vada a finire la crisi translatlantica in atto, si sta presentando l’opportunità storica di vedere dissolversi o ridursi ai minimi termini tanto l’Unione Europea quanto la NATO e questo, in teoria, implicherebbe la possibilità per l’Italia di avviare un processo che restituisca al paese sovranità nazionale e popolare.
In pratica, però, le opportunità sono tali solo quando c’è qualcuno in grado di coglierle. Purtroppo, per il momento in Italia abbiamo soltanto:
1) Un centrosinistra che fa parte del medesimo blocco di cui fanno parte Merz, Macron e Starmer, ovvero quel blocco eurofederalista e globalista che sta per concludere la sua storia nel totale fallimento e nella damnatio memoriae…

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L’Unione Europea è un Treno in Corsa verso l’Abisso, Pilotato da Sfasciacarrozze allo Sbaraglio

di Diego Fusaro
Nel suo recente intervento al consesso di Rimini, detto meeting con la lingua dei mercati, è intervenuto anche l’immarcescibile Mario Draghi, l’impenitente eurinomane delle brume di Bruxelles, l’austerico passato da Goldman Sachs alla BCE.
L’unto dai mercati ha fatto un intervento decisamente duro nei toni contro la postura – meglio sarebbe dire l’impostura – dell’Unione Europea. Ha asserito testualmente che essa è “marginale e spettatrice”, condannata all’irrilevanza sul piano geopolitico.
In questo caso, l’euroinomane ha perfettamente ragione, anche se la questione è decisamente più grave di come egli la ha dipinta. Infatti, l’Unione Europea non è semplicemente irrilevante, marginale e spettatrice: essa si è condannata al pessimo ruolo di semplice colonia di Washington, finendo addirittura per essere più realista del re…

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La Crisi sta “divorando” l’Unione Europea: la Ribellione di Polonia e Ungheria porterà al suo crollo?

La Vecchia Europa, l’Europa tradizionale, non vede più il proprio futuro nel quadro dell’Unione europea come lo è attualmente.
C’è una grave spaccatura nell’Unione europea, ha detto a Nation News l’esperto politico Anton Bredikhin. Ultimamente si sente sempre più spesso che la crisi “divora” l’Unione Europea. Molti esperti e politici ritengono che tutti i processi in corso in Europa oggi stiano portando al collasso dell’UE come oggi è strutturata.
Quindi, oggi una delle notizie più discusse nell’UE è che Varsavia e Budapest hanno bloccato l’adozione del bilancio dell’UE di sette anni e del fondo per la ripresa dalla pandemia (Recovery Fund).
I paesi dell’Est si sono opposti a una clausola di bilancio in cui i finanziamenti per gli Stati membri dell’UE dipenderebbero dal rispetto delle norme della UE sullo “Stato di diritto”. L’Europa liberal di Bruxelles ha già annunciato che i “dittatori” di Polonia e Ungheria vogliono distruggere l’Unione europea (evviva!)…

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